DayOne Data Centers ha avviato il percorso verso una possibile quotazione negli Stati Uniti: la società ha depositato presso la Securities and Exchange Commission (SEC), l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari statunitensi, una dichiarazione di registrazione Form F-1 per un’offerta pubblica iniziale di American Depositary Shares (ADS). Ha chiesto di quotarle sul Nasdaq Global Select Market con il simbolo DODC.
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Per ora, però, il documento non definisce alcuni elementi essenziali per valutare l’operazione: non sono stati comunicati né il numero di ADS in vendita né la fascia di prezzo.
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Banche coinvolte e dimensione dell’offerta
Tra gli istituti indicati come sottoscrittori dell’offerta figurano Morgan Stanley, J.P. Morgan, BofA Securities, Citigroup e BNP Paribas.
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Un articolo ha riferito che DayOne potrebbe puntare a raccogliere fino a 5 miliardi di dollari USA. Si tratta, tuttavia, di una cifra riportata dalla stampa come possibile obiettivo: non è l’ammontare ufficiale dell’offerta indicato nella registrazione iniziale.
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Il legame con il round Series C da 4,5 miliardi
La richiesta di quotazione arriva dopo la chiusura, annunciata il 5 giugno 2026, di un finanziamento Series C da 4,5 miliardi di dollari USA. Il round è stato guidato dagli investitori già presenti Coatue e Hillhouse; tra i nuovi partecipanti figurano l’Indonesia Investment Authority e Achi Capital Partners.
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DayOne ha dichiarato che il capitale sosterrà l’espansione a Singapore, in Malaysia, Indonesia, Thailandia, Giappone, Hong Kong, Finlandia e Spagna. Questo dà un’idea della portata geografica dei piani, ma non indica quanto del finanziamento — o degli eventuali proventi dell’IPO — sarà destinato a ciascun mercato.
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Le dimensioni dell’attività e ciò che resta da chiarire
Al 20 settembre 2026, le cifre riportate in relazione al deposito indicavano circa 2,3 gigawatt di prenotazioni dei clienti e 4,6 gigawatt di risorse assicurate in 10 mercati. Sono grandezze diverse dalla capacità effettivamente in funzione: descrivono rispettivamente le prenotazioni e le risorse disponibili o assicurate.
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Il Form F-1 riguarda un’offerta proposta: il suo deposito non significa che l’IPO sia già stata prezzata o che le ADS abbiano iniziato a essere scambiate. Per conoscere i termini definitivi serviranno ulteriori informazioni; al momento, conteggio delle ADS e fascia di prezzo restano da stabilire.
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