Annunciato il 30 settembre 2026, AutoWarCom è proposto come comando combattente a quattro stelle per ampliare le capacità autonome e robotiche delle forze armate Usa. Il Pentagono punta a istituirlo entro il 1° ottobre 2027, ma servirà una legge e non sono ancora definite tutte le sue autorità.
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Il 30 settembre 2026 il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha annunciato l’Autonomous Warfare Command, abbreviato AutoWarCom: un comando combattente a quattro stelle pensato per accelerare lo sviluppo e la diffusione di capacità autonome e robotiche nelle forze armate Usa. Per ora, però, si tratta di un piano: la struttura e i poteri del comando non sono ancora definiti in via definitiva. 2
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Hegseth ha detto che il comando sarà guidato da un ufficiale a quattro stelle. Nei resoconti di Reuters e Stars and Stripes non viene indicato il nome di un comandante permanente. Military Times cita il direttore della Defense Innovation Unit, Owen West, e un senior chief dei Navy SEAL, ma le informazioni disponibili non chiariscono con precisione quale ruolo avranno. 2
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Il memorandum del Pentagono indica il 1° ottobre 2027 come data obiettivo per l’istituzione del comando e segnala che sarà necessario un intervento legislativo. Le sue competenze e la sua organizzazione dipenderanno quindi da decisioni successive e dall’approvazione del Congresso. 14
Hegseth ha descritto AutoWarCom come un comando combattente dotato di «poteri simili a quelli delle forze armate» (service-like authorities), con il compito di ampliare le capacità autonome e robotiche nell’insieme delle forze congiunte statunitensi. In sostanza, l’obiettivo è coordinare sviluppo e introduzione di questi sistemi a livello militare, anziché lasciare che ogni forza armata proceda per conto proprio. I dettagli su come saranno ripartite le responsabilità, tuttavia, restano da stabilire. 5
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AutoWarCom non va confuso con le iniziative del Pentagono per contrastare i droni avversari. Una strategia del 2024 mirava a coordinare l’approccio del dipartimento alla minaccia dei sistemi senza pilota. Nel 2025, poi, il Pentagono ha disposto la sostituzione del Joint Counter-small Unmanned Aircraft Systems Office con la Joint Interagency Task Force 401, incaricata di fornire più rapidamente capacità antidroni alle forze Usa. Questi programmi puntano a neutralizzare minacce; AutoWarCom dovrebbe invece favorire lo sviluppo e la diffusione di capacità autonome statunitensi.
Il conflitto in Ucraina ha mostrato quanto i sistemi senza pilota possano incidere sul campo di battaglia. Una valutazione strategica del governo statunitense descrive l’impiego russo di migliaia di droni Shahed-136 contro la rete energetica ucraina. Nei resoconti dell’annuncio, la lezione indicata da Hegseth non è che un singolo tipo di drone possa decidere una guerra, ma che servano sistemi adattabili. 6
Questa esperienza contribuisce a spiegare la spinta a sviluppare e mettere in campo nuove tecnologie più rapidamente. Non dimostra, però, che ogni sistema debba necessariamente usare l’intelligenza artificiale o operare senza controllo umano: l’annuncio riguarda in senso ampio capacità autonome e robotiche, mentre il futuro perimetro operativo del comando deve ancora essere definito. 2
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Le informazioni disponibili non documentano avvertimenti specifici di esperti su affidabilità dei sistemi di puntamento, supervisione umana o possibili escalation in una crisi tra Stati Uniti e Cina. Non spiegano neppure come AutoWarCom affronterebbe questi aspetti. Sono quindi questioni aperte: l’annuncio non permette di considerare già definite le regole d’impiego o le misure di sicurezza del futuro comando. 2
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Annunciato il 30 settembre 2026, AutoWarCom è proposto come comando combattente a quattro stelle per ampliare le capacità autonome e robotiche delle forze armate Usa.
Annunciato il 30 settembre 2026, AutoWarCom è proposto come comando combattente a quattro stelle per ampliare le capacità autonome e robotiche delle forze armate Usa. Il Pentagono punta a istituirlo entro il 1° ottobre 2027, ma servirà una legge e non sono ancora definite tutte le sue autorità.
Il progetto riguarda lo sviluppo di sistemi autonomi; le iniziative già avviate contro i droni ostili hanno invece una funzione difensiva distinta.