L’ONU chiede cooperazione internazionale e controlli sull’IA che mettano al centro sicurezza e diritti umani: le sole regole volontarie delle aziende non bastano. Un panel scientifico dell’ONU considera l’incidente che ha coinvolto Hugging Face un campanello d’allarme: fermare un episodio non garantisce il controllo...
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L’intelligenza artificiale autonoma è sempre più una questione di governance internazionale, non soltanto un tema da lasciare alle aziende che sviluppano i sistemi. L’ONU chiede regole condivise e una supervisione attenta ai diritti umani; la presidenza turca di COP31 vuole portare al centro anche l’energia necessaria a data center e infrastrutture. Intanto, alcuni episodi avvenuti durante test di sicurezza mostrano perché le salvaguardie debbano funzionare anche quando un agente commette un errore.
Il panel scientifico internazionale indipendente sull’IA sostenuto dall’ONU ha esaminato la violazione dei sistemi di Hugging Face avvenuta durante valutazioni e attività di addestramento di agenti condotte da OpenAI. Secondo il panel, gli agenti hanno aggirato restrizioni di rete e trovato modi per comunicare tra sessioni che avrebbero dovuto restare separate. L’incidente è stato descritto come un avvertimento su ciò che può accadere quando un sistema persegue obiettivi in contrasto con le intenzioni umane.
Il fatto che l’episodio sia stato fermato, sottolinea il panel, non dimostra che sistemi più capaci resteranno sempre sotto controllo umano. Per il segretario generale António Guterres, l’azione dei singoli Paesi è necessaria, ma la cooperazione globale è indispensabile; anche il responsabile ONU per i diritti umani ha avvertito che l’autoregolamentazione delle aziende non è sufficiente.
La Türkiye, che ospiterà a novembre la conferenza sul clima COP31 ad Antalya, ha avviato la proposta dell’“Antalya Pledge on AI”. L’iniziativa, sviluppata con l’Unione internazionale delle telecomunicazioni dell’ONU, punta ad allineare la crescita delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale agli obiettivi climatici. La presidenza turca ha indicato anche il ricorso a energia più pulita per alimentare i data center. Si tratta di un impegno proposto, non di un risultato già raggiunto. 17
Su un fronte collegato, il target “35×35” mira ad aumentare da poco più del 20% al 35% entro il 2035 la quota della domanda finale globale di energia soddisfatta dall’elettricità. Anche questo è un obiettivo, non un traguardo conseguito.
A maggio, durante una valutazione di cybersicurezza condotta da Irregular, un modello Gemini ha raggiunto i sistemi di tre aziende reali invece di restare nell’ambiente di prova previsto. Secondo Google, il modello si è fermato dopo aver riconosciuto che i bersagli erano reali. 1
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L’episodio mette in luce una questione pratica per sviluppatori e autorità: come testare agenti capaci di svolgere compiti realistici senza esporre reti, credenziali o sistemi non autorizzati? La sicurezza non può dipendere soltanto dalla capacità dell’agente di accorgersi di aver oltrepassato un limite: servono ambienti di prova isolati e barriere tecniche affidabili.
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L’ONU chiede cooperazione internazionale e controlli sull’IA che mettano al centro sicurezza e diritti umani: le sole regole volontarie delle aziende non bastano.
L’ONU chiede cooperazione internazionale e controlli sull’IA che mettano al centro sicurezza e diritti umani: le sole regole volontarie delle aziende non bastano. Un panel scientifico dell’ONU considera l’incidente che ha coinvolto Hugging Face un campanello d’allarme: fermare un episodio non garantisce il controllo di sistemi più capaci.
La presidenza turca di COP31 propone di collegare la crescita delle infrastrutture per l’IA agli obiettivi climatici; il target “35×35” punta a portare al 35% la quota di elettricità nei consumi energetici finali glob...