Glassnode riferisce che l’LTH MVRV ha toccato il minimo sopra 1 ed è in risalita: nel complesso, i detentori di lungo periodo non sono mai finiti in perdita in questo ciclo, diversamente dai minimi dei mercati ribassi... L’indicatore confronta il valore di mercato con il valore realizzato dei bitcoin fermi da almeno...
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How does Glassnode’s finding that Bitcoin’s long-term holder MVRV ratio bottomed above 1 and is rising make this bear market unique since at. Article summary: Glassnode’s finding makes this bear market unusual in one specific respect: Bitcoin’s long-term holders, *as a group*, did not fall below their estimated purchase cost at the cycle low. Glassnode says that happened in ev. Topic tags: general, general web, user generated, documentation. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks,
Glassnode segnala una particolarità di questo ciclo: il rapporto LTH-MVRV di Bitcoin è rimasto sopra 1, ha toccato il minimo oltre quella soglia e ha ricominciato a salire. Secondo la società di analisi, nei mercati ribassisti precedenti, almeno dal 2015, il rapporto era invece sceso sotto 1 in prossimità del minimo del ciclo. In altre parole, questa volta i detentori di lungo periodo, considerati nel loro insieme, non sono finiti in perdita. Il dato non dimostra però che il prezzo abbia già toccato il fondo né che ogni singolo detentore sia in profitto.
MVRV è l’acronimo di Market Value to Realized Value: mette a confronto la capitalizzazione di mercato di un asset con la sua capitalizzazione realizzata. Quest’ultima attribuisce valore ai bitcoin in base al prezzo a cui si sono mossi l’ultima volta sulla blockchain. Il rapporto aiuta quindi a stimare i profitti o le perdite non realizzati della parte di offerta presa in esame.
L’LTH-MVRV applica questo confronto soltanto agli UTXO — unità di bitcoin non ancora spese — che hanno almeno 155 giorni. È una classificazione basata sull’età delle monete, non un modo per conoscere le intenzioni o la situazione di chi le possiede.
Le soglie fondamentali sono semplici:
Si tratta sempre di un dato aggregato: alcuni detentori possono essere in perdita anche quando il rapporto complessivo è sopra 1, perché ciascuno ha un diverso prezzo di acquisto.
Nel modello di Glassnode, l’LTH-MVRV è suddiviso in fasce: sotto 1 il rischio è definito «molto basso»; tra 1 e 1,5 «basso»; tra 1,5 e 3,5 «alto»; sopra 3,5 «molto alto». In questa lettura, un valore appena sopra 1 segnala profitti aggregati, ma non i guadagni non realizzati più elevati associati alle fasce superiori.
Le etichette descrivono il livello di rischio relativo secondo questo indicatore: non sono una previsione e non garantiscono che i detentori non possano subire perdite. Può sembrare controintuitivo, ma il modello definisce «molto basso» anche un valore sotto 1, che indica una perdita aggregata. Le fasce di rischio e la soglia che distingue profitti e perdite rispondono a domande diverse.
In un post dei primi giorni di ottobre, Glassnode citava Bitcoin a circa 85.581 dollari e riferiva che l’LTH-MVRV era in risalita dopo aver toccato un minimo sopra 1. Il prezzo si trovava inoltre vicino a una consistente area di costo di carico dei detentori di lungo periodo, compresa tra 84.000 e 85.000 dollari, individuata da Glassnode. 3
La vicinanza a quell’area offre un riferimento di mercato, ma non contraddice il dato aggregato dell’MVRV: il gruppo può essere complessivamente in profitto anche se alcune monete sono state acquistate a prezzi prossimi a quello corrente. E restare in profitto non significa aver smesso di vendere. Glassnode ha riferito che, nella settimana fino al 29 settembre, i detentori di lungo periodo hanno quasi raddoppiato i profitti realizzati rispetto alla settimana della rottura al rialzo. 6
La redditività dei miner è un indicatore distinto dalla posizione dei detentori. A settembre 2026 i ricavi del settore sono stati i più alti da gennaio: circa 1,12 miliardi di dollari, poco sotto gli 1,15 miliardi registrati a gennaio. Al tempo stesso, secondo le notizie sul secondo trimestre, i miner quotati in Borsa erano scesi sotto il pareggio di cassa complessivo, tra ricavi bassi per unità di potenza di calcolo e il passaggio di alcuni operatori verso le infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
I due dati possono coesistere: un mese più forte sul fronte dei ricavi non cancella necessariamente le pressioni sui costi segnalate per i miner quotati. E i ricavi dei miner non determinano l’LTH-MVRV, che misura un’altra parte del mercato Bitcoin.
