Un dettaglio cruciale è che l'exploit è stato inizialmente difficile da rilevare perché un indicizzatore obsoleto continuava a mostrare i fondi come disponibili per gli utenti, mentre le query RPC live sulla chain stessa mostravano saldi pari a zero. In sostanza, l'interfaccia utente travisava lo stato sulla chain, rendendo la perdita invisibile dalle normali viste del dashboard finché non veniva eseguita una query diretta sulla chain .
I dati on-chain rivelano che l'attaccante ha sfruttato la vulnerabilità IBC per prelevare asset schermati cross-chain . Circa 228.517 ATOM sono stati trasferiti tramite IBC a un indirizzo specifico sul Cosmos Hub
. Quell'indirizzo ha ricevuto i fondi il 18 giugno, e gli asset sono stati poi prosciugati nel giro di poche ore attraverso una serie di trasferimenti IBC e molteplici transazioni di prelievo in uscita, lasciando solo un piccolo saldo residuo
. L'uso di IBC ha permesso all'attaccante di spostare rapidamente il valore rubato attraverso le chain, complicando gli sforzi di recupero
.
L'exploit ha di fatto cancellato quasi tutto il valore dal pool di privacy principale di Namada. Secondo molteplici rapporti, il TVL di Namada è crollato da circa $600.000 a soli $598 dopo l'attacco . Ciò rappresenta una distruzione di circa il 99,9% del valore del pool schermato del protocollo, una perdita catastrofica per un protocollo che si era posizionato come "hub di asset schermati" per l'ecosistema Cosmos
.
Il team di Namada ha risposto pubblicamente su più fronti:
L'exploit di Namada solleva significative preoccupazioni sia per i progetti blockchain focalizzati sulla privacy che per l'ecosistema Cosmos nel 2026.