SAP ha sostituito alcuni modelli costosi, anche nel suo assistente interno per la consulenza, e sceglie tra oltre 70 modelli quello meno caro che soddisfa i requisiti di prestazione.[2][10] L’azienda prevede oltre 2 miliardi di euro di efficienze nei prossimi due anni: non significa, però, che la spesa totale per l’...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How is SAP’s shift from expensive AI models to the cheapest models that meet its performance requirements—including replacements in its inte. Article summary: SAP’s strategy is to lower the cost of delivering a successful AI task, not necessarily its total AI bill: it selects the cheapest model that meets the required performance standard as usage expands.[2][10] Completed tas. Topic tags: general web, openai, ai, workflow, productivity. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, cha
SAP non punta necessariamente a spendere meno in assoluto per l’intelligenza artificiale. La scommessa è ridurre il costo di ogni attività AI scegliendo il modello meno caro che offra comunque prestazioni adeguate. Con un uso crescente degli strumenti, la spesa complessiva può salire: l’obiettivo è mantenere margini sostenibili mentre aumenta il volume di attività.2
10
La società prevede che questa razionalizzazione contribuisca a generare oltre 2 miliardi di euro di efficienze nei prossimi due anni. La cifra non va confusa con un aumento già realizzato dell’utile operativo: SAP non ha precisato quanto di questi benefici si tradurrà in margini più elevati.2
SAP ha già rimosso alcuni dei modelli più costosi dai propri prodotti e li ha sostituiti con alternative meno onerose quando le prestazioni restano sufficienti. Il cambiamento riguarda anche l’assistente interno utilizzato per attività di consulenza. L’azienda lavora con più di 70 modelli, tra cui quelli di OpenAI, Anthropic e Google, e valuta sempre più spesso quale sia il più conveniente per il singolo compito.2
10
La logica è evitare di usare un modello costoso quando un’alternativa più economica può ottenere un risultato adeguato. Il criterio, quindi, non è scegliere sempre la soluzione più potente, ma trovare il miglior equilibrio tra costo e prestazioni per ciascun flusso di lavoro.2
Secondo quanto riferito, i clienti pagano SAP per le attività completate, non direttamente in base alle risorse di calcolo consumate.2 Questo separa il prezzo del servizio dal costo sottostante del modello: se SAP completa la stessa attività in modo soddisfacente spendendo meno per l’elaborazione, può beneficiare della differenza senza dover trasferire automaticamente al cliente ogni risparmio sui costi informatici.
2
È una parte importante della strategia commerciale, ma non l’unica. I risparmi ottenuti con l’uso interno dell’AI si traducono in efficienze operative, non in ricavi da attività fatturate ai clienti. I due effetti — minori costi di erogazione e maggiore produttività interna — vanno quindi distinti.2
Il modello meno caro non è sempre utilizzabile. Clienti pubblici e settori regolamentati possono imporre limiti sul Paese di origine dei modelli; inoltre, i clienti europei chiedono sempre più spesso opzioni locali.2
SAP deve dunque trovare il modello meno costoso tra quelli compatibili con i requisiti di prestazione, provenienza e cliente. Il prezzo, da solo, non basta a determinare la scelta.2
SAP non ha indicato quali modelli specifici siano stati rimossi né quali alternative li abbiano sostituiti. Non ha neppure quantificato la quota delle efficienze attese che potrà tradursi in margini più alti. Perciò, il traguardo di oltre 2 miliardi di euro non consente di stimare un preciso aumento della redditività né di attribuire tutti i benefici alla sostituzione dei modelli.2
Il 21 ottobre 2026 SAP ha riportato ricavi trimestrali superiori per la prima volta a 10 miliardi di euro. I ricavi cloud sono cresciuti del 26%, a 6,67 miliardi, mentre l’utile operativo non IFRS è salito del 18%, a 3,03 miliardi.1 A cambi costanti, la crescita del cloud è stata del 25%: una distinzione utile per confrontare i risultati con le previsioni.
3
Per l’intero 2026, SAP si aspettava ricavi cloud a cambi costanti vicini alla parte alta della forchetta di 25,8–26,2 miliardi di euro. Ha invece mantenuto invariata la previsione di utile operativo non IFRS a cambi costanti, compresa tra 11,8 e 12,2 miliardi.1
Le prospettive di crescita restano comunque misurate: gli effetti una tantum hanno aggiunto circa un punto percentuale alla crescita cloud del trimestre e SAP prevedeva per il quarto trimestre un aumento di circa il 23% a cambi costanti.1
6 In questo quadro, il passaggio a modelli meno costosi è parte dello sforzo per rendere sostenibile la crescita di cloud e AI. I risultati e le previsioni confermate, però, non dimostrano che le efficienze attese si siano già tradotte in un incremento aggiuntivo dei margini.
