A fine settembre 2026 Sony Music aveva chiesto alle piattaforme di rimuovere oltre 260.000 brani generati con l’IA che imitavano i suoi artisti: quasi il doppio delle oltre 135.000 richieste riferite a marzo. Non è un conteggio verificato dei brani effettivamente rimossi.
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How many takedown requests has Sony Music filed over AI generated tracks impersonating its artists by the end of September 2026, how has tha. Article summary: By the end of September 2026, Sony Music had requested the removal of more than 260,000 AI generated tracks impersonating its artists—nearly twice the more than 135,000 requests reported in March 2026.. Topic tags: general web, ai, automation, regulation, growth. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbe
A fine settembre 2026 Sony Music aveva chiesto alle piattaforme digitali di rimuovere oltre 260.000 brani generati con l’intelligenza artificiale e presentati come se fossero opera di artisti della sua scuderia. Il dato, riportato in ottobre, è quasi il doppio delle oltre 135.000 richieste comunicate per la fine di marzo 2026. 7
11
La distinzione è importante: una richiesta di rimozione non prova che il brano sia stato eliminato. Nel marzo 2025 Sony aveva dichiarato di essere riuscita a far rimuovere più di 75.000 deepfake; nel 2026, invece, le cifre diffuse riguardano le richieste inviate. Le informazioni disponibili non precisano quanti dei 260.000 brani siano stati effettivamente tolti, da quali servizi o quanti siano rimasti online. 6
7
La sequenza documentata è di oltre 75.000 rimozioni dichiarate nel marzo 2025, più di 135.000 richieste entro marzo 2026 e oltre 260.000 entro la fine di settembre dello stesso anno. Poiché si passa da rimozioni dichiarate a richieste, non è una serie perfettamente omogenea. Le fonti disponibili non indicano un conteggio comparabile per il 2023, quindi non consentono di misurare la crescita da quell’anno. 6
1
7
Tra gli artisti Sony citati come bersagli figurano Harry Styles, Adele, Britney Spears, Queen e Michael Jackson. I brani contestati, secondo Sony, imitano voci e sembianze senza autorizzazione. 1
7
11
Sony inquadra le imitazioni nel problema più ampio delle frodi sugli streaming: ascolti artificiali possono sottrarre ricavi agli artisti e agli autori delle registrazioni legittime. Ma i dati riportati non stabiliscono quanti ascolti fraudolenti siano riconducibili a questi specifici brani, né quanti ricavi abbiano generato o sottratto. 2
7
La risposta non riguarda solo le richieste di rimozione. Sony, Universal e Warner hanno sostenuto la Streaming Integrity Initiative dell’IFPI, un impegno di settore volto a contrastare le manipolazioni degli ascolti. Le fonti qui disponibili, però, non dettagliano le misure adottate nell’ambito dell’iniziativa né permettono di valutarne i risultati. 5
Le informazioni fornite non consentono di ricostruire in modo completo le regole delle singole piattaforme o di stabilire come siano state applicate alle richieste di Sony. Anche per il NO FAKES Act statunitense, descritto come una proposta legislativa contro i deepfake non consensuali, le fonti non riportano abbastanza dettagli sul testo o sul suo iter per precisarne il ruolo nella strategia della società. 6
In sintesi, il numero più solido è quello delle richieste presentate, non delle rimozioni confermate. E, pur mostrando un aumento marcato nel corso del 2026, non offre da solo una misura del volume complessivo del fenomeno né del suo impatto economico.
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A fine settembre 2026 Sony Music aveva chiesto alle piattaforme di rimuovere oltre 260.000 brani generati con l’IA che imitavano i suoi artisti: quasi il doppio delle oltre 135.000 richieste riferite a marzo.
A fine settembre 2026 Sony Music aveva chiesto alle piattaforme di rimuovere oltre 260.000 brani generati con l’IA che imitavano i suoi artisti: quasi il doppio delle oltre 135.000 richieste riferite a marzo. Non è un conteggio verificato dei brani effettivamente rimossi. Nel marzo 2025 Sony aveva invece parlato di oltre 75.000 deepfake rimossi: le due cifre descrivono quindi risultati diversi.
