Il finale del Mondiale di Formula 1 2026 è ancora avvolto dall’incertezza. Le ultime due gare sono in programma in Qatar il 29 novembre e ad Abu Dhabi il 6 dicembre, ma il conflitto in corso nella regione ha aperto il dibattito sulla possibilità di disputarle. La decisione è attesa intorno a metà ottobre; intanto, Imola si prepara come alternativa.
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Anche tra i piloti non c’è una posizione condivisa. Max Verstappen ha detto che, se dipendesse da lui, la F1 non dovrebbe correre in Qatar e ad Abu Dhabi finché la guerra è così vicina. Interpellato sull’eventualità di un boicottaggio se le gare restassero in calendario, non l’ha escluso, ma non ha annunciato che intenda boicottarle.
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Sergio Pérez, invece, ritiene che la scelta debba spettare a Formula 1 e alla FIA, chiamate a valutare la situazione e a decidere come procedere. Valtteri Bottas guarda con poca convinzione all’ipotesi di chiudere la stagione a Imola: tra i suoi dubbi ci sono le possibili conseguenze fiscali per i piloti e il freddo, con un rischio maggiore di pioggia in dicembre.
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Verstappen ha ridimensionato le obiezioni legate alle tasse, sostenendo che un eventuale onere fiscale non dovrebbe bastare a escludere una gara in Italia.
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20 Ma, al momento, Imola resta soltanto un piano di riserva: i preparativi e le notizie sulle sistemazioni prenotate dai team indicano che l’opzione è concreta, non che sia stata scelta ufficialmente.
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Il nodo dei costi e delle date
La prudenza nel decidere non dipende soltanto dalla sicurezza e dalla logistica. Secondo le ricostruzioni, l’eventuale cancellazione delle gare in Qatar e ad Abu Dhabi potrebbe avere conseguenze economiche rilevanti, anche per gli introiti legati alle commissioni pagate dagli organizzatori per ospitare i Gran Premi.
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Per ora, quindi, il calendario ufficiale non cambia: Qatar e Abu Dhabi restano confermati sulla carta e continuano i preparativi per entrambe le gare. Allo stesso tempo, Imola lavora per farsi trovare pronta nel caso in cui la F1 decida che non ci sono le condizioni per correre in Medio Oriente. La disponibilità del circuito italiano non equivale a una cancellazione già decisa né a una conferma del finale di stagione in Italia.
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