Il rischio indicato da Fatih Birol è che l’Europa abbia poche alternative rapide se le forniture di diesel diminuiscono, non una previsione certa di esaurimento del carburante. Il conflitto in Medio Oriente, i danni alle raffinerie russe e le restrizioni all’export stanno riducendo i flussi disponibili, mentre le sc...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: Why does IEA Executive Director Fatih Birol warn that Europe is especially vulnerable to a diesel crunch this winter, how are the Middle Eas. Article summary: Birol’s warning is about Europe’s lack of a quick replacement for lost diesel, not a prediction that it will run out this winter.. Topic tags: general web, workflow, regulation, benchmarks, manufacturing. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers, clickbait thumbnails, icons, and tiny thumbnail layouts
Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), segnala che l’Europa è tra le aree più esposte alle tensioni sul diesel. Il punto non è una previsione certa che il carburante finirà quest’inverno: è la difficoltà di sostituire in fretta le forniture che vengono meno, in un mercato con scorte ridotte e capacità di raffinazione limitata. Il risultato più immediato può essere una nuova pressione sui prezzi e, in alcuni luoghi, maggiori difficoltà di approvvigionamento. 8
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La crisi in Medio Oriente ha ostacolato le esportazioni e i trasporti di carburanti; intanto, gli attacchi alle raffinerie russe hanno ridotto la produzione e Mosca ha limitato le esportazioni di diesel. Le scorte globali, già ai livelli più bassi, lasciano meno margine per assorbire altri disagi. I prezzi del diesel in Europa e negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record. 2
A complicare la situazione c’è la capacità limitata delle raffinerie di aumentare rapidamente la produzione: quando gli impianti sono già molto utilizzati, una maggiore domanda non si traduce facilmente in più diesel disponibile. Inoltre, il petrolio greggio non è un sostituto immediato del diesel: deve essere raffinato, e proprio la disponibilità di capacità di raffinazione può essere un collo di bottiglia. 18
L’Europa importa grandi quantità di diesel e deve contendersi i carichi disponibili con altri acquirenti. Ad agosto, circa metà delle importazioni europee di diesel trasportate via mare proveniva dagli Stati Uniti: un dato che mostra quanto quel canale sia importante se altri fornitori non riescono a compensare le interruzioni. 8
Birol ha detto che i Paesi membri dell’IEA potrebbero discutere un ulteriore rilascio di scorte d’emergenza, se necessario. Non ha annunciato una nuova decisione. 1
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Immettere sul mercato scorte di diesel può aiutare a fronteggiare una carenza immediata. Le riserve di greggio, invece, non risolvono altrettanto rapidamente un problema legato alla capacità di raffinarlo. In entrambi i casi, si guadagna tempo: non si ripristinano le forniture interrotte né la produzione persa. 15
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La Serbia ha deciso di mettere sul mercato circa 5.000 tonnellate di diesel provenienti dalle riserve statali e ha prorogato le restrizioni alle esportazioni di carburante, puntando a tutelare le forniture interne. Sono interventi mirati al mercato nazionale, non una soluzione alla carenza europea nel suo complesso.
In Italia, Enilive, società del gruppo Eni, ha annunciato un tetto temporaneo ai prezzi dei carburanti venduti nella propria rete. La misura può contenere il costo per i clienti interessati, ma non aumenta da sola la quantità di diesel disponibile sul mercato europeo.
Un eventuale divieto statunitense di esportare diesel per 90 giorni potrebbe sottrarre al mercato europeo una fonte importante e spingere ulteriormente i prezzi verso l’alto. L’ipotesi è stata riportata e discussa, ma non risulta una misura adottata: la Casa Bianca ha contestato le notizie su un divieto generalizzato, mentre il presidente Donald Trump si è detto favorevole all’idea e il segretario all’Energia Chris Wright ha avvertito che potrebbe rivelarsi controproducente.
Secondo Wright, se le raffinerie non potessero esportare il diesel prodotto, potrebbero ridurre la lavorazione del greggio, con possibili effetti anche sulla produzione di benzina e carburante per aerei. L’Unione europea ha segnalato a Washington la propria preoccupazione per le ripercussioni di un eventuale blocco.
Per l’Europa, quindi, la questione centrale resta quanta parte delle forniture perse si riuscirà a rimpiazzare e a quale prezzo. Le riserve possono offrire un cuscinetto, ma la dipendenza dalle importazioni e la difficoltà di aumentare rapidamente la raffinazione lasciano il mercato esposto a ulteriori scossoni. 8
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Il rischio indicato da Fatih Birol è che l’Europa abbia poche alternative rapide se le forniture di diesel diminuiscono, non una previsione certa di esaurimento del carburante.
Il rischio indicato da Fatih Birol è che l’Europa abbia poche alternative rapide se le forniture di diesel diminuiscono, non una previsione certa di esaurimento del carburante. Il conflitto in Medio Oriente, i danni alle raffinerie russe e le restrizioni all’export stanno riducendo i flussi disponibili, mentre le scorte globali sono basse.
L’Europa dipende dalle importazioni: ad agosto circa metà del diesel arrivato via mare proveniva dagli Stati Uniti.