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SAP ha sostituito alcuni modelli costosi, anche nel suo assistente interno per la consulenza, e sceglie tra oltre 70 modelli quello meno caro che soddisfa i requisiti di prestazione.[2][10]
SAP ha sostituito alcuni modelli costosi, anche nel suo assistente interno per la consulenza, e sceglie tra oltre 70 modelli quello meno caro che soddisfa i requisiti di prestazione.[2][10] L’azienda prevede oltre 2 miliardi di euro di efficienze nei prossimi due anni: non significa, però, che la spesa totale per l’AI diminuirà o che l’utile operativo crescerà automaticamente dello stesso importo.[2]
La fatturazione per attività completata può aiutare SAP a trattenere il beneficio di costi di elaborazione inferiori; le richieste di conformità e di opzioni locali limitano però la scelta dei modelli.[2]
SAP ha sostituito alcuni modelli costosi, anche nel suo assistente interno per la consulenza, e sceglie tra oltre 70 modelli quello meno caro che soddisfa i requisiti di prestazione.[2][10] L’azienda prevede oltre 2 miliardi di euro di efficienze nei prossimi due anni: non significa, però, che la spesa totale per l’...
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La società prevede che questa razionalizzazione contribuisca a generare oltre 2 miliardi di euro di efficienze nei prossimi due anni. La cifra non va confusa con un aumento già realizzato dell’utile operativo: SAP non ha precisato quanto di questi benefici si tradurrà in margini più elevati.2
SAP ha già rimosso alcuni dei modelli più costosi dai propri prodotti e li ha sostituiti con alternative meno onerose quando le prestazioni restano sufficienti. Il cambiamento riguarda anche l’assistente interno utilizzato per attività di consulenza. L’azienda lavora con più di 70 modelli, tra cui quelli di OpenAI, Anthropic e Google, e valuta sempre più spesso quale sia il più conveniente per il singolo compito.2
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La logica è evitare di usare un modello costoso quando un’alternativa più economica può ottenere un risultato adeguato. Il criterio, quindi, non è scegliere sempre la soluzione più potente, ma trovare il miglior equilibrio tra costo e prestazioni per ciascun flusso di lavoro.2
Secondo quanto riferito, i clienti pagano SAP per le attività completate, non direttamente in base alle risorse di calcolo consumate.2 Questo separa il prezzo del servizio dal costo sottostante del modello: se SAP completa la stessa attività in modo soddisfacente spendendo meno per l’elaborazione, può beneficiare della differenza senza dover trasferire automaticamente al cliente ogni risparmio sui costi informatici.
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È una parte importante della strategia commerciale, ma non l’unica. I risparmi ottenuti con l’uso interno dell’AI si traducono in efficienze operative, non in ricavi da attività fatturate ai clienti. I due effetti — minori costi di erogazione e maggiore produttività interna — vanno quindi distinti.2
Il modello meno caro non è sempre utilizzabile. Clienti pubblici e settori regolamentati possono imporre limiti sul Paese di origine dei modelli; inoltre, i clienti europei chiedono sempre più spesso opzioni locali.2
SAP deve dunque trovare il modello meno costoso tra quelli compatibili con i requisiti di prestazione, provenienza e cliente. Il prezzo, da solo, non basta a determinare la scelta.2
SAP non ha indicato quali modelli specifici siano stati rimossi né quali alternative li abbiano sostituiti. Non ha neppure quantificato la quota delle efficienze attese che potrà tradursi in margini più alti. Perciò, il traguardo di oltre 2 miliardi di euro non consente di stimare un preciso aumento della redditività né di attribuire tutti i benefici alla sostituzione dei modelli.2
Il 21 ottobre 2026 SAP ha riportato ricavi trimestrali superiori per la prima volta a 10 miliardi di euro. I ricavi cloud sono cresciuti del 26%, a 6,67 miliardi, mentre l’utile operativo non IFRS è salito del 18%, a 3,03 miliardi.1 A cambi costanti, la crescita del cloud è stata del 25%: una distinzione utile per confrontare i risultati con le previsioni.
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Per l’intero 2026, SAP si aspettava ricavi cloud a cambi costanti vicini alla parte alta della forchetta di 25,8–26,2 miliardi di euro. Ha invece mantenuto invariata la previsione di utile operativo non IFRS a cambi costanti, compresa tra 11,8 e 12,2 miliardi.1
Le prospettive di crescita restano comunque misurate: gli effetti una tantum hanno aggiunto circa un punto percentuale alla crescita cloud del trimestre e SAP prevedeva per il quarto trimestre un aumento di circa il 23% a cambi costanti.1
6 In questo quadro, il passaggio a modelli meno costosi è parte dello sforzo per rendere sostenibile la crescita di cloud e AI. I risultati e le previsioni confermate, però, non dimostrano che le efficienze attese si siano già tradotte in un incremento aggiuntivo dei margini.
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SAP ha sostituito alcuni modelli costosi, anche nel suo assistente interno per la consulenza, e sceglie tra oltre 70 modelli quello meno caro che soddisfa i requisiti di prestazione.[2][10]
SAP ha sostituito alcuni modelli costosi, anche nel suo assistente interno per la consulenza, e sceglie tra oltre 70 modelli quello meno caro che soddisfa i requisiti di prestazione.[2][10] L’azienda prevede oltre 2 miliardi di euro di efficienze nei prossimi due anni: non significa, però, che la spesa totale per l’AI diminuirà o che l’utile operativo crescerà automaticamente dello stesso importo.[2]
La fatturazione per attività completata può aiutare SAP a trattenere il beneficio di costi di elaborazione inferiori; le richieste di conformità e di opzioni locali limitano però la scelta dei modelli.[2]