Nel 2026 il 64% degli adulti statunitensi ha giudicato i social più dannosi che positivi per la democrazia. Le piattaforme sono viste anche come strumenti per informarsi e far sentire la propria voce in politica, ma molti ritengono che facilitino manipolazione e divisioni.
Pubblicato daModificato con GPT-6 LunaImmagini generate con GPT Image 2
Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did Pew Research Center’s October 2026 survey of more than 45,000 people in 37 countries, plus 5,511 U.S. adults, find about social med. Article summary: Pew’s October 2026 findings describe a trade-off: people see social media as a way to get informed and take part in politics, but increasingly also see it as a tool for manipulation and division that can harm democracy. . Topic tags: general, general web, news. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers
I social possono aiutare a informarsi e a esprimere le proprie opinioni politiche. Ma, secondo un’indagine del Pew Research Center, in molti Paesi cresce anche la convinzione che favoriscano la manipolazione, accentuino le divisioni e facciano male alla democrazia. Il sondaggio registra le percezioni delle persone: non dimostra che i social siano la causa di questi fenomeni.
Gli intervistati riconoscono che le piattaforme possono dare visibilità alle informazioni e offrire uno spazio di partecipazione. Allo stesso tempo, molti pensano che rendano più facile influenzare le persone e dividere l’opinione pubblica. In altre parole, i possibili vantaggi civici convivono con forti preoccupazioni per gli effetti sulla politica. 1
È importante distinguere tra ciò che le persone percepiscono e ciò che il sondaggio può dimostrare: i risultati non provano che i social abbiano cambiato i comportamenti politici o indebolito le istituzioni democratiche.
Il cambiamento emerge dai confronti tra Paesi e tra diverse rilevazioni. In Germania, la quota di chi considera i social un elemento negativo per la democrazia è passata dal 41% nel 2022 al 61% nel 2026. 4 È aumentata anche la preoccupazione per la polarizzazione: la percentuale di tedeschi secondo cui l’accesso a internet e ai social ha reso le persone più divise nelle opinioni politiche è salita dal 65% all’82%.
6
Negli Stati Uniti il giudizio resta particolarmente severo: nel 2026, il 64% degli adulti ha detto che i social sono stati più un danno che un beneficio per la democrazia. Il dato riguarda la valutazione complessiva degli intervistati, non implica che tutte le piattaforme o tutti gli utenti abbiano lo stesso effetto. 2
Le valutazioni cambiano sensibilmente da un Paese all’altro. Nel complesso, le persone nei Paesi più ricchi tendono a esprimere maggiore preoccupazione, mentre nei Paesi a reddito più basso le opinioni sul potenziale democratico dei social sono in media più favorevoli. È una tendenza generale, non una regola valida per ogni Paese o per ogni persona.
I risultati contribuiscono al dibattito sul ruolo delle grandi piattaforme, ma non determinano l’esito delle controversie legali. Reuters riferisce che aziende come Meta, Snap e TikTok hanno affrontato cause in cui vengono accusate di aver danneggiato gli utenti e hanno raggiunto accordi per alcune di esse. Le opinioni raccolte da Pew sulla democrazia non sostituiscono le prove né le valutazioni giuridiche nei singoli casi.
L’Australia offre un esempio di come queste preoccupazioni entrino nelle politiche pubbliche. Il Paese ha approvato nel dicembre 2025 una legge che limita l’accesso ai social per i minori di 16 anni; secondo Pew, l’82% degli adulti australiani sostiene restrizioni di questo tipo. Separatamente, il governo ha proposto di dare agli utenti la possibilità di scegliere se ricevere feed personalizzati dagli algoritmi. 17
Il filo comune è la tensione tra due esigenze: poter usare i social per informarsi e partecipare, e limitare i rischi di manipolazione e divisione che molte persone associano alle piattaforme. Il sondaggio documenta questa tensione, ma non stabilisce quali interventi siano più efficaci.
Studio Global AI
This page includes a source-backed answer you can continue inside Studio Global.
Nel 2026 il 64% degli adulti statunitensi ha giudicato i social più dannosi che positivi per la democrazia.
Nel 2026 il 64% degli adulti statunitensi ha giudicato i social più dannosi che positivi per la democrazia. Le piattaforme sono viste anche come strumenti per informarsi e far sentire la propria voce in politica, ma molti ritengono che facilitino manipolazione e divisioni.
Il dibattito si riflette in cause contro le grandi piattaforme e nelle misure australiane: restrizioni già in vigore per gli under 16 e una proposta per scegliere se usare feed basati sugli algoritmi.