I governi dell’UE propongono di sostituire la scadenza fissa di 36 mesi della Commissione con tempi legati al rischio, al ciclo di vita delle apparecchiature e alla disponibilità di alternative. Il confronto mette in equilibrio la sicurezza delle reti e i costi: gli operatori stimano che la sostituzione potrebbe arr...
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I governi dell’Unione europea vogliono eliminare la scadenza fissa di 36 mesi proposta dalla Commissione per rimuovere dalle reti mobili le apparecchiature dei fornitori classificati ad alto rischio. Il loro testo propone invece tempi da definire tenendo conto dei rischi per la sicurezza, della vita utile degli apparati e della disponibilità di alternative. È una proposta negoziale, non una modifica già approvata: requisiti e scadenze definitive restano da decidere. 1
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La proposta presentata dalla Commissione a gennaio prevedeva un periodo di 36 mesi per dismettere dalle reti mobili le apparecchiature dei fornitori designati ad alto rischio. Il testo sostenuto dai governi rimuoverebbe quel termine uguale per tutti, lasciando ai negoziatori spazio per stabilire un calendario in base alle circostanze. 9
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In pratica, alcuni operatori potrebbero avere più tempo per sostituire gli apparati interessati. Ma al momento non c’è né una proroga confermata né un calendario definitivo. La proposta non nomina direttamente Huawei, anche se è attesa una particolare ricaduta su Huawei e su altre aziende tecnologiche cinesi qualora fossero classificate come fornitori ad alto rischio. 1
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Secondo la proposta dei governi, il calendario dovrebbe tenere conto di:
Il testo non specifica come saranno misurati questi fattori né quali scadenze si applicherebbero alla fine. Sono aspetti ancora sul tavolo dei negoziati. 1
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La Commissione propone di rendere vincolanti le restrizioni sui fornitori ad alto rischio nei settori critici. Tra le preoccupazioni citate figurano le minacce informatiche, le ingerenze straniere e la dipendenza da fornitori tecnologici fuori dall’UE. Huawei ha criticato l’impostazione proposta. 2
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Gli operatori, da parte loro, avvertono che la sostituzione delle apparecchiature potrebbe costare fino a 40 miliardi di euro. Si tratta di una stima del settore, non di un costo definitivo o concordato. Le aziende temono che una sostituzione rapida riduca le risorse disponibili per altre priorità di rete. 1
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È questo il compromesso al centro della discussione: una scadenza più breve accelererebbe l’intervento sulla sicurezza, mentre tempi più flessibili darebbero agli operatori più margine per gestire sostituzioni e spese. Il peso attribuito a queste esigenze contribuirà a definire le regole finali. 1
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La quantità di apparati da sostituire dipenderebbe, tra l’altro, dai fornitori effettivamente classificati ad alto rischio e dalla quota delle reti di ciascun operatore che utilizza le loro apparecchiature. Le informazioni disponibili non consentono di stilare una graduatoria affidabile dei Paesi o delle aziende più esposti: indicare una lista definitiva sarebbe prematuro. 1
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Il testo proposto dai governi dovrà essere conciliato con la proposta iniziale della Commissione nel processo legislativo dell’UE. Finché i negoziatori non raggiungeranno un accordo sulla legge definitiva, gli operatori mobili non avranno una scadenza comune e definitiva per la dismissione. Restano aperti soprattutto due punti: quanto saranno vincolanti gli obblighi di rimozione e quanta flessibilità avranno le aziende per rispettarli. 1
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I governi dell’UE propongono di sostituire la scadenza fissa di 36 mesi della Commissione con tempi legati al rischio, al ciclo di vita delle apparecchiature e alla disponibilità di alternative.
I governi dell’UE propongono di sostituire la scadenza fissa di 36 mesi della Commissione con tempi legati al rischio, al ciclo di vita delle apparecchiature e alla disponibilità di alternative. Il confronto mette in equilibrio la sicurezza delle reti e i costi: gli operatori stimano che la sostituzione potrebbe arrivare a 40 miliardi di euro, una cifra di settore e non un costo definitivo concordato.