CTX310 è una terapia sperimentale basata su CRISPR-Cas9, somministrata con una sola infusione endovenosa. È progettata per modificare il gene ANGPTL3 nelle cellule del fegato e ridurre così la produzione di una proteina coinvolta nella regolazione dei grassi nel sangue. In uno studio di Fase 1 su 15 persone, al dosaggio più alto sono state osservate riduzioni di colesterolo LDL, trigliceridi e ANGPTL3 ancora presenti a 12 mesi. Sono risultati iniziali promettenti, ma non dimostrano né la sicurezza nel lungo periodo né una riduzione del rischio cardiovascolare.
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Cosa è cambiato dopo 12 mesi?
Tra i partecipanti che hanno ricevuto la dose più alta, il colesterolo LDL era in media inferiore del 52,5% rispetto al valore iniziale e i trigliceridi del 47,8%. La riduzione media di ANGPTL3 nel sangue riportata per questo dosaggio era di circa il 79%. Sono dati relativi al gruppo trattato con la dose più alta, non alla media di tutti i 15 partecipanti.
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Il follow-up indica che gli effetti sui lipidi erano ancora osservabili un anno dopo una sola infusione. Non permette però di stabilire quanto a lungo dureranno oltre questo periodo.
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Come dovrebbe funzionare CTX310
CTX310 usa CRISPR-Cas9 per intervenire sul gene ANGPTL3 nel fegato, introducendo una modifica che ne riduce la funzione. L’obiettivo è abbassare l’attività di ANGPTL3 e, di conseguenza, i livelli di LDL e trigliceridi. A differenza di un farmaco da assumere ripetutamente, la terapia è sviluppata come trattamento in un’unica infusione, pensato per produrre un cambiamento genetico duraturo. Restano da chiarire sia la durata dell’effetto sia i possibili benefici e rischi a lungo termine.
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Una possibile alternativa, ma non ancora un sostituto delle cure
Per chi continua ad avere valori elevati nonostante le terapie disponibili, un singolo trattamento capace di ridurre sia LDL sia trigliceridi potrebbe, in futuro, offrire un nuovo approccio alla gestione delle dislipidemie. I risultati di Fase 1, tuttavia, non dimostrano che CTX310 possa sostituire i farmaci già in uso. Lo studio non ha inoltre valutato se la terapia prevenga infarti, ictus o altri eventi cardiovascolari.
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Sicurezza e limiti dello studio
Nel periodo di osservazione riportato, i ricercatori non hanno rilevato tossicità che imponessero di limitare la dose né eventi avversi gravi ritenuti correlati a CTX310. Tra gli eventi segnalati figurano reazioni legate all’infusione e un aumento transitorio degli enzimi epatici. Un partecipante, trattato con la dose più bassa, è morto mesi dopo l’infusione; gli investigatori hanno giudicato l’evento non correlato alla terapia. Sono osservazioni iniziali rassicuranti, ma uno studio di sole 15 persone non può escludere effetti rari o tardivi.
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Lo studio era stato progettato principalmente per valutare la sicurezza, non per dimostrare un beneficio clinico. Le dimensioni ridotte e la fase iniziale limitano anche le conclusioni su quanto la terapia possa funzionare in persone diverse e su quanto la modifica genetica resti efficace o sicura nel corso di molti anni.
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I prossimi passi
CTX310 è in fase di sviluppo clinico 1b, con priorità per l’ipertrigliceridemia grave e l’ipercolesterolemia refrattaria, cioè difficile da controllare con le terapie disponibili. Serviranno studi più ampi e un follow-up più lungo per valutare meglio gli effetti sui lipidi, gli eventuali problemi di sicurezza rari o tardivi e la possibilità che il cambiamento di questi valori si traduca in un miglioramento della salute.