Gli attacchi del 2 e 3 ottobre al Ponte Sud e al Ponte Nord hanno imposto chiusure e restrizioni sugli attraversamenti del Dnipro, con lunghe code. Mosca ha invitato diplomatici e altri cittadini stranieri a lasciare Kyiv e a non recarsi in Ucraina, avvertendo che proseguiranno i raid di rappresaglia.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How have Russia’s consecutive strikes on Kyiv’s Northern and Southern bridges disrupted travel across the Dnipro and affected the city’s pre. Article summary: Russia’s repeated strikes on Kyiv’s Southern Bridge, followed by a strike on its Northern Bridge, have blocked or restricted major routes between the two banks of the Dnipro and produced long traffic jams. Mayor Vitaliy . Topic tags: general, news, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers
Gli attacchi russi al Ponte Sud di Kyiv e, il giorno successivo, al Ponte Nord hanno interrotto o limitato alcuni dei principali collegamenti attraverso il Dnipro. Tra il 2 e il 3 ottobre si sono formate lunghe code e gli spostamenti sono diventati più difficili. I raid riaccendono i timori sulla tenuta delle infrastrutture della capitale in vista dell’inverno, ma le notizie disponibili non dimostrano che i preparativi di emergenza della città siano falliti. 1
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Il Ponte Sud, importante collegamento stradale e della metropolitana, è stato colpito più volte prima che le autorità lo chiudessero al traffico. Il giorno seguente un attacco al Ponte Nord ha danneggiato la carreggiata e l’alimentazione elettrica dei filobus, portando a ulteriori restrizioni. 2
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Anche le limitazioni su altri attraversamenti del Dnipro hanno contribuito agli ingorghi. Si sono formate lunghe code e alcuni video hanno mostrato persone a piedi su un ponte chiuso alle auto e ai treni della metropolitana. Le notizie descrivono ritardi gravi e meno possibilità di attraversare il fiume, non un isolamento completo delle due sponde della città. 1
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I danni ai ponti arrivano mentre prosegue una più ampia campagna contro le infrastrutture, alla vigilia dell’inverno. Il sindaco Vitaliy Klitschko ha avvertito che l’intensificarsi degli attacchi sta «distruggendo Kyiv» e ha chiesto alla città di prepararsi come in tempo di guerra. 1
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Le sue parole segnalano la pressione su trasporti e infrastrutture essenziali. Non bastano, però, a dimostrare che i piani di emergenza siano inadeguati né permettono di stabilire quanto a lungo i servizi cittadini potrebbero reggere se gli attacchi continuassero.
Dopo il raid sul Ponte Nord, il ministero degli Esteri russo ha invitato diplomatici e altri cittadini stranieri a lasciare Kyiv e a evitare viaggi in Ucraina. Mosca ha avvertito che le forze russe avrebbero continuato a sferrare «massicci attacchi di rappresaglia». 3
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Vladimir Putin di aver abbandonato ogni limite nel modo di condurre la guerra, riferendo che il leader russo avrebbe detto: «Ora non ci sono regole». Zelensky descrive gli attacchi come un tentativo di rendere invivibili le città ucraine e ha dichiarato che l’Ucraina intensificherà i raid contro le raffinerie russe, evitando obiettivi civili. Si tratta delle accuse e dei piani dichiarati da Kyiv. 17
Mosca, al contrario, definisce i propri attacchi rappresaglie per le azioni ucraine contro le raffinerie russe e sostiene di colpire obiettivi militari e infrastrutture a sostegno delle forze armate ucraine. Il ministero della Difesa russo ha incluso nel proprio resoconto strutture di trasporto e portuali, oltre a imbarcazioni. Sono giustificazioni ufficiali: le informazioni disponibili non verificano in modo indipendente l’uso militare di ciascun obiettivo. 3
Secondo quanto riferito da Al Jazeera, l’Autorità ucraina dei porti marittimi ha dichiarato che un attacco russo contro una nave battente bandiera liberiana nella regione di Odessa ha ucciso una persona e ne ha ferite tre. Altri 12 membri dell’equipaggio sono stati evacuati.
Separatamente, il ministero della Difesa russo ha affermato di aver colpito una nave da carico nel nord-ovest del Mar Nero, sostenendo che trasportasse materiale a duplice uso diretto a Odessa. Le informazioni disponibili non verificano in modo indipendente il carico né il ruolo militare dell’imbarcazione.
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Gli attacchi del 2 e 3 ottobre al Ponte Sud e al Ponte Nord hanno imposto chiusure e restrizioni sugli attraversamenti del Dnipro, con lunghe code.
Gli attacchi del 2 e 3 ottobre al Ponte Sud e al Ponte Nord hanno imposto chiusure e restrizioni sugli attraversamenti del Dnipro, con lunghe code. Mosca ha invitato diplomatici e altri cittadini stranieri a lasciare Kyiv e a non recarsi in Ucraina, avvertendo che proseguiranno i raid di rappresaglia.
Kyiv descrive gli attacchi come parte di una campagna più ampia contro la vita nelle città; la Russia sostiene di colpire obiettivi legati al sostegno delle forze armate ucraine.