Secondo Tan Su Shan, gli investitori chiedono rendimenti più chiari e analizzano con maggiore attenzione le strutture dei finanziamenti per l’IA: una disciplina salutare, non la prova che i capitali siano venuti meno. Nel 2026 DBS ha organizzato circa 25 miliardi di dollari di Singapore in operazioni legate all’IA,...
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did Tan Su Shan, chief executive of DBS, Southeast Asia’s largest bank, tell Bloomberg Television’s Haidi Stroud-Watts at the DBS Asia. Article summary: Tan’s message was that AI financing is undergoing a healthy risk repricing, not necessarily a funding shutdown: investors want stronger evidence that enormous infrastructure spending will produce durable returns. Speakin. Topic tags: general, news, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers,
Il mercato sta rivalutando i rischi legati ai finanziamenti per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, e chi investe vuole prove più convincenti dei rendimenti attesi. Per Tan Su Shan, CEO del gruppo bancario DBS, è una correzione salutare: non significa che ogni progetto di IA sia impossibile da finanziare, ma che le imprese devono dimostrare meglio come intendono generare valore nel tempo.1
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Intervistata da Haidi Stroud-Watts di Bloomberg Television durante la conferenza DBS Asia Future Forward a Singapore, il 12 ottobre 2026, Tan ha commentato: «Il mercato ha parlato». Gli investitori, ha spiegato, chiedono rendimenti più elevati e guardano con maggiore attenzione alla struttura delle operazioni. Vogliono capire se gli ingenti investimenti nell’intero ecosistema delle spese in conto capitale per l’IA potranno produrre rendimenti duraturi per chi presta denaro, acquista obbligazioni o investe in azioni.1
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Un esame più severo può rendere i finanziamenti meno automatici e più selettivi. Secondo le ricostruzioni delle sue dichiarazioni, alcune società più fragili legate all’IA potrebbero anche subire un declassamento del merito di credito.5 Il punto, però, non è che investire nell’IA garantisca un ritorno: è che le aziende devono presentare argomenti credibili per spiegare come intendono ottenerlo.
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Tan ha detto che nel 2026 DBS ha organizzato operazioni legate all’IA per circa 25 miliardi di dollari di Singapore. La banca svolge spesso il ruolo di capofila nei prestiti sindacati, cioè finanziamenti condivisi tra più istituti, e poi distribuisce parte dei prestiti agli altri partecipanti. Perciò l’importo delle operazioni originate non corrisponde all’esposizione che DBS trattiene: la banca non mantiene in bilancio l’intero ammontare.6
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La distinzione è importante per interpretare la cifra: organizzare un finanziamento non equivale ad assumersi tutto il rischio di credito associato.6
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Il messaggio di Tan riguarda anche il modo in cui le aziende adottano la tecnologia. Ha criticato l’uso dell’IA come semplice aggiunta a processi già esistenti, definendolo «AI lipstick», ossia una mano di vernice tecnologica. A suo avviso, le imprese dovrebbero riprogettare i flussi di lavoro partendo da obiettivi e risultati concreti.8
Ne emerge un criterio pratico per valutare gli investimenti nell’IA: non bastano l’accesso ai capitali o l’etichetta di una nuova tecnologia. Serve un impiego sensato dell’IA e un percorso plausibile che colleghi quell’impiego al valore per l’azienda. Per finanziatori e investitori, esaminare con più attenzione quei piani è parte della disciplina di mercato che Tan considera positiva.1
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Secondo Tan Su Shan, gli investitori chiedono rendimenti più chiari e analizzano con maggiore attenzione le strutture dei finanziamenti per l’IA: una disciplina salutare, non la prova che i capitali siano venuti meno.
Secondo Tan Su Shan, gli investitori chiedono rendimenti più chiari e analizzano con maggiore attenzione le strutture dei finanziamenti per l’IA: una disciplina salutare, non la prova che i capitali siano venuti meno. Nel 2026 DBS ha organizzato circa 25 miliardi di dollari di Singapore in operazioni legate all’IA, spesso distribuendo ad altri finanziatori una parte consistente dell’esposizione tramite prestiti sindacati.