La differenza storica, nel confronto di Glassnode, è che l’LTH-MVRV non è sceso sotto 1 al minimo di questo ciclo, come sarebbe accaduto nei precedenti mercati ribassisti almeno dal 2015. Questo suggerisce perdite non realizzate meno diffuse tra i detentori di lungo periodo, considerati nel loro insieme. Ma il dato va letto insieme ai diversi prezzi di acquisto, alle prese di profitto, all’andamento del prezzo e alle condizioni economiche dei miner: da solo, non basta per concludere che la fase di ribasso sia terminata. 6
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Glassnode riferisce che l’LTH MVRV ha toccato il minimo sopra 1 ed è in risalita: nel complesso, i detentori di lungo periodo non sono mai finiti in perdita in questo ciclo, diversamente dai minimi dei mercati ribassi...
Glassnode riferisce che l’LTH MVRV ha toccato il minimo sopra 1 ed è in risalita: nel complesso, i detentori di lungo periodo non sono mai finiti in perdita in questo ciclo, diversamente dai minimi dei mercati ribassi... L’indicatore confronta il valore di mercato con il valore realizzato dei bitcoin fermi da almeno 155 giorni: 1 indica il pareggio, sotto 1 una perdita aggregata, mentre tra 1 e 1,5 Glassnode parla di «basso rischio».
A inizio ottobre, con Bitcoin vicino a 85.581 dollari, il prezzo era in prossimità di una grande area di costo di carico tra 84.000 e 85.000 dollari.
Glassnode riferisce che l’LTH MVRV ha toccato il minimo sopra 1 ed è in risalita: nel complesso, i detentori di lungo periodo non sono mai finiti in perdita in questo ciclo, diversamente dai minimi dei mercati ribassi... L’indicatore confronta il valore di mercato con il valore realizzato dei bitcoin fermi da almeno...
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Glassnode segnala una particolarità di questo ciclo: il rapporto LTH-MVRV di Bitcoin è rimasto sopra 1, ha toccato il minimo oltre quella soglia e ha ricominciato a salire. Secondo la società di analisi, nei mercati ribassisti precedenti, almeno dal 2015, il rapporto era invece sceso sotto 1 in prossimità del minimo del ciclo. In altre parole, questa volta i detentori di lungo periodo, considerati nel loro insieme, non sono finiti in perdita. Il dato non dimostra però che il prezzo abbia già toccato il fondo né che ogni singolo detentore sia in profitto.
MVRV è l’acronimo di Market Value to Realized Value: mette a confronto la capitalizzazione di mercato di un asset con la sua capitalizzazione realizzata. Quest’ultima attribuisce valore ai bitcoin in base al prezzo a cui si sono mossi l’ultima volta sulla blockchain. Il rapporto aiuta quindi a stimare i profitti o le perdite non realizzati della parte di offerta presa in esame.
L’LTH-MVRV applica questo confronto soltanto agli UTXO — unità di bitcoin non ancora spese — che hanno almeno 155 giorni. È una classificazione basata sull’età delle monete, non un modo per conoscere le intenzioni o la situazione di chi le possiede.
Le soglie fondamentali sono semplici:
Si tratta sempre di un dato aggregato: alcuni detentori possono essere in perdita anche quando il rapporto complessivo è sopra 1, perché ciascuno ha un diverso prezzo di acquisto.
