Diversi esperimenti controllati mostrano che i contenuti generati dall’IA possono competere con quelli scritti da umani nei risultati di ricerca:
Tuttavia, i contenuti scritti da umani hanno mostrato una probabilità leggermente maggiore di finire nella top 5 rispetto a quelli generati dall’IA .
Il dato chiave che emerge da numerosi studi è che i contenuti IA si posizionano bene solo quando soddisfano gli stessi criteri di qualsiasi contenuto di qualità :
Il team di Neil Patel, ad esempio, ha pubblicato post generati dall’IA e ottimizzati con SurferSEO: l’85% degli articoli si è posizionato nella top 20 entro 30 giorni, con diversi articoli che hanno raggiunto la prima pagina per parole chiave a media concorrenza .
Gli articoli generati con un semplice clic, senza alcuna revisione umana, stanno progressivamente perdendo terreno nei risultati di ricerca . Se il contenuto è generico, realizzato con poco sforzo o esiste unicamente per inseguire il ranking, i sistemi di Google sono ormai efficaci nel declassarlo
. Un sondaggio del 2025 ha rilevato che il 31% dei marketer e specialisti SEO dichiara che i propri contenuti scritti con l’IA ottengono gli stessi risultati di quelli umani, e il 33% afferma che funzionano meglio — ma per la restante parte le performance sono peggiori
.
L’IA è uno strumento valido per la produzione di contenuti, ma non è una scorciatoia. Le stesse regole di posizionamento valgono indipendentemente dall’autore: sono la qualità, l’originalità e il valore per l’utente a determinare il successo, non il metodo di creazione . Come sottolinea Google, i contenuti devono essere creati prima di tutto per servire gli utenti, non per manipolare il ranking.
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