Il rally seguito alle elezioni di metà mandato statunitensi non si è trasformato in un sostegno duraturo per Bitcoin. Dopo aver superato gli 80.000 dollari — e aver toccato quota 81.000 nelle fasi successive al voto — la criptovaluta ha perso terreno quando la correzione dei titoli tecnologici si è allargata ai mercati più rischiosi. Le liquidazioni forzate hanno accelerato la discesa; i deflussi dagli ETF e la debolezza degli acquisti hanno reso meno convincente il recupero.
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Le fonti disponibili descrivono un minimo notturno compreso all’incirca tra 75.100 e 75.200 dollari e scambi venerdì intorno ai 75.600-76.100 dollari. Le rilevazioni riportano cifre leggermente diverse, ma indicano tutte una stabilizzazione dopo il brusco calo, non una ripresa già consolidata.
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La frenata è partita dai titoli tech
Il fattore immediato è stato il cambio di umore a Wall Street. Le vendite sui titoli dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale, insieme alle preoccupazioni sui rendimenti degli investimenti nel settore, hanno trascinato al ribasso gli indici tecnologici e alimentato le vendite di asset più rischiosi, comprese le criptovalute.
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Le elezioni hanno contribuito all’incertezza, ma su un fronte distinto. La conquista del Congresso da parte dei Democratici ha sollevato dubbi sulle prospettive della proposta di legge CLARITY, pensata per definire regole sul mercato delle criptovalute negli Stati Uniti. Questo timore ha pesato sul contesto, ma le ricostruzioni disponibili collegano la caduta di giovedì soprattutto alla svendita dei titoli tech e ai suoi effetti sui mercati.
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Le liquidazioni hanno amplificato il ribasso
Quando il prezzo scende rapidamente, le posizioni acquistate a leva possono essere chiuse automaticamente se non hanno più garanzie sufficienti. In questo caso, oltre 1,1 miliardi di dollari in posizioni rialziste sono stati liquidati, aggiungendo pressione di vendita.
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La rimozione di quelle posizioni, però, non ha prodotto da sola nuovi compratori. Le analisi disponibili segnalano acquisti sul mercato spot e flussi istituzionali troppo deboli per sostenere una ripresa convincente: per questo il ritorno verso 76.000 dollari è stato descritto come un’attenuazione delle vendite, non come un’accumulazione di Bitcoin.
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Anche i fondi negoziati in borsa (ETF) spot hanno registrato deflussi. Secondo le fonti, giovedì dagli ETF spot su Bitcoin sono usciti circa 430 milioni di dollari, con deflussi rilevanti dai fondi di Fidelity e BlackRock. È un segnale di domanda meno robusta, anche se non basta, da solo, a spiegare l’intero movimento dei prezzi.
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Venerdì, un ulteriore ostacolo dai dati sul lavoro
Il rapporto sull’occupazione statunitense di ottobre ha mostrato 165.000 nuovi posti di lavoro e un tasso di disoccupazione in discesa dal 4,2% al 4,1%. Dati solidi hanno rafforzato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, un possibile freno per gli asset rischiosi. Questo elemento è arrivato venerdì: aiuta a spiegare la pressione successiva, ma non è la causa iniziale della svendita di giovedì.
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A fare da sfondo c’era anche l’attacco informatico a Binance, annunciato il 29 ottobre, con circa 6,3 miliardi di dollari in asset sottratti secondo le ricostruzioni disponibili. La piattaforma sospese le transazioni e in seguito registrò consistenti prelievi dei clienti. L’episodio aveva già messo sotto pressione la fiducia nel settore, ma le fonti descrivono il calo di giovedì come parte di una sequenza più ampia di shock, non come una conseguenza diretta e isolata dell’attacco.
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Un rimbalzo non ancora confermato
Il recupero verso 76.000 dollari ha mostrato che la pressione di vendita si stava allentando, ma non che fosse tornata una domanda abbastanza forte da invertire la tendenza. Un’analisi indicava 77.000 dollari come soglia da riconquistare per dare nuovo slancio al prezzo. È un riferimento di mercato, non una garanzia di ripresa: finché acquisti e flussi restano deboli, la stabilizzazione va distinta da una vera inversione.
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Anche la tenuta relativa di Bitcoin va letta con cautela. Una delle analisi osserva che, dopo una serie di shock, la criptovaluta era scesa di circa il 13% dai massimi recenti, meno di quanto ci si sarebbe potuti aspettare. Questo può indicare una certa resilienza, ma non elimina i rischi di breve periodo né dimostra che il ribasso sia terminato.
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