Nei primi nove mesi del 2026 la raccolta azionaria globale ha raggiunto 1.084,4 miliardi di dollari in 5.566 operazioni: è solo la seconda volta che supera questa soglia così presto nell’anno. L’IPO di SpaceX ha fruttato circa 85,7 miliardi di dollari netti; Alphabet avrebbe cercato circa 80 miliardi per finanziare...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did global equity issuance exceed $1 trillion in the first three quarters of 2026 for only the second time, what roles did major deals s. Article summary: Global equity issuance exceeded $1 trillion in the first nine months of 2026—only the second time it has reached that mark so early—because exceptionally large IPOs and share sales lifted the total. That strong headline . Topic tags: general, government, news, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermar
Nei primi nove mesi del 2026 le società hanno raccolto 1.084,4 miliardi di dollari sui mercati azionari globali, secondo i dati Dealogic. È appena la seconda volta che il totale supera i mille miliardi entro questo momento dell’anno. Ma il dato record non significa che gli investitori siano pronti ad accogliere qualsiasi nuova quotazione: a gonfiare la raccolta sono stati soprattutto alcuni accordi eccezionalmente grandi. 2
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L’IPO di SpaceX, conclusa a giugno, ha portato alla società circa 85,7 miliardi di dollari netti. 1 Alphabet, secondo quanto riportato, avrebbe cercato circa 80 miliardi di finanziamenti azionari per sostenere gli investimenti nell’intelligenza artificiale.
4 Operazioni di queste dimensioni possono incidere molto sul totale complessivo: nei primi nove mesi dell’anno Dealogic ha registrato 5.566 operazioni, per 1.084,4 miliardi di dollari, il 52,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
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La cifra non riguarda soltanto le IPO, cioè le prime quotazioni in Borsa. Comprende diverse forme di emissione azionaria: nel primo semestre, per esempio, LSEG ha calcolato 568,8 miliardi di dollari di raccolta complessiva, di cui 170,1 miliardi provenienti da IPO. 11 Il traguardo, quindi, non equivale a un’ondata di nuove società quotate.
La domanda fa riferimento a circa 1.500 miliardi di dollari di riacquisti di azioni proprie, ma le fonti disponibili non permettono di verificare autonomamente questa stima. In ogni caso, i buyback sono un’attività diversa dalla raccolta tramite emissioni: quando un’azienda ricompra i propri titoli, può ridurre le azioni in circolazione, ma l’importo non va sommato ai capitali raccolti con nuove emissioni né dimostra che il mercato possa assorbire qualsiasi quantità di nuovi titoli.
Quando i rendimenti obbligazionari salgono, gli investitori possono trovare più interessante un’alternativa alle azioni; inoltre, il costo del finanziamento tende ad aumentare. È un contesto che può rendere più difficile convincerli a finanziare imprese con grandi necessità di capitale, comprese quelle legate all’AI e ai data center. Le notizie sul mercato del 2026 indicano i rendimenti obbligazionari e le perplessità sugli investimenti nell’intelligenza artificiale tra i fattori che hanno raffreddato il clima, nonostante la forte raccolta complessiva. 2
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La cautela si è riflessa nei programmi di quotazione. Oura, azienda finlandese che produce anelli smart, ha rinviato la propria IPO citando l’incertezza del mercato; Reuters ha riferito anche che rendimenti obbligazionari e tassi d’interesse più elevati pesavano sulle nuove quotazioni. 2
17 Sono circolate notizie di un possibile rinvio anche per SB Energy. Quanto a Nscale, le informazioni disponibili non consentono di stabilire un esito definitivo: non è possibile concludere che la società abbia abbandonato o confermato i propri piani di quotazione.
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Il dato mostra che nel 2026 i mercati dei capitali sono riusciti a sostenere operazioni azionarie di dimensioni eccezionali. Non significa, però, che ogni società possa vendere le proprie azioni alla valutazione desiderata o secondo i tempi previsti. SpaceX e Alphabet hanno contribuito in misura rilevante alla raccolta totale, mentre i rinvii di alcune IPO indicano che l’appetito degli investitori resta selettivo, soprattutto con rendimenti elevati e dubbi sui ritorni della spesa per l’AI. 1
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Nei primi nove mesi del 2026 la raccolta azionaria globale ha raggiunto 1.084,4 miliardi di dollari in 5.566 operazioni: è solo la seconda volta che supera questa soglia così presto nell’anno.
