Il 18 ottobre 2026 l’indirizzo 13Coop ha trasferito 411,45 BTC, valutati allora circa 33,44 milioni di dollari, verso un nuovo indirizzo. Secondo le ricostruzioni, la commissione è stata di 337 satoshi.
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What is known about the “13Coop” Bitcoin wallet’s transfer of its entire 411.45 BTC balance, worth approximately $33.4 million–$34 million,. Article summary: The reported transfer was a first-ever outgoing spend from `13Coop8xFbYj9JR9WyF5EqzGa9GiZmxs7C`: 411.45 BTC, valued by Galaxy Research at $33.44 million, after approximately 13.1 years without spending.[56] The available. Topic tags: general, general web, user generated, government. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, cha
Un indirizzo Bitcoin che non effettuava transazioni in uscita dal 2013 ha trasferito 411,45 BTC il 18 ottobre 2026. Il valore indicato nelle ricostruzioni era di circa 33,44 milioni di dollari. I fondi sono arrivati a un nuovo indirizzo senza etichetta: le informazioni disponibili non mostrano che siano stati venduti.2
6
La transazione è stata registrata alle 18:23 UTC nel blocco 972.036. Galaxy Research ha indicato due output spesi, per un totale di 411,45 BTC, dall’indirizzo 13Coop8xFbYj9JR9WyF5EqzGa9GiZmxs7C.2
16
Le ricostruzioni descrivono la destinazione come un singolo indirizzo nuovo e senza etichetta nota. Alcuni resoconti lo definiscono SegWit, ma le informazioni disponibili non permettono di stabilire con certezza il tipo preciso di indirizzo, né di confermare che si tratti specificamente di P2WPKH.5
6
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Diverse fonti riportano una commissione di 337 satoshi. È la commissione di rete della transazione, non una percentuale dei bitcoin trasferiti.
Secondo le ricostruzioni, la maggior parte del saldo arrivò il 11 settembre 2013, quando Bitcoin quotava circa 131 dollari. Applicando quel prezzo a tutti i 411,45 BTC si ottiene una stima storica di circa 53.900 dollari. È un calcolo basato sul prezzo di mercato, non una prova di quanto abbia pagato il titolare né della data di acquisto di ogni singola moneta.1
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Rispetto alla valutazione di circa 33,44 milioni di dollari al momento del trasferimento, la differenza è di circa 33,39 milioni. Si tratta di un apprezzamento sulla carta: il trasferimento, da solo, non dimostra una vendita né un guadagno realizzato. Galaxy Research attribuisce separatamente al wallet un costo medio stimato di circa 127 dollari per BTC, ma questa stima on-chain non è una registrazione verificata del prezzo effettivamente pagato dal proprietario.2
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Non sulla base delle informazioni riportate finora. I bitcoin sono stati spostati su un nuovo indirizzo senza etichetta; al momento del controllo, non risultavano ulteriori transazioni in uscita da quell’indirizzo.6
7 È un dato sul percorso on-chain osservato in quel momento, non la prova che i fondi non siano stati poi inviati a un exchange o venduti privatamente.
Un trasferimento verso un nuovo indirizzo SegWit è compatibile con una migrazione o un aggiornamento del wallet, ma non chiarisce le intenzioni di chi lo controlla. I dati della transazione non permettono di distinguere un’operazione di gestione del wallet da altre possibilità, compresa una vendita privata.5
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Una fonte riferisce che alcuni piccoli versamenti collegati all’indirizzo sarebbero stati segnalati come possibili tentativi di address poisoning. Con questa tecnica, un truffatore invia una somma minima per far comparire nella cronologia del wallet un indirizzo simile a quello usato abitualmente dalla vittima, nella speranza che venga copiato per errore in un trasferimento successivo.
Le informazioni disponibili, però, non dimostrano che quei versamenti abbiano causato il trasferimento, che il titolare vi abbia interagito o quanti fossero esattamente.
