Il 28 settembre 2026 Starship ha raggiunto per la prima volta l’orbita e rilasciato 26 satelliti Starlink; la missione è stata ridotta da circa dieci a tre ore. La NASA prevede per il 2027 una prova dei lander in orbita terrestre e punta al primo allunaggio con equipaggio del programma Artemis all’inizio del 2028.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How could the Raptor engine failure on SpaceX’s 14th Starship test flight affect its development schedule, satellite-deployment plans, and N. Article summary: The engine failure makes Starship’s schedule less certain, but it does not erase Flight 14’s progress: Starship reached orbit for the first time and deployed Starlink satellites, then ended its planned 10-hour flight aft. Topic tags: general, news, general web, government. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with
Il quattordicesimo volo di prova di Starship ha segnato un traguardo e messo in evidenza un problema: il veicolo ha raggiunto per la prima volta l’orbita terrestre e ha rilasciato 26 satelliti Starlink, ma lo spegnimento di un motore ha portato i controllori a interrompere la missione dopo circa tre ore, invece delle dieci previste. L’episodio rende meno certi i tempi dei prossimi voli, ma non dimostra, da solo, che i lanci di Starlink o le tappe del programma Artemis subiranno ritardi.2
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Durante la salita si è spento uno dei motori Raptor dello stadio superiore. I controllori hanno valutato i dati e hanno deciso di proseguire: Starship è entrata in orbita e ha rilasciato i satelliti prima di rientrare in anticipo rispetto al piano iniziale.2
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Il volo ha quindi dimostrato che Starship è riuscita a svolgere quelle operazioni nonostante il guasto. Non basta però a stabilire quanto spesso potrà ripeterle o se sarà possibile mantenere una cadenza regolare. La domanda centrale è se il problema riguardi soltanto quel motore o se possa interessare altri motori o voli. Le informazioni disponibili non chiariscono la causa né quantificano un eventuale impatto sul calendario.1
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Il volo ha mostrato una delle funzioni previste per Starship: trasportare e mettere in orbita satelliti Starlink. Un singolo rilascio riuscito, tuttavia, non dice con quale frequenza il veicolo potrà farlo. Se il guasto fosse circoscritto e la soluzione venisse dimostrata, le conseguenze sui tempi potrebbero essere limitate; se emergesse un problema più ampio di propulsione, ulteriori verifiche o modifiche potrebbero rallentare i test e l’espansione dei lanci. Per ora sono scenari possibili, non esiti confermati.1
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Le fonti disponibili non indicano un nuovo calendario per i lanci di Starlink né una stima precisa di eventuali ritardi. Per capire meglio la situazione serviranno i risultati dell’analisi del guasto e i dati dei voli successivi.1
Secondo l’architettura attuale della NASA, nel 2027 è prevista una dimostrazione in orbita terrestre per provare uno o entrambi i lander commerciali insieme alla capsula Orion. Il primo allunaggio con equipaggio del programma è invece previsto all’inizio del 2028. Starship è in sviluppo anche come sistema di atterraggio umano per la NASA, quindi l’affidabilità dei suoi motori è importante; le fonti, però, non indicano che il volo 14 abbia modificato queste date.1
Il calendario comporta già delle incognite. L’ispettorato generale della NASA aveva rilevato che il lander di SpaceX non sarebbe stato pronto per un allunaggio previsto a giugno 2027. Il piano successivo della NASA colloca invece nel 2027 una prova in orbita terrestre, non un allunaggio. L’ispettorato ha inoltre osservato che è ancora troppo presto per valutare la fattibilità tecnica e gli effetti sui tempi delle proposte di SpaceX e Blue Origin.
La dimostrazione prevista dalla NASA per il 2027 potrebbe includere anche il sistema di atterraggio di Blue Origin. La presenza di un secondo fornitore in sviluppo amplia le opzioni dell’agenzia, ma non garantisce che Blue Origin possa compensare un ritardo di SpaceX o mantenere invariato l’intero calendario di Artemis.
Il volo 14 ha dimostrato che Starship può raggiungere l’orbita e rilasciare satelliti Starlink anche dopo lo spegnimento di un motore. La missione, però, è terminata molto prima del previsto. Finché la causa non sarà chiarita e i voli successivi non mostreranno prestazioni affidabili, l’effetto sulla frequenza dei lanci, sulle distribuzioni di satelliti e sulle date di Artemis resta incerto: non è ancora un ritardo confermato.1
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Il 28 settembre 2026 Starship ha raggiunto per la prima volta l’orbita e rilasciato 26 satelliti Starlink; la missione è stata ridotta da circa dieci a tre ore.
Il 28 settembre 2026 Starship ha raggiunto per la prima volta l’orbita e rilasciato 26 satelliti Starlink; la missione è stata ridotta da circa dieci a tre ore. La NASA prevede per il 2027 una prova dei lander in orbita terrestre e punta al primo allunaggio con equipaggio del programma Artemis all’inizio del 2028.
Blue Origin sta sviluppando un proprio lander per la NASA, ma la sua partecipazione non garantisce che eventuali ritardi di SpaceX vengano assorbiti.