Nei primi nove mesi del 2026 la raccolta azionaria globale ha raggiunto 1.084,4 miliardi di dollari in 5.566 operazioni: è solo la seconda volta che supera questa soglia così presto nell’anno. L’IPO di SpaceX ha fruttato circa 85,7 miliardi di dollari netti; Alphabet avrebbe cercato circa 80 miliardi per finanziare gli investimenti nell’AI.
Oura ha rinviato la quotazione. Anche sui piani di SB Energy sono circolate notizie di un possibile rinvio, mentre per Nscale le informazioni disponibili non indicano un esito definitivo.
Nei primi nove mesi del 2026 la raccolta azionaria globale ha raggiunto 1.084,4 miliardi di dollari in 5.566 operazioni: è solo la seconda volta che supera questa soglia così presto nell’anno. L’IPO di SpaceX ha fruttato circa 85,7 miliardi di dollari netti; Alphabet avrebbe cercato circa 80 miliardi per finanziare...
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L’IPO di SpaceX, conclusa a giugno, ha portato alla società circa 85,7 miliardi di dollari netti. 1 Alphabet, secondo quanto riportato, avrebbe cercato circa 80 miliardi di finanziamenti azionari per sostenere gli investimenti nell’intelligenza artificiale.
4 Operazioni di queste dimensioni possono incidere molto sul totale complessivo: nei primi nove mesi dell’anno Dealogic ha registrato 5.566 operazioni, per 1.084,4 miliardi di dollari, il 52,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
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La cifra non riguarda soltanto le IPO, cioè le prime quotazioni in Borsa. Comprende diverse forme di emissione azionaria: nel primo semestre, per esempio, LSEG ha calcolato 568,8 miliardi di dollari di raccolta complessiva, di cui 170,1 miliardi provenienti da IPO. 11 Il traguardo, quindi, non equivale a un’ondata di nuove società quotate.
La domanda fa riferimento a circa 1.500 miliardi di dollari di riacquisti di azioni proprie, ma le fonti disponibili non permettono di verificare autonomamente questa stima. In ogni caso, i buyback sono un’attività diversa dalla raccolta tramite emissioni: quando un’azienda ricompra i propri titoli, può ridurre le azioni in circolazione, ma l’importo non va sommato ai capitali raccolti con nuove emissioni né dimostra che il mercato possa assorbire qualsiasi quantità di nuovi titoli.
Quando i rendimenti obbligazionari salgono, gli investitori possono trovare più interessante un’alternativa alle azioni; inoltre, il costo del finanziamento tende ad aumentare. È un contesto che può rendere più difficile convincerli a finanziare imprese con grandi necessità di capitale, comprese quelle legate all’AI e ai data center. Le notizie sul mercato del 2026 indicano i rendimenti obbligazionari e le perplessità sugli investimenti nell’intelligenza artificiale tra i fattori che hanno raffreddato il clima, nonostante la forte raccolta complessiva. 2
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La cautela si è riflessa nei programmi di quotazione. Oura, azienda finlandese che produce anelli smart, ha rinviato la propria IPO citando l’incertezza del mercato; Reuters ha riferito anche che rendimenti obbligazionari e tassi d’interesse più elevati pesavano sulle nuove quotazioni. 2
17 Sono circolate notizie di un possibile rinvio anche per SB Energy. Quanto a Nscale, le informazioni disponibili non consentono di stabilire un esito definitivo: non è possibile concludere che la società abbia abbandonato o confermato i propri piani di quotazione.
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Il dato mostra che nel 2026 i mercati dei capitali sono riusciti a sostenere operazioni azionarie di dimensioni eccezionali. Non significa, però, che ogni società possa vendere le proprie azioni alla valutazione desiderata o secondo i tempi previsti. SpaceX e Alphabet hanno contribuito in misura rilevante alla raccolta totale, mentre i rinvii di alcune IPO indicano che l’appetito degli investitori resta selettivo, soprattutto con rendimenti elevati e dubbi sui ritorni della spesa per l’AI. 1
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Oura ha rinviato la quotazione. Anche sui piani di SB Energy sono circolate notizie di un possibile rinvio, mentre per Nscale le informazioni disponibili non indicano un esito definitivo.