L’alimentatore esterno da 30 W, invece, è separabile e può essere sostituito. Il tratto collegato allo speaker misura circa 1,5 metri, ovvero meno di 5 piedi . In pratica, se il cavo si rovina, si sfilaccia o si danneggia, non basta acquistare un nuovo cavo USB-C: occorre intervenire all’interno dell’apparecchio oppure sostituire l’intero speaker.
La scelta sorprende anche perché rappresenta una netta inversione rispetto ai modelli precedenti:
Per chi presta attenzione alla durata dei prodotti e alla possibilità di ripararli, il nuovo modello appare quindi come una regressione rispetto alla generazione precedente .
TechRadar ha definito il design “un incubo per la riparabilità”: un guasto al cavo potrebbe trasformare lo speaker in rifiuto elettronico oppure richiedere una riparazione con saldature complesse . Digital Trends osserva che la decisione non piacerà a chi considera importante poter riparare i propri dispositivi e aggiunge che il cavo corto limita la scelta del punto in cui collocare l’apparecchio .
Anche Tech Advisor sottolinea che, a differenza dei precedenti speaker Google, il cavo non può essere sostituito se danneggiato . Android Authority conferma inoltre che il collegamento è saldato alla scheda, rendendo impraticabile una sostituzione semplice . Diverse testate hanno messo a confronto questa soluzione con il Google Home del 2016 e con il suo risultato di 8/10 nei test di riparabilità .
Il limite non riguarda soltanto la manutenzione. Con meno di 1,5 metri di cavo, lo speaker deve rimanere vicino a una presa di corrente. Non essendo possibile scollegare il cavo o sostituirlo con uno più lungo, diventano meno flessibili anche il posizionamento su una mensola, un piano di lavoro o un comodino .
Il cavo fisso è il principale punto debole emerso finora, ma il resto dell’esperienza ha ricevuto giudizi incoraggianti.
Il Google Home Speaker integra un driver full-range da 58 mm, il doppio rispetto a quello del Nest Mini . Il suono viene diffuso in tutte le direzioni, invece di essere proiettato principalmente verso la parte anteriore come nei precedenti Nest Audio e Nest Mini .
Google dichiara inoltre bassi 2,5 volte più potenti rispetto al Nest Mini . Le prime prove riportano effettivamente una resa delle basse frequenze più ricca, mentre Engadget segnala che il dispositivo riesce a riempire senza difficoltà anche stanze ampie . ZDNet descrive l’ascolto come un’esperienza diversa rispetto a Nest Audio e Nest Mini, grazie alla diffusione uniforme del suono .
Il nuovo speaker è il primo dispositivo Google progettato per Gemini for Home, l’assistente vocale che sostituisce Google Assistant . Tra le funzioni indicate ci sono il linguaggio conversazionale, la possibilità di continuare una conversazione nelle lingue supportate e 10 opzioni vocali .
C’è però un costo aggiuntivo da considerare: le funzioni Gemini più avanzate sono vincolate a un abbonamento da 10 dollari al mese, un limite evidenziato da alcuni recensori .
Il Google Home Speaker sarà lanciato il 25 giugno 2026 in 18 Paesi, al prezzo di 99,99 dollari negli Stati Uniti . Sarà disponibile in quattro colori: Porcelain, Hazel, Sage e Berry .
Il dispositivo ha una forma arrotondata rivestita in tessuto, una base illuminata e dimensioni di circa 8,6 cm di altezza per 10,7 cm di diametro. Il design ricorda quello di speaker compatti come l’HomePod mini .
Il Google Home Speaker sembra offrire un miglioramento concreto rispetto al Nest Mini sul fronte dell’audio: il driver da 58 mm, la diffusione a 360° e i bassi dichiarati 2,5 volte più potenti sono gli elementi più convincenti. Anche Gemini for Home potrebbe rappresentare un passo avanti rispetto a Google Assistant, se si accetta il costo delle funzioni premium.
Il cavo USB-C integrato, però, è una scelta difficile da difendere per chi cerca un prodotto longevo e facilmente riparabile. È corto, non si può sostituire e, in caso di guasto, può rendere inutilizzabile l’intero speaker. Per un dispositivo altrimenti interessante, si tratta di un compromesso importante da valutare prima dell’acquisto.
