La vittoria dei democratici alle elezioni di metà mandato del 3 novembre ha cambiato gli equilibri al Congresso statunitense, ma non ha cancellato il potere di veto del presidente. I democratici vogliono fare della revoca dei dazi sulle merci canadesi una delle prime battaglie della nuova maggioranza; trasformare quella promessa in legge, però, sarà tutt’altro che automatico.
6
7
11
Una priorità da affrontare subito
Prima del voto, il senatore Ron Wyden aveva definito la revoca dei dazi di Trump sul Canada «una delle priorità più evidenti», sostenendo che le tariffe fanno salire i prezzi e danneggiano le comunità su entrambi i lati del confine.
6
Secondo un resoconto successivo, i democratici intendono prendere di mira quelle tariffe per prime quando assumeranno il controllo del Congresso a gennaio e cercheranno il sostegno di alcuni repubblicani.
14 Anche il deputato Jamie Raskin ha indicato un orizzonte ravvicinato: secondo il riepilogo di un’intervista alla CBC, auspica che il Congresso si muova per rimuovere i dazi sul Canada «entro i primi 100 giorni». Si tratta di un obiettivo politico, non della garanzia che la revoca sarà completata in quel periodo.
15
Le tariffe in questione sono del 50%, ma non colpiscono indistintamente tutte le importazioni canadesi. Riguardano determinati prodotti e sono state annunciate invocando la Section 338 del Tariff Act del 1930, una norma statunitense sui dazi.
1
Il nodo del veto presidenziale
Avere la maggioranza in entrambe le camere permetterà ai democratici di aumentare il controllo sull’agenda commerciale di Trump e di portare in aula voti sulla revoca dei dazi. Ma i resoconti indicano che, senza un sostegno repubblicano consistente, difficilmente potranno superare un veto presidenziale.
3
11
Per annullare un veto servono i due terzi dei voti sia alla Camera sia al Senato. Se tutti i membri votano, la soglia corrisponde a 290 deputati e 67 senatori: non è la maggioranza necessaria per approvare inizialmente una legge, ma quella richiesta per farla passare nonostante il veto.
5
Anche senza la certezza di arrivare alla promulgazione, i democratici possono usare i voti per mettere i repubblicani davanti a una scelta pubblica sulla politica tariffaria. Le audizioni e le votazioni di revoca potrebbero quindi aumentare la pressione politica sull’amministrazione, pur senza garantire un cambiamento immediato.
3
12
Perché il Canada continua a trattare con la Casa Bianca
La vittoria democratica non ha modificato la linea negoziale canadese. Il ministro Dominic LeBlanc ha spiegato che i colloqui commerciali si svolgono con Trump e il suo gabinetto; anche dopo il risultato elettorale, quindi, Ottawa non considera concluso lo scontro sui dazi.
16
17
Il Congresso può rendere più difficile per la Casa Bianca difendere le tariffe, ma finché Trump conserva il potere di veto non può garantire da solo che vengano eliminate. Per questo la pressione parlamentare e i negoziati con l’amministrazione restano due percorsi paralleli.
5
11
La prospettiva, in sintesi, è quella di una spinta iniziale per la revoca e di un’intensificazione dei controlli sull’azione commerciale del presidente, non di una rimozione certa dei dazi. L’esito dipenderà anche dal numero di repubblicani disposti a sostenere una legge che possa resistere al veto.
7
11
14