L'edizione 2026 del Mondiale ha introdotto un percorso verso la fase a eliminazione diretta completamente nuovo: 12 gironi da 4 squadre. Le prime due di ogni girone (24 squadre) accedono automaticamente agli ottavi, a cui si aggiungono le otto migliori terze classificate di tutti i gironi, per un totale di 32 squadre.
Questo significa che un terzo posto non è automaticamente fatale, ma la vincente di Senegal-Iraq dovrà comunque avere una buona differenza reti e sperare in risultati favorevoli dagli altri gironi per rientrare tra le otto migliori. I criteri per la classifica delle terze, in ordine di importanza, sono: punti, differenza reti, gol segnati, condotta fair play e ranking FIFA.
Il ct del Senegal, Pape Bouna Thiaw, è stato molto chiaro sulla posta in gioco. Parlando con Reuters il giorno prima della partita, ha dichiarato: "Questa partita è come una finale per noi. Sappiamo che un risultato negativo potrebbe costarci un posto al turno successivo." Già in precedenza, nel corso del torneo, aveva definito tutte e tre le partite del girone come "finali", avvertendo che la squadra non aveva "più margine di errore".
Alla conferenza stampa della vigilia, insieme al difensore Ismail Jakobs, Thiaw ha ribadito: "Se vogliamo continuare nella competizione, dobbiamo vincere."
Il Senegal ha subito cinque reti in due partite – tre dalla Francia e due dalla Norvegia – nonostante possa contare su uno dei migliori portieri africani (Édouard Mendy) e su una difesa guidata da giocatori di livello internazionale. Un report di Sports Mole ha sottolineato come i "Leoni della Teranga" abbiano "subito cinque gol e un attacco poco brillante", spingendo Thiaw a promettere una "rivoluzione tattica" in vista della sfida con l'Iraq.
Thiaw ha riconosciuto: "Dobbiamo ribaltare la situazione. Significa che io devo prendere decisioni tattiche, ma anche i giocatori devono fare la loro parte."
L'Iraq arriva alla partita con una differenza reti di -6 (1 gol fatto, 7 subiti) contro il -3 del Senegal (3 gol fatti, 6 subiti). Ciò significa che una vittoria di misura quasi certamente non basterebbe all'Iraq per rientrare tra le migliori terze; gli asiatici avrebbero bisogno di un successo con almeno due-tre gol di scarto per avere una realistica possibilità di accedere al Round of 32.
Il Senegal si presentava al torneo come la squadra africana con il ranking più alto (14° posto nel mondo) e come una popolare sorpresa, forte di stelle del calibro di Sadio Mané, Édouard Mendy, Kalidou Koulibaly e Ismaila Sarr. Dopo aver raggiunto gli ottavi di finale nel 2022 e aver vinto la Coppa d'Africa nello stesso anno, l'idea di un'eliminazione precoce nella fase a gironi – in un formato dove 32 squadre su 48 passano il turno – rappresenterebbe una cocente delusione per una delle rose più talentuose del torneo.
Il grande interrogativo ora è se il Senegal riuscirà a correggere le sue lacune difensive in tempo, o se l'Iraq sarà in grado di produrre il colpo di scena del girone. In un modo o nell'altro, il risultato di venerdì a Toronto deciderà quale sogno mondiale continuerà e quale si spegnerà.
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