Le borse asiatiche sono scese giovedì 8 ottobre, mentre il Brent superava i 100 dollari al barile e tornavano i timori sull’inflazione. Le rilevazioni intraday dell’indice MSCI Asia Pacific indicavano cali diversi; il Nikkei 225, il Topix e il Kospi hanno chiuso in ribasso nei dati riportati da CNBC TV18.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did Asian stock markets perform on Thursday, October 8, amid Wall Street losses, oil-driven inflation fears and a shift away from riskie. Article summary: Asian stocks fell on Thursday, October 8, as rising oil prices revived inflation and interest-rate worries and investors pulled back from riskier assets. The figures below are intraday snapshots, not closing prices: Bloo. Topic tags: general, news, general web, government. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with
Le borse asiatiche hanno perso terreno giovedì 8 ottobre, appesantite dal rialzo del petrolio e da una nuova debolezza dei titoli tecnologici. Il Brent è salito sopra i 100 dollari al barile, riaccendendo i timori che l’inflazione resti elevata e spinga le banche centrali a mantenere una politica monetaria restrittiva. Le variazioni degli indici regionali riportate durante la seduta sono fotografie scattate in momenti diversi, non dati di chiusura uniformi. 9
10
13
Secondo CNBC TV18, l’indice MSCI Asia Pacific ha perso lo 0,3%, il Nikkei 225 giapponese l’1,12%, il Topix l’1,42% e il Kospi sudcoreano lo 0,56%. 10 Gli aggiornamenti di Bloomberg hanno indicato per l’indice regionale un calo più marcato: prima dello 0,5%, poi dello 0,6%. Nell’ultima rilevazione, dieci degli undici gruppi settoriali che lo compongono erano in ribasso.
9
13
Le percentuali diverse riflettono aggiornamenti diffusi in momenti differenti della seduta e non vanno lette come un unico dato di chiusura. Bloomberg ha segnalato ribassi anche per gli indici giapponesi e sudcoreani, mentre le azioni della Cina continentale hanno guadagnato leggermente alla riapertura dei mercati dopo una festività. 9
13
Il Brent è salito oltre i 100 dollari al barile tra i timori di possibili interruzioni delle forniture. Secondo quanto riportato, la Casa Bianca avrebbe chiesto al Pentagono di preparare opzioni per eventuali attacchi contro l’Iran prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Si tratta di piani riportati dalla stampa, non di una decisione definitiva di procedere con un’operazione militare.
Tra gli altri fattori di rischio figurano gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz e possibili interruzioni della produzione sulla costa del Golfo degli Stati Uniti legate alle condizioni meteo. Iran e Oman avrebbero inoltre concordato le coordinate di rotte di transito designate come sicure nello stretto: l’intesa, tuttavia, non garantisce un passaggio commerciale senza restrizioni né rischi.
Con il greggio in rialzo, gli investitori temono che l’inflazione possa restare alta e indurre le banche centrali a proseguire con gli aumenti dei tassi. A pesare sulle azioni asiatiche è stata anche la rinnovata pressione sui titoli tecnologici. 9
13
La flessione in Asia è arrivata dopo una seduta negativa a Wall Street. Un aggiornamento di Bloomberg ha riportato un calo dello 0,2% sia per l’S&P 500 sia per il Nasdaq 100, dopo i recenti livelli record; un’altra rilevazione ha segnalato una perdita dell’1,2% per l’indice dei semiconduttori di Philadelphia. 11
3
I verbali della riunione di settembre della Federal Reserve indicano che tutti i 19 funzionari hanno sostenuto l’aumento dei tassi. Molti hanno citato il rischio di un’accelerazione dell’inflazione, e la maggioranza ha ritenuto possibile un ulteriore rialzo entro la fine dell’anno. I verbali, però, non indicano che una nuova stretta dovesse necessariamente arrivare già a ottobre. 20
A settembre la Fed ha aumentato i tassi di un quarto di punto, portando l’intervallo obiettivo sui federal funds al 3,75%-4,00%. Un resoconto di mercato pubblicato in quei giorni stimava vicino al 20% la probabilità implicita di un rialzo a ottobre. 19
Per gli investitori, il quadro della giornata combina dunque prezzi energetici in aumento, timori d’inflazione e attese sui tassi, mentre le borse asiatiche seguono la debolezza di Wall Street. Poiché le rilevazioni sugli indici sono intraday e non coincidono tra loro, è importante non confonderle con i valori definitivi di chiusura.
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Le borse asiatiche sono scese giovedì 8 ottobre, mentre il Brent superava i 100 dollari al barile e tornavano i timori sull’inflazione.
