Il vicegovernatore della State Bank of Vietnam, Pham Thanh Ha, ha definito sotto controllo i prezzi in Vietnam, pur avvertendo che l’aumento dell’inflazione di settembre rende più complessa la gestione della politica monetaria per il resto del 2026. Alla conferenza stampa del 7 ottobre ad Hanoi ha riconosciuto che la pressione per contenere i rincari negli ultimi mesi dell’anno è molto forte.
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I dati: settembre sopra il 5%
L’inflazione annua è salita al 5,08% a settembre, rispetto al 4,89% di agosto. Nello stesso mese l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,62% rispetto ad agosto. La media dei primi nove mesi del 2026 ha raggiunto il 4,52%, leggermente oltre l’obiettivo governativo di circa il 4,5% per l’intero anno; l’inflazione di fondo nello stesso periodo è stata del 4,26%.
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Tra i fattori che hanno contribuito ai rincari figurano energia e carburanti, oltre ai costi di abitazione e alle spese per istruzione e sanità.
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Carburanti, tassi e domanda di credito
Per la banca centrale la sfida è tenere insieme il controllo dei prezzi e il sostegno alla crescita. I rincari del petrolio legati alla guerra in Iran alimentano le pressioni sui prezzi e sui costi di raccolta delle banche. Si aggiunge il contesto di tassi più elevati a livello internazionale: la Federal Reserve statunitense, per esempio, ha aumentato i tassi a settembre.
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Nel frattempo, l’obiettivo del governo di una crescita del PIL pari almeno al 10% sostiene la domanda di finanziamenti. Ha ha detto che i tassi sui depositi e sui prestiti sono sottoposti a pressioni al rialzo, ma che le imprese devono poter continuare ad accedere al credito.
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6 Al 30 settembre, i prestiti complessivi del sistema bancario erano cresciuti dell’11,59% rispetto alla fine del 2025.
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La linea per gli ultimi mesi dell’anno
La direzione indicata da Ha è una gestione flessibile della politica monetaria e del credito: continuare a finanziare l’economia, dando priorità ai settori e ai progetti strategici, e mantenere più rigoroso il controllo sui prestiti con profili di rischio più elevati.
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Non è stata annunciata una specifica variazione dei tassi né un nuovo limite ai prestiti, e le dichiarazioni non garantiscono che l’inflazione rientrerà nell’obiettivo. Il messaggio del vicegovernatore è un impegno a bilanciare stabilità dei prezzi e sostegno alla crescita, non l’affermazione che il rischio inflazionistico sia superato.
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