I dubbi sulla capacità degli investimenti nell’IA di ripagare i costi hanno penalizzato i titoli tecnologici in Giappone e Corea del Sud il 19 ottobre. La flessione è arrivata dopo una settimana difficile: il Nikkei aveva perso il 5,4%, il mercato sudcoreano oltre il 14% e l’indice dei semiconduttori di Philadelphia...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did concerns about the cost, financing and eventual returns of AI investment drive the selloff in Japanese and South Korean stocks on Mo. Article summary: The selloff reflected a reassessment of whether enormous AI spending could be financed affordably and ultimately earn adequate returns: concerns about funding needs coincided with rising interest-rate expectations, putti. Topic tags: general, general web, news. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers
I timori che la corsa all’intelligenza artificiale richieda finanziamenti troppo onerosi — e che i ricavi futuri non bastino a giustificare la spesa — hanno messo sotto pressione i titoli tecnologici di Giappone e Corea del Sud lunedì 19 ottobre. Il ribasso ha prolungato una settimana difficile per i mercati più esposti ai semiconduttori, mentre gli investitori valutavano il fabbisogno di capitale delle aziende dell’IA insieme al costo del debito e all’incertezza sui rendimenti.1
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18
Il KOSPI, l’indice di riferimento della Borsa sudcoreana, ha aperto a 5.488,41 punti, in calo di 179,64 punti, pari al 3,17%. In seguito ha recuperato parte delle perdite: un aggiornamento lo dava in ribasso dell’1,18% alle 9:12, ora locale.4 In un’altra rilevazione intraday, Reuters indicava il mercato sudcoreano in calo dell’1,6% e il Nikkei 225 giapponese del 2%.
18 Si tratta di dati raccolti durante la seduta, non dei risultati di chiusura.
Le perdite arrivavano dopo una settimana pesante. Secondo Reuters, il Nikkei aveva ceduto il 5,4% e il mercato sudcoreano oltre il 14%. Nella stessa settimana l’indice dei semiconduttori di Philadelphia aveva perso l’11,4%, prolungando la sua serie negativa più lunga dal 2008.18
La preoccupazione non riguarda soltanto quanto le aziende stanno spendendo per l’IA, ma anche come finanziano l’espansione e se i profitti futuri saranno sufficienti a ripagare gli investimenti.1
2
Tassi d’interesse più alti possono rendere più costosi progetti finanziati a debito, come la costruzione di centri dati. Inoltre, riducono il valore che gli investitori attribuiscono oggi ai profitti attesi in futuro. Per questo la pressione può coinvolgere sia le società che sviluppano infrastrutture per l’IA sia i produttori di chip che contano sulla domanda generata da quegli investimenti.1
17
A rendere più sensibili i mercati ai costi di finanziamento era anche il contesto dei tassi. Il 15 ottobre Reuters aveva riferito che l’inflazione statunitense persistente aveva alimentato le aspettative di ulteriori rialzi della Federal Reserve, mentre le perdite tecnologiche si estendevano ai produttori di chip sudcoreani.19 Il ribasso del 19 ottobre rifletteva quindi timori che si sovrappongono — spesa per l’IA e costo per sostenerla — e non dimostra che la domanda di intelligenza artificiale sia crollata.
1
18
I mercati con una forte presenza di aziende dei semiconduttori sono stati tra i più esposti alla revisione delle aspettative. Samsung Electronics e SK Hynix figuravano tra i produttori sudcoreani colpiti dalla precedente ondata di vendite sui titoli tecnologici: Reuters aveva riportato forti ribassi per entrambe durante la seduta del 15 ottobre.19 Un resoconto di quella fase di vendite indicava anche Kioxia e SoftBank tra i titoli giapponesi che avevano perso terreno in modo significativo.
L’esposizione di SoftBank all’IA aiuta a capire perché le oscillazioni del settore attirino l’attenzione degli investitori. Il gruppo ha dichiarato che, dopo aver completato il 1° ottobre l’ultima tranche dell’investimento, il totale investito in OpenAI ammontava a 64,6 miliardi di dollari.3 Alcune ricostruzioni stimavano la quota di SoftBank in circa il 13%.
8 L’entità dell’impegno rende particolarmente rilevanti, nella valutazione della società, le domande sui finanziamenti all’IA e sui possibili ritorni. Le fonti citate, però, non stabiliscono la variazione precisa del titolo SoftBank il 19 ottobre.
Anche le stime sui ricavi di OpenAI vanno lette tenendo conto del periodo e dei criteri di calcolo. Un resoconto indicava ricavi annualizzati vicini ai 50 miliardi di dollari a fine settembre; un altro riportava l’aspettativa di raggiungere o superare i 70 miliardi entro la fine dell’anno. Le cifre si riferiscono a momenti diversi e le modalità di conteggio dei ricavi legati ai partner cloud possono variare: non sono quindi direttamente confrontabili senza queste precisazioni.2
11
Il calo del 19 ottobre si inserisce in una più ampia revisione delle valutazioni dei titoli legati all’IA. Gli investitori stanno soppesando il costo dei finanziamenti, i prezzi di mercato e i profitti attesi dagli investimenti in infrastrutture. La seduta, da sola, non dimostra che la domanda di IA sia venuta meno o che gli investimenti siano destinati a fallire. Il nodo è se i rendimenti attesi giustificheranno la quantità e il costo del capitale impegnato.1
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I dubbi sulla capacità degli investimenti nell’IA di ripagare i costi hanno penalizzato i titoli tecnologici in Giappone e Corea del Sud il 19 ottobre.
