Il Telegraph riferisce che Elon Musk propose il rallentamento e che Trump acconsentì; secondo Reuters, l’ordine arrivò dalla Casa Bianca. Il limite, non annunciato, era di circa 160 km/h e interruppe la connessione di alcuni mezzi militari ucraini in movimento.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What do The Telegraph’s four-source report and competing accounts from Elon Musk, Donald Trump, Reuters and US officials say about who initi. Article summary: The reporting points to a possible chain of Musk proposing the restrictions, Trump approving them and the White House directing implementation—but that chain remains disputed, not conclusively established. The Telegraph’. Topic tags: general, general web, user generated, news. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts w
Le ricostruzioni sul rallentamento di Starshield in Ucraina, avvenuto tra il 13 e il 14 ottobre 2026, indicano un coinvolgimento della Casa Bianca, ma non chiariscono chi prese la decisione finale. Secondo il Telegraph, Elon Musk propose a Donald Trump di introdurre limiti di velocità e una delle fonti citate afferma che il presidente accettò. Reuters, citando funzionari statunitensi e occidentali, riferisce che l’ordine partì dall’interno della Casa Bianca. Trump ha poi detto di non ritenere responsabili né sé stesso né Musk. 4
17
19
La ricostruzione del Telegraph, basata su quattro fonti, sostiene che Musk presentò a Trump l’idea di limitare la velocità. L’affermazione secondo cui Trump avrebbe acconsentito proviene da una delle fonti. Non si tratta, però, di un’autorizzazione resa pubblica o documentata ufficialmente. 4
Reuters ha riferito che i vertici del Pentagono ricevettero dalla Casa Bianca l’indicazione di rallentare Starshield. Le fonti citate permettono di collocare lì la provenienza dell’ordine, ma non identificano chi propose per primo la restrizione né chi la autorizzò in modo specifico. 17
Questo chiarisce anche perché la posizione pubblica di Musk non risolva la questione. Musk ha detto che Starshield è controllato dal governo statunitense e che i limiti di velocità e di utilizzo sono decisi dalle forze armate e, in ultima istanza, dal presidente. Questa affermazione sul controllo del servizio non esclude, da sola, la distinta accusa del Telegraph secondo cui Musk avrebbe suggerito la misura: proporre una restrizione, autorizzarla formalmente e metterla in pratica sono ruoli diversi. 8
4
17
Le versioni, quindi, non convergono. Il Telegraph attribuisce l’iniziativa a Musk e riferisce che Trump approvò; Reuters colloca l’ordine alla Casa Bianca senza indicare il responsabile; Trump ha negato pubblicamente la responsabilità propria e di Musk. 4
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La restrizione, introdotta senza preavviso, fissava la soglia a 100 miglia orarie, circa 160 km/h. Secondo le ricostruzioni, le armi e i mezzi che viaggiavano più velocemente potevano perdere la connessione satellitare. Non era semplicemente un limite alla velocità di navigazione internet, ma una restrizione che incideva sulla connettività dei sistemi in movimento.
Starshield supportava le comunicazioni sul campo e le operazioni con i droni. Le interruzioni hanno compromesso alcune missioni considerate critiche, comprese attività legate alla difesa ucraina contro droni Shahed a propulsione a getto. 17 È stato inoltre riferito che alcune unità hanno perso la connessione anche sotto i 160 km/h. Le informazioni disponibili non stabiliscono quanto fossero diffuse queste interruzioni a velocità inferiori né quale ne fosse la causa: il limite dichiarato, dunque, non garantiva automaticamente la connessione al di sotto di quella soglia.
1
Le notizie sostengono che le restrizioni abbiano disturbato alcune operazioni ucraine. Non forniscono però dati sufficienti per quantificare quante intercettazioni siano fallite o per attribuire un preciso esito sul campo al limite di velocità. 17
Secondo quanto riferito, entro il 15 ottobre funzionari ucraini e britannici parlavano di un ripristino almeno parziale dell’accesso. Il giorno successivo, però, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che il servizio era migliorato, ma non era ancora stato ripristinato del tutto. Le notizie su un’assicurazione del ministro della Difesa britannico circa il ritorno in funzione del servizio non chiarivano se tutte le restrizioni fossero state rimosse per le forze ucraine. 1
20
Alcuni senatori statunitensi hanno chiesto all’ispettore generale del Pentagono di indagare sulle restrizioni e di stabilire se ne fossero responsabili l’amministrazione o i suoi appaltatori. La richiesta non equivale a un’indagine conclusa né a una decisione su chi autorizzò il rallentamento.
Le restrizioni hanno disturbato la connettività militare ucraina e le fonti citate da Reuters fanno risalire l’ordine alla Casa Bianca. Separatamente, il Telegraph riferisce che Musk propose la misura e che Trump acconsentì; Trump ha negato la responsabilità. Le informazioni disponibili non conciliano queste versioni e non identificano chi diede l’autorizzazione finale. Al 16 ottobre il ripristino era ancora descritto come incompleto e al Congresso era stata chiesta un’indagine statunitense. 4
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Il Telegraph riferisce che Elon Musk propose il rallentamento e che Trump acconsentì; secondo Reuters, l’ordine arrivò dalla Casa Bianca.
Il Telegraph riferisce che Elon Musk propose il rallentamento e che Trump acconsentì; secondo Reuters, l’ordine arrivò dalla Casa Bianca. Il limite, non annunciato, era di circa 160 km/h e interruppe la connessione di alcuni mezzi militari ucraini in movimento.
