La guerra civile cinese fu soprattutto una lotta per decidere chi avrebbe governato il Paese. La rivalità tra nazionalisti e comunisti si trasformò in conflitto armato dopo la rottura della loro alleanza nel 1927. Negli anni successivi i due schieramenti cooperarono contro il Giappone, ma senza risolvere le loro divergenze. La sconfitta giapponese nel 1945 riaprì la contesa su vasta scala, conclusa nel 1949 con la vittoria comunista.
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Una lotta per il potere con basi politiche diverse
Il Kuomintang (KMT), il partito nazionalista, e il Partito comunista cinese (PCC) aspiravano entrambi a governare la Cina. La prima alleanza tra i due, nata nel 1924, non cancellò le tensioni. Nel 1927 le forze nazionaliste guidate da Chiang Kai-shek si rivoltarono contro i comunisti, li estromisero da Shanghai e costrinsero il PCC alla clandestinità.
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Nel frattempo, i comunisti costruirono una base di consenso nelle aree rurali. Nei territori sotto il loro controllo espropriarono e redistribuirono le terre, guadagnando sostegno tra le fasce più povere della popolazione.
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Contro il Giappone insieme, ma senza ricomporre la frattura
Di fronte all’aggressione giapponese, nazionalisti e comunisti tornarono a collaborare nel cosiddetto Fronte unito. La lotta contro un nemico comune, però, non risolse il disaccordo su come governare la Cina né su quale parte dovesse controllarla. Durante la guerra sino-giapponese, il Paese rimase diviso tra aree controllate dai nazionalisti, territori in mano ai comunisti e zone occupate dal Giappone.
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Perché i combattimenti ripresero dopo il 1945
La sconfitta del Giappone fece venir meno il nemico comune e aprì una nuova contesa per il controllo del Paese. I negoziati tra il governo nazionalista e il Partito comunista non riuscirono a superare le divergenze, mentre le tensioni e gli scontri proseguirono.
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Le date della guerra civile possono variare a seconda di quale fase si considera. Il conflitto tra i due schieramenti iniziò in modo intermittente negli anni Venti; la rottura del 1927 fu una svolta decisiva. Quando si parla del periodo 1945–49, ci si riferisce in genere alla fase conclusiva e su vasta scala, ripresa dopo la Seconda guerra mondiale. La guerra terminò nel 1949: il 1º ottobre Mao Zedong proclamò la nascita della Repubblica popolare cinese.
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Le cause principali, in breve
- La contesa per governare la Cina: nazionalisti e comunisti rivendicavano il potere sul Paese.
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- La rottura del 1927: l’attacco nazionalista spezzò l’alleanza e spinse il PCC alla clandestinità.
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- Basi sociali differenti: la redistribuzione delle terre contribuì ad attirare il sostegno delle fasce più povere nelle campagne.
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- Una rivalità rimasta irrisolta: la collaborazione contro il Giappone non stabilì chi avrebbe controllato la Cina; i negoziati fallirono e gli scontri ripresero.
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