Il mercato mondiale dello zucchero sta cambiando prospettiva: all’inizio dell’anno si temeva un surplus, mentre ora il rafforzamento di El Niño alimenta il rischio di un deficit nella stagione 2026/27. Il fenomeno può agire in modi diversi nelle principali aree di produzione: piogge intense possono complicare raccolta e lavorazione della canna in Brasile, mentre la scarsità di precipitazioni minaccia i raccolti in India e Thailandia.
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La prima stima dell’Organizzazione internazionale dello zucchero (ISO) indica un deficit globale di appena 200.000 tonnellate. È una previsione condizionata: presuppone che i prezzi spingano il Brasile a privilegiare la produzione di zucchero rispetto a quella di etanolo. Le stime di altre società di analisi sono più ampie, a conferma dell’incertezza sul bilancio finale.
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Che cosa prevedono le stime per le aree produttrici
- Brasile: una previsione colloca la produzione di zucchero a 42,89 milioni di tonnellate, il 2,9% in meno, nonostante un raccolto di canna in aumento. Si tratta di una stima, non della misurazione di una perdita già attribuita a El Niño. Un’altra valutazione, citata da un rappresentante del settore, parla di possibili esportazioni inferiori di circa 2 milioni di tonnellate; è una proiezione, non un dato consolidato.
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- India: per l’anno che termina a settembre 2027, la produzione lorda è stimata fra 29 e 31 milioni di tonnellate. La siccità legata a El Niño e l’impiego della canna per produrre etanolo potrebbero lasciare poco zucchero disponibile per l’export. Le fonti non forniscono però una cifra affidabile per le esportazioni perse nella stagione 2026/27.
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- Thailandia: una previsione dell’industria indica una produzione 2026/27 in calo di oltre il 17%. Un’altra stima prospetta esportazioni inferiori di circa il 14%, a 6 milioni di tonnellate: sono proiezioni diverse, da leggere come indicative.
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- Francia ed Europa: la stima disponibile riguarda l’intera Unione europea, non la Francia: la produzione UE nel 2026/27 potrebbe scendere a 13,4 milioni di tonnellate, dai 16,6 milioni della stagione precedente, con un calo del 19%. Non è quindi possibile ricavare da questi dati una perdita specifica per la produzione o l’export francesi.
Prezzi in salita, ma non senza rischi
Se la produzione cala, le scorte possono ridursi e il mercato diventa più vulnerabile a ulteriori problemi nei raccolti. Le preoccupazioni per il meteo hanno già spinto i fondi ad acquistare futures sullo zucchero, contratti che riflettono le aspettative sui prezzi futuri; le quotazioni dello zucchero grezzo sono salite di oltre il 25% da luglio.
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La prospettiva, però, non è a senso unico. Le scorte ereditate dalla stagione precedente possono attutire la stretta, mentre alcuni segnali indicano una domanda fisica debole. Inoltre, se gli investitori chiudessero le posizioni speculative rialziste, le vendite potrebbero pesare sui futures. Il rischio di un mercato più teso è concreto, ma le stime non dimostrano che si verificherà un deficit ampio né che i prezzi continueranno a salire.
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