Le ricostruzioni identificano l’indirizzo come «Noah Doe #970» e lo collegano a una disputa sulla proprietà di 39.069 indirizzi inattivi. Un ricorrente pseudonimo e due società del Wyoming sostengono che siano stati abbandonati; il valore complessivo indicato per quei wallet è di circa 3,8 milioni di BTC.5
3
Il fatto che i bitcoin siano stati spesi dimostra che qualcuno aveva accesso alle chiavi o agli strumenti necessari per autorizzare il trasferimento. Da solo, però, non identifica il proprietario legale e non stabilisce se l’indirizzo fosse stato abbandonato. Sono questioni distinte dall’accertamento della transazione.
Il giorno precedente, secondo una fonte, due indirizzi finanziati nel 2013 avevano trasferito complessivamente 416,69 BTC. Il movimento di 13Coop si inserisce così in una breve sequenza di transazioni da wallet storici che hanno attirato attenzione. Ma pochi episodi non bastano per concludere che l’attività dei bitcoin inattivi stia accelerando nel suo complesso.
La conclusione più solida è circoscritta: 411,45 BTC sono usciti da un indirizzo rimasto a lungo senza transazioni in uscita e sono arrivati a uno nuovo. Orario, commissione e valore sono stati riportati; identità e intenzioni del titolare, così come l’eventuale vendita successiva, restano da confermare.2
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Il 18 ottobre 2026 l’indirizzo 13Coop ha trasferito 411,45 BTC, valutati allora circa 33,44 milioni di dollari, verso un nuovo indirizzo.
Il 18 ottobre 2026 l’indirizzo 13Coop ha trasferito 411,45 BTC, valutati allora circa 33,44 milioni di dollari, verso un nuovo indirizzo. Secondo le ricostruzioni, la commissione è stata di 337 satoshi. Ai prezzi del 2013, il saldo valeva circa 53.900 dollari: una stima storica, non una prova del costo effettivo di acquisto né di un profitto realizzato....
L’indirizzo è stato identificato come «Noah Doe 970» e risulta tra i 39.069 wallet citati in una disputa sulla presunta natura di beni abbandonati.
Il 18 ottobre 2026 l’indirizzo 13Coop ha trasferito 411,45 BTC, valutati allora circa 33,44 milioni di dollari, verso un nuovo indirizzo. Secondo le ricostruzioni, la commissione è stata di 337 satoshi.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What is known about the “13Coop” Bitcoin wallet’s transfer of its entire 411.45 BTC balance, worth approximately $33.4 million–$34 million,. Article summary: The reported transfer was a first-ever outgoing spend from `13Coop8xFbYj9JR9WyF5EqzGa9GiZmxs7C`: 411.45 BTC, valued by Galaxy Research at $33.44 million, after approximately 13.1 years without spending.[56] The available. Topic tags: general, general web, user generated, government. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, cha
Un indirizzo Bitcoin che non effettuava transazioni in uscita dal 2013 ha trasferito 411,45 BTC il 18 ottobre 2026. Il valore indicato nelle ricostruzioni era di circa 33,44 milioni di dollari. I fondi sono arrivati a un nuovo indirizzo senza etichetta: le informazioni disponibili non mostrano che siano stati venduti.2
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La transazione è stata registrata alle 18:23 UTC nel blocco 972.036. Galaxy Research ha indicato due output spesi, per un totale di 411,45 BTC, dall’indirizzo 13Coop8xFbYj9JR9WyF5EqzGa9GiZmxs7C.2
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Le ricostruzioni descrivono la destinazione come un singolo indirizzo nuovo e senza etichetta nota. Alcuni resoconti lo definiscono SegWit, ma le informazioni disponibili non permettono di stabilire con certezza il tipo preciso di indirizzo, né di confermare che si tratti specificamente di P2WPKH.5
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Diverse fonti riportano una commissione di 337 satoshi. È la commissione di rete della transazione, non una percentuale dei bitcoin trasferiti.
