La Commissione europea ritiene in via preliminare che AWS e Azure siano snodi importanti per le imprese nell’UE, pur non raggiungendo le consuete soglie quantitative del DMA. Se saranno designati, i due servizi avranno sei mesi per adeguarsi agli obblighi applicabili, che potrebbero riguardare interoperabilità, port...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: Why is the European Commission reportedly planning to designate Amazon Web Services and Microsoft Azure as Digital Markets Act gatekeepers i. Article summary: The Commission’s case is that AWS and Azure may be gatekeepers because of their *role* in the EU cloud market, even though they do not meet the DMA’s usual quantitative thresholds. A November 2026 designation is reported. Topic tags: general, government, general web, news. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with
Il punto centrale non è che Amazon Web Services (AWS) e Microsoft Azure abbiano superato le soglie numeriche previste normalmente dal Digital Markets Act (DMA), la legge europea sui mercati digitali. La Commissione europea sostiene invece che i due servizi possano essere gatekeeper per il ruolo di snodo che svolgono per le imprese nell’UE. A giugno 2026 Bruxelles ha comunicato una valutazione preliminare in questo senso; una designazione definitiva non è ancora stata annunciata. Secondo Bloomberg, potrebbe arrivare a novembre, ma i tempi potrebbero slittare. 2
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I criteri quantitativi del DMA permettono di presumere che un servizio sia un gatekeeper. La Commissione ha però avviato indagini di mercato per valutare singolarmente AWS e Azure e capire se, anche senza soddisfare quei criteri, costituiscano un passaggio importante tra le imprese e i loro clienti. Ha aperto inoltre un’indagine distinta per verificare se le regole del DMA possano affrontare efficacemente pratiche che rischiano di limitare la concorrenza nel settore cloud. 17
Il 25 giugno 2026 la Commissione ha dichiarato di considerare in via preliminare AWS e Azure snodi importanti. Li ha descritti, rispettivamente, come il più grande e il secondo più grande servizio di cloud computing nell’UE. È una valutazione preliminare dell’istituzione, non una designazione definitiva né la constatazione che i due servizi abbiano superato nel frattempo le soglie numeriche. 2
La Commissione ha avviato le tre indagini il 18 novembre 2025. Due riguardano l’eventuale designazione di Amazon per AWS e di Microsoft per Azure; la terza esamina se il quadro attuale del DMA sia adeguato a intervenire sulle pratiche nel settore cloud. 17
L’annuncio di giugno 2026 ha reso nota la posizione preliminare della Commissione e ha dato alle aziende la possibilità di presentare le proprie osservazioni. In ottobre, Bloomberg ha riferito, citando persone informate sul dossier, che i regolatori stavano preparando una possibile decisione per novembre. Secondo la stessa ricostruzione, il testo era ancora in bozza: sia la data sia l’esito restano quindi incerti. 2
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Se la Commissione confermerà le designazioni, Amazon e Microsoft avranno sei mesi per adeguare i servizi interessati agli obblighi applicabili del DMA. Tra gli ambiti potenzialmente coinvolti ci sono l’interoperabilità, la portabilità dei dati, l’accesso per i concorrenti e le regole contro il trattamento di favore delle proprie offerte. I requisiti concreti dipenderanno dalle decisioni finali e da come gli obblighi saranno applicati ai servizi cloud. 4
La designazione, da sola, non comporta una multa. Il mancato rispetto degli obblighi del DMA può portare a sanzioni fino al 10% del fatturato annuo mondiale dell’azienda; in caso di violazioni ripetute, il tetto può salire al 20%.
AWS ha sostenuto che la valutazione preliminare della Commissione non tenga conto dell’ampia scelta di servizi cloud disponibile per i clienti europei e rischi di scoraggiare gli investimenti e l’innovazione.
I critici dell’iniziativa contestano l’applicazione al cloud di un modello pensato, a loro avviso, per piattaforme rivolte ai consumatori. Una critica di politica giuridica sottolinea che il cloud è un’infrastruttura business-to-business e sostiene che applicare il test del gatekeeper senza le consuete soglie quantitative allarghi eccessivamente il campo della legge. È un’interpretazione sulla portata del DMA, non una conclusione giuridica definitiva. 12
Il National Foreign Trade Council, un’associazione imprenditoriale statunitense, ha definito la posizione preliminare della Commissione un tentativo di colpire aziende americane di successo. Bruxelles, invece, ha motivato la propria valutazione con il ruolo dei servizi nel mercato europeo. Sono letture politiche contrapposte; le informazioni disponibili non dimostrano che le tensioni commerciali abbiano determinato l’analisi della Commissione. 15
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La questione decisiva, dunque, non è se AWS e Azure abbiano superato i test numerici standard. È se, attraverso le indagini individuali, la Commissione riuscirà a dimostrare che il loro ruolo nel mercato cloud li rende snodi importanti ai sensi del DMA — e se la valutazione preliminare reggerà alle osservazioni delle aziende e alla decisione finale.
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La Commissione europea ritiene in via preliminare che AWS e Azure siano snodi importanti per le imprese nell’UE, pur non raggiungendo le consuete soglie quantitative del DMA.
La Commissione europea ritiene in via preliminare che AWS e Azure siano snodi importanti per le imprese nell’UE, pur non raggiungendo le consuete soglie quantitative del DMA. Se saranno designati, i due servizi avranno sei mesi per adeguarsi agli obblighi applicabili, che potrebbero riguardare interoperabilità, portabilità dei dati e trattamento delle offerte concorrenti.
AWS sostiene che l’iniziativa rischia di frenare investimenti e innovazione; un’associazione statunitense la considera un bersaglio ingiusto per le aziende americane.