La vittoria del Pallone d’Oro ha riportato Harry Kane a una conversazione avuta con José Mourinho ai tempi del Tottenham. In un’intervista a L’Équipe, l’attaccante inglese ha ricordato il confronto, già mostrato nella docuserie All or Nothing, e ha riconosciuto al tecnico un ruolo nella propria crescita.
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«Volevo arrivare al livello di Ronaldo e Messi»
Kane ha spiegato che, quando parlò della sua ambizione di avvicinarsi ai livelli di Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, Mourinho gli disse che avrebbe potuto aiutarlo. «E lo ha fatto», ha ricordato l’attaccante, aggiungendo che il tecnico contribuì a sviluppare il suo gioco in modo diverso e gli lasciò libertà per esprimere le sue qualità.
Il loro rapporto risale al periodo in cui Mourinho guidò il Tottenham, dal 2019 al 2021. A distanza di anni, il ricordo di quel dialogo ha assunto un significato particolare: Kane ha appena conquistato il massimo riconoscimento individuale del calcio.
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Un successo deciso sul filo
Kane ha vinto il Pallone d’Oro maschile 2026 alla cerimonia di Londra, diventando il primo inglese a riuscirci dopo Michael Owen, premiato nel 2001.
1 Secondo Sky Sports, nella stagione ha segnato 73 gol tra club e nazionale: 61 con il Bayern Monaco e 12 con l’Inghilterra.
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La votazione è stata molto combattuta. Kane ha raccolto 1.055 punti, contro i 1.027 di Kylian Mbappé, secondo classificato: un margine di appena 28 punti.
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8 Le fonti descrivono il risultato come uno dei più ravvicinati nella storia del premio, ma non confermano che sia stato il quarto più stretto in 70 anni.
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Mourinho felice per Kane, ma dispiaciuto per Mbappé
Il 31 ottobre, in conferenza stampa, Mourinho ha detto di essere felice per il successo del suo ex giocatore, ammettendo però di provare frustrazione per il secondo posto di Mbappé, oggi allenato da lui al Real Madrid.
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Il tecnico ha anche ricordato di aver avuto il privilegio di lavorare con Kane, descrivendolo come un grande giocatore, un professionista serio e una grande persona.
4 Un doppio sentimento, quindi: la soddisfazione per il premio di un attaccante che ha allenato e il dispiacere per il risultato del suo giocatore attuale.