I dubbi sulla capacità degli investimenti nell’IA di ripagare i costi hanno penalizzato i titoli tecnologici in Giappone e Corea del Sud il 19 ottobre. La flessione è arrivata dopo una settimana difficile: il Nikkei aveva perso il 5,4%, il mercato sudcoreano oltre il 14% e l’indice dei semiconduttori di Philadelphia l’11,4%.[18]
I dubbi sulla capacità degli investimenti nell’IA di ripagare i costi hanno penalizzato i titoli tecnologici in Giappone e Corea del Sud il 19 ottobre. La flessione è arrivata dopo una settimana difficile: il Nikkei aveva perso il 5,4%, il mercato sudcoreano oltre il 14% e l’indice dei semiconduttori di Philadelphia...
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I timori che la corsa all’intelligenza artificiale richieda finanziamenti troppo onerosi — e che i ricavi futuri non bastino a giustificare la spesa — hanno messo sotto pressione i titoli tecnologici di Giappone e Corea del Sud lunedì 19 ottobre. Il ribasso ha prolungato una settimana difficile per i mercati più esposti ai semiconduttori, mentre gli investitori valutavano il fabbisogno di capitale delle aziende dell’IA insieme al costo del debito e all’incertezza sui rendimenti.1
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Il KOSPI, l’indice di riferimento della Borsa sudcoreana, ha aperto a 5.488,41 punti, in calo di 179,64 punti, pari al 3,17%. In seguito ha recuperato parte delle perdite: un aggiornamento lo dava in ribasso dell’1,18% alle 9:12, ora locale.4 In un’altra rilevazione intraday, Reuters indicava il mercato sudcoreano in calo dell’1,6% e il Nikkei 225 giapponese del 2%.
18 Si tratta di dati raccolti durante la seduta, non dei risultati di chiusura.
Le perdite arrivavano dopo una settimana pesante. Secondo Reuters, il Nikkei aveva ceduto il 5,4% e il mercato sudcoreano oltre il 14%. Nella stessa settimana l’indice dei semiconduttori di Philadelphia aveva perso l’11,4%, prolungando la sua serie negativa più lunga dal 2008.18
La preoccupazione non riguarda soltanto quanto le aziende stanno spendendo per l’IA, ma anche come finanziano l’espansione e se i profitti futuri saranno sufficienti a ripagare gli investimenti.1
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Tassi d’interesse più alti possono rendere più costosi progetti finanziati a debito, come la costruzione di centri dati. Inoltre, riducono il valore che gli investitori attribuiscono oggi ai profitti attesi in futuro. Per questo la pressione può coinvolgere sia le società che sviluppano infrastrutture per l’IA sia i produttori di chip che contano sulla domanda generata da quegli investimenti.1
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A rendere più sensibili i mercati ai costi di finanziamento era anche il contesto dei tassi. Il 15 ottobre Reuters aveva riferito che l’inflazione statunitense persistente aveva alimentato le aspettative di ulteriori rialzi della Federal Reserve, mentre le perdite tecnologiche si estendevano ai produttori di chip sudcoreani.19 Il ribasso del 19 ottobre rifletteva quindi timori che si sovrappongono — spesa per l’IA e costo per sostenerla — e non dimostra che la domanda di intelligenza artificiale sia crollata.
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I mercati con una forte presenza di aziende dei semiconduttori sono stati tra i più esposti alla revisione delle aspettative. Samsung Electronics e SK Hynix figuravano tra i produttori sudcoreani colpiti dalla precedente ondata di vendite sui titoli tecnologici: Reuters aveva riportato forti ribassi per entrambe durante la seduta del 15 ottobre.19 Un resoconto di quella fase di vendite indicava anche Kioxia e SoftBank tra i titoli giapponesi che avevano perso terreno in modo significativo.
L’esposizione di SoftBank all’IA aiuta a capire perché le oscillazioni del settore attirino l’attenzione degli investitori. Il gruppo ha dichiarato che, dopo aver completato il 1° ottobre l’ultima tranche dell’investimento, il totale investito in OpenAI ammontava a 64,6 miliardi di dollari.3 Alcune ricostruzioni stimavano la quota di SoftBank in circa il 13%.
8 L’entità dell’impegno rende particolarmente rilevanti, nella valutazione della società, le domande sui finanziamenti all’IA e sui possibili ritorni. Le fonti citate, però, non stabiliscono la variazione precisa del titolo SoftBank il 19 ottobre.
Anche le stime sui ricavi di OpenAI vanno lette tenendo conto del periodo e dei criteri di calcolo. Un resoconto indicava ricavi annualizzati vicini ai 50 miliardi di dollari a fine settembre; un altro riportava l’aspettativa di raggiungere o superare i 70 miliardi entro la fine dell’anno. Le cifre si riferiscono a momenti diversi e le modalità di conteggio dei ricavi legati ai partner cloud possono variare: non sono quindi direttamente confrontabili senza queste precisazioni.2
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Il calo del 19 ottobre si inserisce in una più ampia revisione delle valutazioni dei titoli legati all’IA. Gli investitori stanno soppesando il costo dei finanziamenti, i prezzi di mercato e i profitti attesi dagli investimenti in infrastrutture. La seduta, da sola, non dimostra che la domanda di IA sia venuta meno o che gli investimenti siano destinati a fallire. Il nodo è se i rendimenti attesi giustificheranno la quantità e il costo del capitale impegnato.1
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I dubbi sulla capacità degli investimenti nell’IA di ripagare i costi hanno penalizzato i titoli tecnologici in Giappone e Corea del Sud il 19 ottobre.
I dubbi sulla capacità degli investimenti nell’IA di ripagare i costi hanno penalizzato i titoli tecnologici in Giappone e Corea del Sud il 19 ottobre. La flessione è arrivata dopo una settimana difficile: il Nikkei aveva perso il 5,4%, il mercato sudcoreano oltre il 14% e l’indice dei semiconduttori di Philadelphia l’11,4%.[18]