Budanov afferma che la Corea del Nord sostiene la Russia con armi, materiali e personale e usa l’esperienza del conflitto per sviluppare le proprie capacità militari, compresi i droni d’attacco monouso. Un rapporto del gruppo internazionale di monitoraggio delle sanzioni, citato da Bloomberg, stima che fino a 25.000...
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Kyrylo Budanov sostiene che la Corea del Nord stia trasformando il sostegno alla guerra russa contro l’Ucraina in un’opportunità per rafforzare il proprio apparato militare. Secondo il capo dell’Ufficio del presidente ucraino, Pyongyang fornisce a Mosca armi e materiali, invia militari a combattere e sfrutta le lezioni del conflitto per migliorare i propri armamenti, inclusi i droni d’attacco monouso. 2
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Le esercitazioni recenti e le immagini diffuse durante visite a impianti militari mostrano una capacità legata ai droni sempre più visibile. Da sole, però, non verificano la portata della produzione né dimostrano che sia imminente un attacco.
Nella ricostruzione di Budanov, il rapporto tra i due Paesi non consiste soltanto nell’invio di armi nordcoreane alla Russia. Il personale di Pyongyang, sostiene, acquisisce esperienza diretta sul campo, mentre il Paese utilizza quanto appreso per sviluppare le proprie forze armate e adottare nuovi sistemi, alcuni di origine russa. 2
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Secondo Budanov, la Russia starebbe inoltre aiutando la Corea del Nord a produrre droni a lungo raggio del tipo Shahed, trasferendo tecnologia e competenze produttive. Si tratta di una dichiarazione attribuita a Budanov: le informazioni disponibili non chiariscono con precisione né i termini né l’entità del trasferimento. 11
Il 12 settembre la Corea del Nord ha svolto un’esercitazione che, secondo l’Institute for the Study of War, ha combinato missili balistici a corto raggio, lanciarazzi multipli, missili da crociera e due tipi di droni. Anche Reuters ha riferito dell’annuncio nordcoreano di un’esercitazione a fuoco con droni, missili e artiglieria. 7
17 La prova mostra diversi sistemi impiegati nello stesso contesto, ma non basta a stabilire quanto sarebbero efficaci in un conflitto.
Le immagini diffuse dopo la visita di Kim Jong Un a impianti dell’industria della difesa, tra il 16 e il 18 settembre, mostrano diversi modelli di droni, inclusi quelli d’attacco monouso. È un segnale visibile del posto che i droni occupano nel rafforzamento militare nordcoreano; le fotografie, tuttavia, non verificano da sole l’affermazione di Budanov secondo cui la produzione di massa sarebbe già avviata su larga scala. 2
Un altro indizio dei legami industriali e militari tra Mosca e Pyongyang riguarda la presenza di lavoratori nordcoreani in Russia. Bloomberg ha riportato che un rapporto del Multilateral Sanctions Monitoring Team stima fino a 25.000 lavoratori nordcoreani nell’industria russa dei droni, anche in stabilimenti di Alabuga, dove vengono assemblati velivoli senza pilota. Si tratta di una stima, non di un dato verificato persona per persona.
Kim Jong Un ha inoltre promesso di «ampliare e approfondire» la cooperazione con la Russia, secondo quanto riferito dai media di Stato nordcoreani e riportato da Reuters. Queste notizie descrivono rapporti che vanno oltre le forniture per il campo di battaglia, ma non specificano quali tecnologie o competenze militari Pyongyang riceverebbe in cambio.
La preoccupazione espressa da Budanov è che l’esperienza di combattimento, gli armamenti aggiornati e una cooperazione più stretta con Mosca possano ampliare le opzioni militari nordcoreane e aumentare il rischio di escalation nella penisola coreana. 9 È un avvertimento sui rischi e sulle capacità future, non la prova di un attacco imminente.
Le informazioni vanno quindi distinte: le dichiarazioni di Budanov descrivono come, a suo giudizio, la Corea del Nord stia imparando e potenziandosi; le esercitazioni e le immagini documentano attività militari; il numero dei lavoratori è una stima esterna. Nel loro insieme, questi elementi alimentano i timori per l’approfondirsi dei rapporti militari tra Pyongyang e Mosca, ma non stabiliscono quando o quanto sia probabile un conflitto.
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Budanov afferma che la Corea del Nord sostiene la Russia con armi, materiali e personale e usa l’esperienza del conflitto per sviluppare le proprie capacità militari, compresi i droni d’attacco monouso.
Budanov afferma che la Corea del Nord sostiene la Russia con armi, materiali e personale e usa l’esperienza del conflitto per sviluppare le proprie capacità militari, compresi i droni d’attacco monouso. Un rapporto del gruppo internazionale di monitoraggio delle sanzioni, citato da Bloomberg, stima che fino a 25.000 nordcoreani lavorino nell’industria russa dei droni: è una stima, non un conteggio verificato.
L’allarme riguarda i rischi legati a capacità militari più ampie e a una cooperazione più stretta con Mosca; non costituisce una prova che Pyongyang stia per attaccare.