Nel modello di Glassnode, l’LTH-MVRV è suddiviso in fasce: sotto 1 il rischio è definito «molto basso»; tra 1 e 1,5 «basso»; tra 1,5 e 3,5 «alto»; sopra 3,5 «molto alto». In questa lettura, un valore appena sopra 1 segnala profitti aggregati, ma non i guadagni non realizzati più elevati associati alle fasce superiori.
Le etichette descrivono il livello di rischio relativo secondo questo indicatore: non sono una previsione e non garantiscono che i detentori non possano subire perdite. Può sembrare controintuitivo, ma il modello definisce «molto basso» anche un valore sotto 1, che indica una perdita aggregata. Le fasce di rischio e la soglia che distingue profitti e perdite rispondono a domande diverse.
In un post dei primi giorni di ottobre, Glassnode citava Bitcoin a circa 85.581 dollari e riferiva che l’LTH-MVRV era in risalita dopo aver toccato un minimo sopra 1. Il prezzo si trovava inoltre vicino a una consistente area di costo di carico dei detentori di lungo periodo, compresa tra 84.000 e 85.000 dollari, individuata da Glassnode. 3
La vicinanza a quell’area offre un riferimento di mercato, ma non contraddice il dato aggregato dell’MVRV: il gruppo può essere complessivamente in profitto anche se alcune monete sono state acquistate a prezzi prossimi a quello corrente. E restare in profitto non significa aver smesso di vendere. Glassnode ha riferito che, nella settimana fino al 29 settembre, i detentori di lungo periodo hanno quasi raddoppiato i profitti realizzati rispetto alla settimana della rottura al rialzo. 6
La redditività dei miner è un indicatore distinto dalla posizione dei detentori. A settembre 2026 i ricavi del settore sono stati i più alti da gennaio: circa 1,12 miliardi di dollari, poco sotto gli 1,15 miliardi registrati a gennaio. Al tempo stesso, secondo le notizie sul secondo trimestre, i miner quotati in Borsa erano scesi sotto il pareggio di cassa complessivo, tra ricavi bassi per unità di potenza di calcolo e il passaggio di alcuni operatori verso le infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
I due dati possono coesistere: un mese più forte sul fronte dei ricavi non cancella necessariamente le pressioni sui costi segnalate per i miner quotati. E i ricavi dei miner non determinano l’LTH-MVRV, che misura un’altra parte del mercato Bitcoin.
La differenza storica, nel confronto di Glassnode, è che l’LTH-MVRV non è sceso sotto 1 al minimo di questo ciclo, come sarebbe accaduto nei precedenti mercati ribassisti almeno dal 2015. Questo suggerisce perdite non realizzate meno diffuse tra i detentori di lungo periodo, considerati nel loro insieme. Ma il dato va letto insieme ai diversi prezzi di acquisto, alle prese di profitto, all’andamento del prezzo e alle condizioni economiche dei miner: da solo, non basta per concludere che la fase di ribasso sia terminata. 6
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Glassnode riferisce che l’LTH MVRV ha toccato il minimo sopra 1 ed è in risalita: nel complesso, i detentori di lungo periodo non sono mai finiti in perdita in questo ciclo, diversamente dai minimi dei mercati ribassi...
Glassnode riferisce che l’LTH MVRV ha toccato il minimo sopra 1 ed è in risalita: nel complesso, i detentori di lungo periodo non sono mai finiti in perdita in questo ciclo, diversamente dai minimi dei mercati ribassi... L’indicatore confronta il valore di mercato con il valore realizzato dei bitcoin fermi da almeno 155 giorni: 1 indica il pareggio, sotto 1 una perdita aggregata, mentre tra 1 e 1,5 Glassnode parla di «basso rischio».
A inizio ottobre, con Bitcoin vicino a 85.581 dollari, il prezzo era in prossimità di una grande area di costo di carico tra 84.000 e 85.000 dollari.