Tan mette in guardia dall’“AI lipstick”: aggiungere l’IA ai processi esistenti senza ripensare il modo di lavorare e gli obiettivi aziendali.
Secondo Tan Su Shan, gli investitori chiedono rendimenti più chiari e analizzano con maggiore attenzione le strutture dei finanziamenti per l’IA: una disciplina salutare, non la prova che i capitali siano venuti meno. Nel 2026 DBS ha organizzato circa 25 miliardi di dollari di Singapore in operazioni legate all’IA,...
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Il mercato sta rivalutando i rischi legati ai finanziamenti per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, e chi investe vuole prove più convincenti dei rendimenti attesi. Per Tan Su Shan, CEO del gruppo bancario DBS, è una correzione salutare: non significa che ogni progetto di IA sia impossibile da finanziare, ma che le imprese devono dimostrare meglio come intendono generare valore nel tempo.1
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Intervistata da Haidi Stroud-Watts di Bloomberg Television durante la conferenza DBS Asia Future Forward a Singapore, il 12 ottobre 2026, Tan ha commentato: «Il mercato ha parlato». Gli investitori, ha spiegato, chiedono rendimenti più elevati e guardano con maggiore attenzione alla struttura delle operazioni. Vogliono capire se gli ingenti investimenti nell’intero ecosistema delle spese in conto capitale per l’IA potranno produrre rendimenti duraturi per chi presta denaro, acquista obbligazioni o investe in azioni.1
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Un esame più severo può rendere i finanziamenti meno automatici e più selettivi. Secondo le ricostruzioni delle sue dichiarazioni, alcune società più fragili legate all’IA potrebbero anche subire un declassamento del merito di credito.5 Il punto, però, non è che investire nell’IA garantisca un ritorno: è che le aziende devono presentare argomenti credibili per spiegare come intendono ottenerlo.
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Tan ha detto che nel 2026 DBS ha organizzato operazioni legate all’IA per circa 25 miliardi di dollari di Singapore. La banca svolge spesso il ruolo di capofila nei prestiti sindacati, cioè finanziamenti condivisi tra più istituti, e poi distribuisce parte dei prestiti agli altri partecipanti. Perciò l’importo delle operazioni originate non corrisponde all’esposizione che DBS trattiene: la banca non mantiene in bilancio l’intero ammontare.6
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La distinzione è importante per interpretare la cifra: organizzare un finanziamento non equivale ad assumersi tutto il rischio di credito associato.6
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Il messaggio di Tan riguarda anche il modo in cui le aziende adottano la tecnologia. Ha criticato l’uso dell’IA come semplice aggiunta a processi già esistenti, definendolo «AI lipstick», ossia una mano di vernice tecnologica. A suo avviso, le imprese dovrebbero riprogettare i flussi di lavoro partendo da obiettivi e risultati concreti.8
Ne emerge un criterio pratico per valutare gli investimenti nell’IA: non bastano l’accesso ai capitali o l’etichetta di una nuova tecnologia. Serve un impiego sensato dell’IA e un percorso plausibile che colleghi quell’impiego al valore per l’azienda. Per finanziatori e investitori, esaminare con più attenzione quei piani è parte della disciplina di mercato che Tan considera positiva.1
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Secondo Tan Su Shan, gli investitori chiedono rendimenti più chiari e analizzano con maggiore attenzione le strutture dei finanziamenti per l’IA: una disciplina salutare, non la prova che i capitali siano venuti meno.
Secondo Tan Su Shan, gli investitori chiedono rendimenti più chiari e analizzano con maggiore attenzione le strutture dei finanziamenti per l’IA: una disciplina salutare, non la prova che i capitali siano venuti meno. Nel 2026 DBS ha organizzato circa 25 miliardi di dollari di Singapore in operazioni legate all’IA, spesso distribuendo ad altri finanziatori una parte consistente dell’esposizione tramite prestiti sindacati.
Tan mette in guardia dall’“AI lipstick”: aggiungere l’IA ai processi esistenti senza ripensare il modo di lavorare e gli obiettivi aziendali.