Il ripristino risultava parziale: il 16 ottobre Zelensky ha detto che il servizio non era ancora tornato completamente alla normalità.
Il Telegraph riferisce che Elon Musk propose il rallentamento e che Trump acconsentì; secondo Reuters, l’ordine arrivò dalla Casa Bianca. Il limite, non annunciato, era di circa 160 km/h e interruppe la connessione di alcuni mezzi militari ucraini in movimento.
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Le ricostruzioni sul rallentamento di Starshield in Ucraina, avvenuto tra il 13 e il 14 ottobre 2026, indicano un coinvolgimento della Casa Bianca, ma non chiariscono chi prese la decisione finale. Secondo il Telegraph, Elon Musk propose a Donald Trump di introdurre limiti di velocità e una delle fonti citate afferma che il presidente accettò. Reuters, citando funzionari statunitensi e occidentali, riferisce che l’ordine partì dall’interno della Casa Bianca. Trump ha poi detto di non ritenere responsabili né sé stesso né Musk. 4
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La ricostruzione del Telegraph, basata su quattro fonti, sostiene che Musk presentò a Trump l’idea di limitare la velocità. L’affermazione secondo cui Trump avrebbe acconsentito proviene da una delle fonti. Non si tratta, però, di un’autorizzazione resa pubblica o documentata ufficialmente. 4
Reuters ha riferito che i vertici del Pentagono ricevettero dalla Casa Bianca l’indicazione di rallentare Starshield. Le fonti citate permettono di collocare lì la provenienza dell’ordine, ma non identificano chi propose per primo la restrizione né chi la autorizzò in modo specifico. 17
Questo chiarisce anche perché la posizione pubblica di Musk non risolva la questione. Musk ha detto che Starshield è controllato dal governo statunitense e che i limiti di velocità e di utilizzo sono decisi dalle forze armate e, in ultima istanza, dal presidente. Questa affermazione sul controllo del servizio non esclude, da sola, la distinta accusa del Telegraph secondo cui Musk avrebbe suggerito la misura: proporre una restrizione, autorizzarla formalmente e metterla in pratica sono ruoli diversi. 8
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Le versioni, quindi, non convergono. Il Telegraph attribuisce l’iniziativa a Musk e riferisce che Trump approvò; Reuters colloca l’ordine alla Casa Bianca senza indicare il responsabile; Trump ha negato pubblicamente la responsabilità propria e di Musk. 4
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La restrizione, introdotta senza preavviso, fissava la soglia a 100 miglia orarie, circa 160 km/h. Secondo le ricostruzioni, le armi e i mezzi che viaggiavano più velocemente potevano perdere la connessione satellitare. Non era semplicemente un limite alla velocità di navigazione internet, ma una restrizione che incideva sulla connettività dei sistemi in movimento.
Starshield supportava le comunicazioni sul campo e le operazioni con i droni. Le interruzioni hanno compromesso alcune missioni considerate critiche, comprese attività legate alla difesa ucraina contro droni Shahed a propulsione a getto. 17 È stato inoltre riferito che alcune unità hanno perso la connessione anche sotto i 160 km/h. Le informazioni disponibili non stabiliscono quanto fossero diffuse queste interruzioni a velocità inferiori né quale ne fosse la causa: il limite dichiarato, dunque, non garantiva automaticamente la connessione al di sotto di quella soglia.
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Le notizie sostengono che le restrizioni abbiano disturbato alcune operazioni ucraine. Non forniscono però dati sufficienti per quantificare quante intercettazioni siano fallite o per attribuire un preciso esito sul campo al limite di velocità. 17
Secondo quanto riferito, entro il 15 ottobre funzionari ucraini e britannici parlavano di un ripristino almeno parziale dell’accesso. Il giorno successivo, però, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che il servizio era migliorato, ma non era ancora stato ripristinato del tutto. Le notizie su un’assicurazione del ministro della Difesa britannico circa il ritorno in funzione del servizio non chiarivano se tutte le restrizioni fossero state rimosse per le forze ucraine. 1
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Alcuni senatori statunitensi hanno chiesto all’ispettore generale del Pentagono di indagare sulle restrizioni e di stabilire se ne fossero responsabili l’amministrazione o i suoi appaltatori. La richiesta non equivale a un’indagine conclusa né a una decisione su chi autorizzò il rallentamento.
Le restrizioni hanno disturbato la connettività militare ucraina e le fonti citate da Reuters fanno risalire l’ordine alla Casa Bianca. Separatamente, il Telegraph riferisce che Musk propose la misura e che Trump acconsentì; Trump ha negato la responsabilità. Le informazioni disponibili non conciliano queste versioni e non identificano chi diede l’autorizzazione finale. Al 16 ottobre il ripristino era ancora descritto come incompleto e al Congresso era stata chiesta un’indagine statunitense. 4
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Il Telegraph riferisce che Elon Musk propose il rallentamento e che Trump acconsentì; secondo Reuters, l’ordine arrivò dalla Casa Bianca.
Il Telegraph riferisce che Elon Musk propose il rallentamento e che Trump acconsentì; secondo Reuters, l’ordine arrivò dalla Casa Bianca. Il limite, non annunciato, era di circa 160 km/h e interruppe la connessione di alcuni mezzi militari ucraini in movimento.
Il ripristino risultava parziale: il 16 ottobre Zelensky ha detto che il servizio non era ancora tornato completamente alla normalità.