I primi risultati di Shein da società quotata mostrano una distanza netta tra ricavi e redditività: nel primo semestre del 2026 le vendite sono cresciute appena dell’1%, mentre l’utile netto rettificato è diminuito di oltre la metà. Nel secondo trimestre il calo degli utili si è accentuato e l’Europa è stata un punto debole, con vendite in discesa dopo aumenti di prezzo e una riduzione della pubblicità online.
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Ricavi in lieve aumento, utili rettificati in forte calo
| Periodo |
Ricavi |
Utile netto rettificato |
Margine rettificato |
| Primo semestre 2026 |
20,1 miliardi di dollari, +1% su base annua |
499 milioni di dollari, −55,6% |
2,5% |
| Secondo trimestre 2026 |
11,08 miliardi di dollari, +0,9% circa su base annua |
228 milioni di dollari, −67% circa |
2,1%, contro il 6,2% di un anno prima |
Nel semestre è sceso anche l’utile operativo rettificato: −50,4%, a 538 milioni di dollari.
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Shein ha comunicato separatamente un utile netto attribuibile agli azionisti di circa 2,3 miliardi di dollari nel primo semestre. È una misura diversa dall’utile netto rettificato: confondere i due dati nasconderebbe la forte flessione della redditività rettificata.
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Europa in calo, vendite più deboli anche negli Stati Uniti
Nel secondo trimestre i ricavi in Europa sono diminuiti del 13,9%, a 3,77 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti il calo è stato di circa il 6%; una delle ricostruzioni disponibili indica ricavi per 2,5 miliardi.
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Prima dell’introduzione di nuovi oneri UE sui pacchi e-commerce di basso valore, Shein ha aumentato i prezzi e ridotto la pubblicità online in Europa. Queste scelte sono coincise con la flessione delle vendite, ma le informazioni disponibili non permettono di stabilire quanto ciascun fattore abbia inciso sul calo.
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Le fonti riportano dati per l’Europa e gli Stati Uniti, ma non offrono un quadro comparabile e affidabile della crescita delle vendite in tutti gli altri mercati. Non quantificano nemmeno eventuali perdite di utenti nell’UE: il calo dei ricavi non va quindi descritto come una misura della perdita di clienti.
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Trasporti e dazi sotto pressione sui margini
Shein ha indicato i dazi e la volatilità dei costi logistici tra i rischi per la seconda metà del 2026. I risultati riflettono anche l’aumento dei costi del petrolio e del trasporto merci: secondo Reuters, il rincaro del carburante per gli aerei e dei noli ha contribuito a portare il margine netto rettificato del secondo trimestre al 2,1%, dal 6,2% di un anno prima.
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Anche i costi doganali restano un’incognita. Gli Stati Uniti hanno eliminato l’esenzione dai dazi per i piccoli pacchi, mentre i nuovi oneri UE sui pacchi di basso valore erano attesi come un ulteriore elemento di pressione in Europa.
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15 Con la crescita dei ricavi rallentata, diventa più difficile assorbire eventuali aumenti delle spese di evasione degli ordini e spedizione.
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Titolo in calo e prospettive incerte per il resto del 2026
Al momento della pubblicazione dei risultati, le azioni Shein erano scese di circa il 28% dalla quotazione a Hong Kong del 1° settembre. Il 29 settembre hanno perso oltre il 6% nelle prime contrattazioni, dopo che il calo degli utili ha riacceso i timori sulla tenuta dei margini e sulla crescita.
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La società ha avvertito che le pressioni dei dazi e la volatilità dei costi logistici potrebbero continuare, rendendo incerto il resto del 2026. La sfida dei prossimi trimestri sarà difendere i margini senza indebolire ulteriormente la domanda, soprattutto in Europa, dove le vendite sono calate dopo gli aumenti di prezzo e i tagli alla pubblicità.
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