Le borse asiatiche sono scese giovedì 8 ottobre, mentre il Brent superava i 100 dollari al barile e tornavano i timori sull’inflazione. Le rilevazioni intraday dell’indice MSCI Asia Pacific indicavano cali diversi; il Nikkei 225, il Topix e il Kospi hanno chiuso in ribasso nei dati riportati da CNBC TV18.
I verbali della Federal Reserve mostrano sostegno unanime all’aumento dei tassi di settembre; per i mercati, la probabilità di un altro rialzo già a ottobre era vicina al 20%.
Le borse asiatiche sono scese giovedì 8 ottobre, mentre il Brent superava i 100 dollari al barile e tornavano i timori sull’inflazione. Le rilevazioni intraday dell’indice MSCI Asia Pacific indicavano cali diversi; il Nikkei 225, il Topix e il Kospi hanno chiuso in ribasso nei dati riportati da CNBC TV18.
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Secondo CNBC TV18, l’indice MSCI Asia Pacific ha perso lo 0,3%, il Nikkei 225 giapponese l’1,12%, il Topix l’1,42% e il Kospi sudcoreano lo 0,56%. 10 Gli aggiornamenti di Bloomberg hanno indicato per l’indice regionale un calo più marcato: prima dello 0,5%, poi dello 0,6%. Nell’ultima rilevazione, dieci degli undici gruppi settoriali che lo compongono erano in ribasso.
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Le percentuali diverse riflettono aggiornamenti diffusi in momenti differenti della seduta e non vanno lette come un unico dato di chiusura. Bloomberg ha segnalato ribassi anche per gli indici giapponesi e sudcoreani, mentre le azioni della Cina continentale hanno guadagnato leggermente alla riapertura dei mercati dopo una festività. 9
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Il Brent è salito oltre i 100 dollari al barile tra i timori di possibili interruzioni delle forniture. Secondo quanto riportato, la Casa Bianca avrebbe chiesto al Pentagono di preparare opzioni per eventuali attacchi contro l’Iran prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Si tratta di piani riportati dalla stampa, non di una decisione definitiva di procedere con un’operazione militare.
Tra gli altri fattori di rischio figurano gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz e possibili interruzioni della produzione sulla costa del Golfo degli Stati Uniti legate alle condizioni meteo. Iran e Oman avrebbero inoltre concordato le coordinate di rotte di transito designate come sicure nello stretto: l’intesa, tuttavia, non garantisce un passaggio commerciale senza restrizioni né rischi.
Con il greggio in rialzo, gli investitori temono che l’inflazione possa restare alta e indurre le banche centrali a proseguire con gli aumenti dei tassi. A pesare sulle azioni asiatiche è stata anche la rinnovata pressione sui titoli tecnologici. 9
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La flessione in Asia è arrivata dopo una seduta negativa a Wall Street. Un aggiornamento di Bloomberg ha riportato un calo dello 0,2% sia per l’S&P 500 sia per il Nasdaq 100, dopo i recenti livelli record; un’altra rilevazione ha segnalato una perdita dell’1,2% per l’indice dei semiconduttori di Philadelphia. 11
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I verbali della riunione di settembre della Federal Reserve indicano che tutti i 19 funzionari hanno sostenuto l’aumento dei tassi. Molti hanno citato il rischio di un’accelerazione dell’inflazione, e la maggioranza ha ritenuto possibile un ulteriore rialzo entro la fine dell’anno. I verbali, però, non indicano che una nuova stretta dovesse necessariamente arrivare già a ottobre. 20
A settembre la Fed ha aumentato i tassi di un quarto di punto, portando l’intervallo obiettivo sui federal funds al 3,75%-4,00%. Un resoconto di mercato pubblicato in quei giorni stimava vicino al 20% la probabilità implicita di un rialzo a ottobre. 19
Per gli investitori, il quadro della giornata combina dunque prezzi energetici in aumento, timori d’inflazione e attese sui tassi, mentre le borse asiatiche seguono la debolezza di Wall Street. Poiché le rilevazioni sugli indici sono intraday e non coincidono tra loro, è importante non confonderle con i valori definitivi di chiusura.
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Le borse asiatiche sono scese giovedì 8 ottobre, mentre il Brent superava i 100 dollari al barile e tornavano i timori sull’inflazione.
Le borse asiatiche sono scese giovedì 8 ottobre, mentre il Brent superava i 100 dollari al barile e tornavano i timori sull’inflazione. Le rilevazioni intraday dell’indice MSCI Asia Pacific indicavano cali diversi; il Nikkei 225, il Topix e il Kospi hanno chiuso in ribasso nei dati riportati da CNBC TV18.
I verbali della Federal Reserve mostrano sostegno unanime all’aumento dei tassi di settembre; per i mercati, la probabilità di un altro rialzo già a ottobre era vicina al 20%.