Bitcoin ha superato per poco gli 87.000 dollari il 2 ottobre, dopo la pubblicazione di un rapporto sull’occupazione statunitense più debole del previsto. Il rialzo però non è durato: il 3 ottobre la criptovaluta veniva scambiata intorno ai 84.600 dollari, dopo aver respinto i massimi della seduta precedente.
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Il dato sul lavoro ha rafforzato l’ipotesi che la Federal Reserve possa evitare un nuovo rialzo dei tassi a ottobre. Ma non è bastato a cancellare le vendite: le prese di profitto, le liquidazioni e la persistente incertezza sui tassi hanno riportato Bitcoin verso il basso.
Il dato sul lavoro ha dato una spinta, non una garanzia
A settembre negli Stati Uniti sono stati creati appena 29.000 posti di lavoro, meno del previsto. La notizia ha inizialmente spinto al ribasso i rendimenti dei Treasury, i titoli di Stato americani, e ha ridotto le attese di un rialzo dei tassi già a ottobre.
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A settembre la Fed aveva aumentato il tasso di riferimento di 0,25 punti percentuali, portandolo nell’intervallo 3,75%-4,00%. La riunione successiva è prevista per il 27-28 ottobre.
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2 Secondo Reuters, una pausa in ottobre era diventata più probabile, ma i dati in arrivo — in particolare quelli sull’inflazione — avrebbero potuto cambiare le valutazioni; restava inoltre sul tavolo la possibilità di un rialzo più avanti nell’anno.
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Le liquidazioni hanno accentuato la discesa
La corsa verso quota 87.000 dollari era stata sostenuta anche dalla chiusura forzata di posizioni ribassiste, cioè scommesse sul calo del prezzo. Dopo l’inversione di rotta, però, sono state liquidate posizioni che puntavano su un ulteriore rialzo: le stime riportano circa 433,6 milioni di dollari di chiusure forzate nel mercato dei derivati crypto in 24 ore, circa tre quarti delle quali long.
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Prima del movimento, l’open interest aggregato dei futures — il totale dei contratti aperti e non ancora chiusi — era già sceso al livello più basso da marzo. Per Bitfinex questo indicava una riduzione della leva finanziaria, non l’assenza di rischi: una brusca variazione dei prezzi può comunque innescare nuove liquidazioni.
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Prese di profitto e soglie osservate dai trader
Secondo gli analisti citati dalle fonti, alcuni grandi investitori hanno venduto per realizzare profitti durante il rialzo. In parallelo, intorno a 87.000 dollari si concentravano ordini di vendita che hanno ostacolato il superamento della soglia.
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Nel breve periodo, gli operatori guardavano alla capacità di Bitcoin di mantenersi sopra 85.000 dollari e di superare con continuità area 86.500. Più in basso, 82.500 dollari era indicato come un possibile livello di supporto.
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15 Sono riferimenti tecnici seguiti dal mercato, non soglie che garantiscono un pavimento o un tetto al prezzo.
ETF e rendimenti dei Treasury: segnali contrastanti
Anche la domanda attraverso gli ETF spot statunitensi — fondi negoziati in Borsa che seguono il prezzo di Bitcoin — offriva indicazioni miste. Alcuni resoconti segnalavano nuovi acquisti durante il rally; Bitfinex, tuttavia, osservava che i flussi in entrata avevano rallentato e che un rialzo duraturo avrebbe richiesto una domanda spot più forte.
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I rendimenti dei Treasury, rimasti elevati, continuavano inoltre a rappresentare un’alternativa per gli investitori. Il dato debole sull’occupazione ha reso più plausibile una pausa della Fed in ottobre, ma non ha risolto l’incertezza sui tassi né garantito una ripresa di Bitcoin. La tenuta del prezzo dipendeva quindi dalla continuità degli acquisti e dai successivi dati su inflazione e lavoro.
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