L’alimentatore esterno da 30 W, invece, è separabile e può essere sostituito. Il tratto collegato allo speaker misura circa 1,5 metri, ovvero meno di 5 piedi . In pratica, se il cavo si rovina, si sfilaccia o si danneggia, non basta acquistare un nuovo cavo USB-C: occorre intervenire all’interno dell’apparecchio oppure sostituire l’intero speaker.
La scelta sorprende anche perché rappresenta una netta inversione rispetto ai modelli precedenti:
Per chi presta attenzione alla durata dei prodotti e alla possibilità di ripararli, il nuovo modello appare quindi come una regressione rispetto alla generazione precedente .
TechRadar ha definito il design “un incubo per la riparabilità”: un guasto al cavo potrebbe trasformare lo speaker in rifiuto elettronico oppure richiedere una riparazione con saldature complesse . Digital Trends osserva che la decisione non piacerà a chi considera importante poter riparare i propri dispositivi e aggiunge che il cavo corto limita la scelta del punto in cui collocare l’apparecchio .
Anche Tech Advisor sottolinea che, a differenza dei precedenti speaker Google, il cavo non può essere sostituito se danneggiato . Android Authority conferma inoltre che il collegamento è saldato alla scheda, rendendo impraticabile una sostituzione semplice . Diverse testate hanno messo a confronto questa soluzione con il Google Home del 2016 e con il suo risultato di 8/10 nei test di riparabilità .
Il limite non riguarda soltanto la manutenzione. Con meno di 1,5 metri di cavo, lo speaker deve rimanere vicino a una presa di corrente. Non essendo possibile scollegare il cavo o sostituirlo con uno più lungo, diventano meno flessibili anche il posizionamento su una mensola, un piano di lavoro o un comodino .
Il cavo fisso è il principale punto debole emerso finora, ma il resto dell’esperienza ha ricevuto giudizi incoraggianti.
Il Google Home Speaker integra un driver full-range da 58 mm, il doppio rispetto a quello del Nest Mini . Il suono viene diffuso in tutte le direzioni, invece di essere proiettato principalmente verso la parte anteriore come nei precedenti Nest Audio e Nest Mini .
Google dichiara inoltre bassi 2,5 volte più potenti rispetto al Nest Mini . Le prime prove riportano effettivamente una resa delle basse frequenze più ricca, mentre Engadget segnala che il dispositivo riesce a riempire senza difficoltà anche stanze ampie . ZDNet descrive l’ascolto come un’esperienza diversa rispetto a Nest Audio e Nest Mini, grazie alla diffusione uniforme del suono .
Il nuovo speaker è il primo dispositivo Google progettato per Gemini for Home, l’assistente vocale che sostituisce Google Assistant . Tra le funzioni indicate ci sono il linguaggio conversazionale, la possibilità di continuare una conversazione nelle lingue supportate e 10 opzioni vocali .
C’è però un costo aggiuntivo da considerare: le funzioni Gemini più avanzate sono vincolate a un abbonamento da 10 dollari al mese, un limite evidenziato da alcuni recensori .
Il Google Home Speaker sarà lanciato il 25 giugno 2026 in 18 Paesi, al prezzo di 99,99 dollari negli Stati Uniti . Sarà disponibile in quattro colori: Porcelain, Hazel, Sage e Berry .
Il dispositivo ha una forma arrotondata rivestita in tessuto, una base illuminata e dimensioni di circa 8,6 cm di altezza per 10,7 cm di diametro. Il design ricorda quello di speaker compatti come l’HomePod mini .
Il Google Home Speaker sembra offrire un miglioramento concreto rispetto al Nest Mini sul fronte dell’audio: il driver da 58 mm, la diffusione a 360° e i bassi dichiarati 2,5 volte più potenti sono gli elementi più convincenti. Anche Gemini for Home potrebbe rappresentare un passo avanti rispetto a Google Assistant, se si accetta il costo delle funzioni premium.
Il cavo USB-C integrato, però, è una scelta difficile da difendere per chi cerca un prodotto longevo e facilmente riparabile. È corto, non si può sostituire e, in caso di guasto, può rendere inutilizzabile l’intero speaker. Per un dispositivo altrimenti interessante, si tratta di un compromesso importante da valutare prima dell’acquisto.