Le azioni dei mercati emergenti sono salite per la seconda seduta consecutiva: rendimenti statunitensi più bassi, dollaro più debole e petrolio meno caro hanno sostenuto il clima di mercato. Flávio Bolsonaro ha ottenuto il 47% dei voti al primo turno, contro il 45,2% di Lula.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did easing Treasury yields, a weaker dollar, rebounding bonds and Brent crude’s fall below $100 support Tuesday’s rise in emerging-marke. Article summary: Tuesday’s emerging-market rally had two drivers: lower US yields and a weaker dollar made emerging-market assets more attractive, while cheaper oil eased inflation and import-cost worries. Brazil had an additional, elect. Topic tags: general, general web, news, government, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermar
Martedì gli asset dei mercati emergenti hanno guadagnato terreno: la pressione dei rendimenti statunitensi si è attenuata, il dollaro si è indebolito e il petrolio ha perso quota. In Brasile si è aggiunto un fattore politico: la performance al di sopra delle attese di Flávio Bolsonaro al primo turno ha portato gli investitori a rivedere le probabilità in vista del ballottaggio del 25 ottobre, senza però sciogliere l’incertezza sul risultato finale. 17
Rendimenti Usa più bassi e un dollaro meno forte possono rendere relativamente più interessanti gli investimenti nei mercati emergenti. Martedì un indice azionario dei Paesi in via di sviluppo è salito per la seconda seduta consecutiva. L’indice delle valute emergenti ha guadagnato terreno per parte della giornata, per poi chiudere pressoché invariato; nel complesso, però, la maggior parte delle valute è avanzata.
Anche il petrolio ha contribuito a un contesto più favorevole. Durante la seduta di martedì il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile: l’aumento delle esportazioni dal Medio Oriente e il piano del G7 di immettere sul mercato fino a 100 milioni di barili di greggio e diesel hanno attenuato i timori immediati sull’offerta. Le tensioni nel Golfo, tuttavia, non sono scomparse: le notizie continuavano a segnalare attacchi e incertezza sui flussi di forniture dalla regione. 6
7
10
Il Sudafrica offre un esempio concreto dell’interesse degli investitori. Nell’asta settimanale di titoli di Stato sono arrivate richieste per 16,3 miliardi di rand, a fronte di 2,55 miliardi offerti: la domanda più forte degli ultimi quattro mesi. Anche il rand è salito; una delle rilevazioni ha indicato un rialzo di circa lo 0,7%.
Al primo turno Bolsonaro ha ottenuto il 47% dei voti, contro il 45,2% di Lula. Nessuno dei due ha raggiunto la maggioranza assoluta, quindi entrambi si sfideranno al ballottaggio del 25 ottobre. Il risultato di Bolsonaro è stato più forte di quanto indicassero i sondaggi pre-elettorali. 17
19
Gli investitori hanno letto l’esito come un cambiamento delle probabilità, non come una decisione definitiva. Lunedì l’indice principale della Borsa brasiliana, la Bovespa, è balzato del 7,7% e ha chiuso a un livello record di 206.911,89 punti: il maggior rialzo giornaliero dal marzo 2020. Martedì gli asset brasiliani sono rimasti al centro dell’attenzione: J.P. Morgan e Deutsche Bank hanno rivisto al rialzo la valutazione delle azioni brasiliane, mentre Derrick Irwin di Allspring ha definito una sorpresa positiva per gli investitori emergenti il rally dell’ETF sul Brasile.
La reazione riflette le aspettative del mercato su ciò che una possibile presidenza Bolsonaro potrebbe significare per le politiche economiche. Ma l’andamento dei prezzi non dimostra che verranno adottati un determinato piano fiscale o un’agenda favorevole alle imprese. Il ballottaggio è ancora da disputare: il rialzo di martedì segnala una diversa valutazione degli scenari politici, non la certezza su chi governerà il Brasile. 17
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Le azioni dei mercati emergenti sono salite per la seconda seduta consecutiva: rendimenti statunitensi più bassi, dollaro più debole e petrolio meno caro hanno sostenuto il clima di mercato.
