La corte d’appello federale del Terzo Circuito ha confermato la vittoria di Thomson Reuters nella causa contro Ross Intelligence, una startup ormai fuori mercato. Al centro del contenzioso c’erano le headnotes di Westlaw: brevi riassunti dei punti giuridici chiave di una sentenza, scritti dai curatori della piattaforma. Ross aveva utilizzato materiale derivato da quei riassunti per addestrare un motore di ricerca legale concorrente.
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La corte ha respinto la tesi di Ross secondo cui l’uso rientrava nella fair use, la dottrina statunitense che in determinate circostanze consente di utilizzare opere protette senza autorizzazione. Tuttavia, il parere della corte d’appello era ancora sotto sigillo quando è stata riportata la decisione: non è quindi possibile attribuire ai giudici una motivazione dettagliata finché il testo non sarà pubblico.
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La decisione di primo grado e la difesa di Ross
Nel febbraio 2025, il tribunale federale di primo grado in Delaware aveva accolto in larga parte la richiesta di Thomson Reuters di una decisione sommaria, riconoscendo la violazione del copyright e respingendo la difesa di fair use di Ross.
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Secondo il tribunale, l’uso era commerciale e non sufficientemente trasformativo: Ross stava costruendo un prodotto che avrebbe fatto concorrenza a Westlaw nello stesso mercato. Questi elementi spiegano la decisione di primo grado poi confermata, ma non permettono di ricostruire nel dettaglio il ragionamento della corte d’appello, ancora non consultabile.
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Ross ha cessato le operazioni nel corso della controversia. La sua difesa di fair use era stata respinta già in primo grado e la corte d’appello ha lasciato in vigore quel risultato.
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Perché il caso conta — e cosa non stabilisce
È la prima decisione di una corte d’appello statunitense sulla possibilità di invocare la fair use per l’addestramento di un sistema di IA. Per questo la vittoria di Thomson Reuters può diventare un precedente importante nei futuri contenziosi sul diritto d’autore e i dati usati per addestrare modelli.
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Il perimetro del caso, però, è specifico: Ross sviluppava uno strumento di ricerca giuridica, non un sistema di IA generativa. La decisione non stabilisce che ogni utilizzo di opere protette per addestrare un modello generativo sia illecito; indica invece che l’esito può dipendere dai fatti del caso e dalla valutazione della fair use.
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