Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre, l’Ucraina ha segnalato una restrizione alla connessione dei terminali militari Starlink/Starshield in movimento. Secondo funzionari ucraini, il cambiamento ha interrotto alcune missioni con droni. La soglia indicata era di circa 100 miglia orarie, cioè 160 km/h, ma alcune unità avrebbero perso la connessione anche a velocità inferiori.
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Più tardi, il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha detto che il collegamento fino a 160 km/h era in fase di ripristino. Kyiv, tuttavia, ha continuato a chiedere la rimozione completa del limite.
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La soglia dichiarata e le interruzioni segnalate
Serhii Beskrestnov, consigliere del presidente ucraino per le tecnologie della difesa, ha affermato che la restrizione è stata introdotta senza preavviso e ha interessato il pacchetto militare Starshield. Secondo il suo resoconto, l’interruzione ha compromesso diverse missioni.
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Le segnalazioni sulle velocità non coincidono del tutto. Il limite nominale era di circa 160 km/h, ma il 7° Corpo ucraino di reazione rapida avrebbe rilevato interruzioni della connessione della durata di 10–20 secondi già a 110–120 km/h. Resta quindi incerto quale fosse la soglia effettiva nei diversi reparti.
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Perché la connessione era importante
Le autorità ucraine hanno dichiarato che i collegamenti interessati servivano sia ai droni d’attacco sia agli intercettori impiegati contro gli attacchi aerei russi. La possibile ricaduta, dunque, non riguardava soltanto le missioni offensive: poteva coinvolgere anche la difesa aerea basata sui droni.
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Le fonti documentano le interruzioni denunciate dai funzionari ucraini, ma non permettono di stabilire l’impatto complessivo su tutti i reparti e i sistemi coinvolti.
Ripristino parziale, ma il limite resta contestato
Il 14 ottobre Fedorov ha annunciato che la connettività Starlink a velocità fino a 160 km/h era in fase di ripristino. Ha aggiunto che, per la difesa ucraina, era fondamentale eliminare del tutto il limite di velocità di Starshield. In seguito, alcune notizie hanno riferito che il servizio si era stabilizzato, pur mantenendo il tetto.
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Il ripristino annunciato, quindi, non equivale alla conferma che la restrizione fosse stata cancellata.
Chi decide le restrizioni?
Elon Musk ha affermato che Starshield è di proprietà e sotto il controllo del governo statunitense e che i limiti di velocità o d’uso sono decisi dalle forze armate degli Stati Uniti e, in ultima istanza, dal presidente. Si tratta della versione di Musk su chi controlla il servizio: le notizie disponibili non chiariscono in modo indipendente chi abbia ordinato questa specifica restrizione né per quale motivo.
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Beskrestnov ha ipotizzato che la tempistica potesse avere una motivazione politica, ma non è una spiegazione verificata. Anche il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha contestato pubblicamente Musk, chiedendogli se stesse facendo politica con Starlink in Ucraina.
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Il quadro più ampio del sostegno all’Ucraina
La vicenda si è verificata mentre i rapporti tra Kyiv e Washington si facevano più tesi. L’Ucraina ha inoltre espresso preoccupazione per la mancata ricezione dei consueti avvisi sugli attacchi russi con missili balistici. Reuters ha riferito che gli alleati europei non disponevano di un’alternativa pronta per le capacità satellitari interessate. Questi elementi fanno da sfondo alla disputa, ma le informazioni disponibili non dimostrano che ne siano stati la causa.
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In sintesi, il quadro verificabile è circoscritto: l’Ucraina ha denunciato una restrizione senza preavviso, missioni interrotte e perdite di connessione a velocità inferiori a quella indicata; in seguito è stato annunciato il ripristino del servizio fino a 160 km/h. Portata precisa, origine e responsabilità della decisione restavano però da chiarire.
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