Le azioni dei mercati emergenti sono salite per la seconda seduta consecutiva: rendimenti statunitensi più bassi, dollaro più debole e petrolio meno caro hanno sostenuto il clima di mercato. Flávio Bolsonaro ha ottenuto il 47% dei voti al primo turno, contro il 45,2% di Lula.
Le azioni dei mercati emergenti sono salite per la seconda seduta consecutiva: rendimenti statunitensi più bassi, dollaro più debole e petrolio meno caro hanno sostenuto il clima di mercato. Flávio Bolsonaro ha ottenuto il 47% dei voti al primo turno, contro il 45,2% di Lula.
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Martedì gli asset dei mercati emergenti hanno guadagnato terreno: la pressione dei rendimenti statunitensi si è attenuata, il dollaro si è indebolito e il petrolio ha perso quota. In Brasile si è aggiunto un fattore politico: la performance al di sopra delle attese di Flávio Bolsonaro al primo turno ha portato gli investitori a rivedere le probabilità in vista del ballottaggio del 25 ottobre, senza però sciogliere l’incertezza sul risultato finale. 17
Rendimenti Usa più bassi e un dollaro meno forte possono rendere relativamente più interessanti gli investimenti nei mercati emergenti. Martedì un indice azionario dei Paesi in via di sviluppo è salito per la seconda seduta consecutiva. L’indice delle valute emergenti ha guadagnato terreno per parte della giornata, per poi chiudere pressoché invariato; nel complesso, però, la maggior parte delle valute è avanzata.
Anche il petrolio ha contribuito a un contesto più favorevole. Durante la seduta di martedì il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile: l’aumento delle esportazioni dal Medio Oriente e il piano del G7 di immettere sul mercato fino a 100 milioni di barili di greggio e diesel hanno attenuato i timori immediati sull’offerta. Le tensioni nel Golfo, tuttavia, non sono scomparse: le notizie continuavano a segnalare attacchi e incertezza sui flussi di forniture dalla regione. 6
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Il Sudafrica offre un esempio concreto dell’interesse degli investitori. Nell’asta settimanale di titoli di Stato sono arrivate richieste per 16,3 miliardi di rand, a fronte di 2,55 miliardi offerti: la domanda più forte degli ultimi quattro mesi. Anche il rand è salito; una delle rilevazioni ha indicato un rialzo di circa lo 0,7%.
Al primo turno Bolsonaro ha ottenuto il 47% dei voti, contro il 45,2% di Lula. Nessuno dei due ha raggiunto la maggioranza assoluta, quindi entrambi si sfideranno al ballottaggio del 25 ottobre. Il risultato di Bolsonaro è stato più forte di quanto indicassero i sondaggi pre-elettorali. 17
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Gli investitori hanno letto l’esito come un cambiamento delle probabilità, non come una decisione definitiva. Lunedì l’indice principale della Borsa brasiliana, la Bovespa, è balzato del 7,7% e ha chiuso a un livello record di 206.911,89 punti: il maggior rialzo giornaliero dal marzo 2020. Martedì gli asset brasiliani sono rimasti al centro dell’attenzione: J.P. Morgan e Deutsche Bank hanno rivisto al rialzo la valutazione delle azioni brasiliane, mentre Derrick Irwin di Allspring ha definito una sorpresa positiva per gli investitori emergenti il rally dell’ETF sul Brasile.
La reazione riflette le aspettative del mercato su ciò che una possibile presidenza Bolsonaro potrebbe significare per le politiche economiche. Ma l’andamento dei prezzi non dimostra che verranno adottati un determinato piano fiscale o un’agenda favorevole alle imprese. Il ballottaggio è ancora da disputare: il rialzo di martedì segnala una diversa valutazione degli scenari politici, non la certezza su chi governerà il Brasile. 17
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Le azioni dei mercati emergenti sono salite per la seconda seduta consecutiva: rendimenti statunitensi più bassi, dollaro più debole e petrolio meno caro hanno sostenuto il clima di mercato. Flávio Bolsonaro ha ottenuto il 47% dei voti al primo turno, contro il 45,2% di Lula.