Secondo le ricostruzioni, la maggior parte del saldo arrivò il 11 settembre 2013, quando Bitcoin quotava circa 131 dollari. Applicando quel prezzo a tutti i 411,45 BTC si ottiene una stima storica di circa 53.900 dollari. È un calcolo basato sul prezzo di mercato, non una prova di quanto abbia pagato il titolare né della data di acquisto di ogni singola moneta.1
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Rispetto alla valutazione di circa 33,44 milioni di dollari al momento del trasferimento, la differenza è di circa 33,39 milioni. Si tratta di un apprezzamento sulla carta: il trasferimento, da solo, non dimostra una vendita né un guadagno realizzato. Galaxy Research attribuisce separatamente al wallet un costo medio stimato di circa 127 dollari per BTC, ma questa stima on-chain non è una registrazione verificata del prezzo effettivamente pagato dal proprietario.2
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Non sulla base delle informazioni riportate finora. I bitcoin sono stati spostati su un nuovo indirizzo senza etichetta; al momento del controllo, non risultavano ulteriori transazioni in uscita da quell’indirizzo.6
7 È un dato sul percorso on-chain osservato in quel momento, non la prova che i fondi non siano stati poi inviati a un exchange o venduti privatamente.
Un trasferimento verso un nuovo indirizzo SegWit è compatibile con una migrazione o un aggiornamento del wallet, ma non chiarisce le intenzioni di chi lo controlla. I dati della transazione non permettono di distinguere un’operazione di gestione del wallet da altre possibilità, compresa una vendita privata.5
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Una fonte riferisce che alcuni piccoli versamenti collegati all’indirizzo sarebbero stati segnalati come possibili tentativi di address poisoning. Con questa tecnica, un truffatore invia una somma minima per far comparire nella cronologia del wallet un indirizzo simile a quello usato abitualmente dalla vittima, nella speranza che venga copiato per errore in un trasferimento successivo.
Le informazioni disponibili, però, non dimostrano che quei versamenti abbiano causato il trasferimento, che il titolare vi abbia interagito o quanti fossero esattamente.
Le ricostruzioni identificano l’indirizzo come «Noah Doe #970» e lo collegano a una disputa sulla proprietà di 39.069 indirizzi inattivi. Un ricorrente pseudonimo e due società del Wyoming sostengono che siano stati abbandonati; il valore complessivo indicato per quei wallet è di circa 3,8 milioni di BTC.5
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Il fatto che i bitcoin siano stati spesi dimostra che qualcuno aveva accesso alle chiavi o agli strumenti necessari per autorizzare il trasferimento. Da solo, però, non identifica il proprietario legale e non stabilisce se l’indirizzo fosse stato abbandonato. Sono questioni distinte dall’accertamento della transazione.
Il giorno precedente, secondo una fonte, due indirizzi finanziati nel 2013 avevano trasferito complessivamente 416,69 BTC. Il movimento di 13Coop si inserisce così in una breve sequenza di transazioni da wallet storici che hanno attirato attenzione. Ma pochi episodi non bastano per concludere che l’attività dei bitcoin inattivi stia accelerando nel suo complesso.
La conclusione più solida è circoscritta: 411,45 BTC sono usciti da un indirizzo rimasto a lungo senza transazioni in uscita e sono arrivati a uno nuovo. Orario, commissione e valore sono stati riportati; identità e intenzioni del titolare, così come l’eventuale vendita successiva, restano da confermare.2
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Il 18 ottobre 2026 l’indirizzo 13Coop ha trasferito 411,45 BTC, valutati allora circa 33,44 milioni di dollari, verso un nuovo indirizzo.
Il 18 ottobre 2026 l’indirizzo 13Coop ha trasferito 411,45 BTC, valutati allora circa 33,44 milioni di dollari, verso un nuovo indirizzo. Secondo le ricostruzioni, la commissione è stata di 337 satoshi. Ai prezzi del 2013, il saldo valeva circa 53.900 dollari: una stima storica, non una prova del costo effettivo di acquisto né di un profitto realizzato....
L’indirizzo è stato identificato come «Noah Doe 970» e risulta tra i 39.069 wallet citati in una disputa sulla presunta natura di beni abbandonati.