I numeri chiave del rapporto:
Il rapporto sottolinea che Bitcoin non è ancora sceso al di sotto della soglia dei 54.000 dollari, una metrica on-chain chiave che storicamente ha rappresentato la linea di ultimo supporto prima di eventi di capitolazione maggiori. Al momento della pubblicazione del rapporto, Bitcoin veniva scambiato intorno ai 62.300 dollari, circa il 15% al di sopra di quel livello critico.
21Shares sostiene che, poiché questo supporto on-chain ha tenuto, l'attuale ribasso assomiglia più a una correzione di metà ciclo all'interno di un quadro quadriennale ancora valido, piuttosto che a una rottura strutturale del ciclo stesso. L'azienda descrive lo scenario di mercato come "un panorama finanziario estremamente sfumato in cui le tendenze strutturali a lungo termine rimangono intatte, anche se gli obiettivi dipendenti dal prezzo e dalla liquidità si sono adattati alle realtà cicliche."
Perché Bitcoin possa raggiungere i 100.000 dollari entro fine anno, il rapporto suggerisce che l'asset deve prima riguadagnare livelli di supporto più solidi a partire dalla sua fascia di scambio di metà anno, intorno ai 62.300 dollari, prima che un movimento al rialzo sostenuto diventi plausibile. Il rapporto non specifica una soglia precisa del tipo "superamento dei 70.000 dollari" nel testo, ma gli articoli che lo commentano notano che riconquistare livelli più alti è necessario per il percorso di recupero verso l'obiettivo base.
Nonostante le pressioni del mercato e un calo del 15% su base annua degli asset in gestione (AUM) globali degli ETP crypto, scesi a circa 140 miliardi di dollari, l'attività istituzionale è rimasta un importante contrappeso.
Adrian Fritz, Chief Research Officer di 21Shares, ha commentato: "Dal punto di vista dell'allocazione degli asset, ciò che colpisce a questa metà dell'anno è la profonda resilienza del capitale istituzionale."
L'analisi di 21Shares di inizio giugno 2026, precedente al rapporto di metà anno, identificava diverse difficoltà macroeconomiche che hanno contribuito al ribasso: la prima vendita di bitcoin da parte di Strategy dal 2022, l'abbandono dei negoziati nucleari da parte dell'Iran e una serie di forti deflussi dagli ETF che hanno innescato liquidazioni long per oltre 3 miliardi di dollari. Nonostante queste pressioni a breve termine, l'azienda ha mantenuto che il ribasso di circa il 50% rimaneva "ben al di sotto della media dell'80% dei cicli precedenti" e prevedeva ancora un prezzo di 100.000 dollari entro fine anno.
Non tutti gli analisti concordano con le previsioni relativamente ottimistiche di 21Shares. Un'analisi separata di Galaxy Research, pubblicata il 12 giugno 2026, presenta una visione più cauta, sostenendo che il fondo dell'attuale ribasso "non è ancora stato raggiunto" e suggerendo un minimo nel caso base compreso tra 40.000 e 46.000 dollari, in un momento che va da metà 2026 al quarto trimestre 2026. Galaxy osserva che il ciclo attuale è solo a otto mesi dal picco dell'ottobre 2025 e che il prezzo medio pagato dal mercato per Bitcoin è ancora superiore ai livelli spot attuali.
Il veterano investitore in Bitcoin Michael Terpin ha anche previsto un fondo più profondo, proiettando un minimo del ciclo a 57.000 dollari nell'ottobre 2026, basandosi sulla media storica di circa 12 mesi dal picco al minimo. Terpin sostiene che Bitcoin deve riconquistare i 100.000 dollari per l'inizio di un nuovo mercato rialzista e considera "scarse" le possibilità di raggiungere quel livello nel 2026.
L'inversione di marcia di 21Shares a metà anno è significativa: un importante emittente di ETP crypto ha ritrattato la propria tesi sulla rottura strutturale del ciclo e ha riabbracciato il tradizionale quadro quadriennale. I punti dati chiave a sostegno della sua tesi sono il ribasso più lieve del 50%, la soglia on-chain dei 54.000 dollari ancora intatta e la resilienza dei flussi istituzionali negli ETP. La tesi ribassista, rappresentata da Galaxy e Terpin, punta invece ai modelli storici di formazione dei minimi, che suggeriscono prezzi ancora più bassi prima che il ciclo possa azzerarsi.
Entrambe le visioni si basano sulle stesse analogie storiche: la differenza sta nell'interpretazione, se il ciclo attuale stia semplicemente impiegando più tempo per toccare il fondo o sia entrato in una fase strutturalmente diversa.
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