Tra gli artisti presi di mira figurano Harry Styles, Adele, Britney Spears, Queen e Michael Jackson.
A fine settembre 2026 Sony Music aveva chiesto alle piattaforme di rimuovere oltre 260.000 brani generati con l’IA che imitavano i suoi artisti: quasi il doppio delle oltre 135.000 richieste riferite a marzo. Non è un conteggio verificato dei brani effettivamente rimossi.
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A fine settembre 2026 Sony Music aveva chiesto alle piattaforme digitali di rimuovere oltre 260.000 brani generati con l’intelligenza artificiale e presentati come se fossero opera di artisti della sua scuderia. Il dato, riportato in ottobre, è quasi il doppio delle oltre 135.000 richieste comunicate per la fine di marzo 2026. 7
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La distinzione è importante: una richiesta di rimozione non prova che il brano sia stato eliminato. Nel marzo 2025 Sony aveva dichiarato di essere riuscita a far rimuovere più di 75.000 deepfake; nel 2026, invece, le cifre diffuse riguardano le richieste inviate. Le informazioni disponibili non precisano quanti dei 260.000 brani siano stati effettivamente tolti, da quali servizi o quanti siano rimasti online. 6
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La sequenza documentata è di oltre 75.000 rimozioni dichiarate nel marzo 2025, più di 135.000 richieste entro marzo 2026 e oltre 260.000 entro la fine di settembre dello stesso anno. Poiché si passa da rimozioni dichiarate a richieste, non è una serie perfettamente omogenea. Le fonti disponibili non indicano un conteggio comparabile per il 2023, quindi non consentono di misurare la crescita da quell’anno. 6
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Tra gli artisti Sony citati come bersagli figurano Harry Styles, Adele, Britney Spears, Queen e Michael Jackson. I brani contestati, secondo Sony, imitano voci e sembianze senza autorizzazione. 1
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Sony inquadra le imitazioni nel problema più ampio delle frodi sugli streaming: ascolti artificiali possono sottrarre ricavi agli artisti e agli autori delle registrazioni legittime. Ma i dati riportati non stabiliscono quanti ascolti fraudolenti siano riconducibili a questi specifici brani, né quanti ricavi abbiano generato o sottratto. 2
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La risposta non riguarda solo le richieste di rimozione. Sony, Universal e Warner hanno sostenuto la Streaming Integrity Initiative dell’IFPI, un impegno di settore volto a contrastare le manipolazioni degli ascolti. Le fonti qui disponibili, però, non dettagliano le misure adottate nell’ambito dell’iniziativa né permettono di valutarne i risultati. 5
Le informazioni fornite non consentono di ricostruire in modo completo le regole delle singole piattaforme o di stabilire come siano state applicate alle richieste di Sony. Anche per il NO FAKES Act statunitense, descritto come una proposta legislativa contro i deepfake non consensuali, le fonti non riportano abbastanza dettagli sul testo o sul suo iter per precisarne il ruolo nella strategia della società. 6
In sintesi, il numero più solido è quello delle richieste presentate, non delle rimozioni confermate. E, pur mostrando un aumento marcato nel corso del 2026, non offre da solo una misura del volume complessivo del fenomeno né del suo impatto economico.
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A fine settembre 2026 Sony Music aveva chiesto alle piattaforme di rimuovere oltre 260.000 brani generati con l’IA che imitavano i suoi artisti: quasi il doppio delle oltre 135.000 richieste riferite a marzo.
A fine settembre 2026 Sony Music aveva chiesto alle piattaforme di rimuovere oltre 260.000 brani generati con l’IA che imitavano i suoi artisti: quasi il doppio delle oltre 135.000 richieste riferite a marzo. Non è un conteggio verificato dei brani effettivamente rimossi. Nel marzo 2025 Sony aveva invece parlato di oltre 75.000 deepfake rimossi: le due cifre descrivono quindi risultati diversi.
Tra gli artisti presi di mira figurano Harry Styles, Adele, Britney Spears, Queen e Michael Jackson.