Il 25 settembre l’Académie Goncourt ha ritirato C’était ça ou mourir, il romanzo d’esordio di Thélyson Orélien, dalla selezione 2026. La motivazione: le accuse di uso dell’intelligenza artificiale e le contestazioni relative a testi precedenti dell’autore avrebbero messo a rischio l’integrità del premio. L’Accademia ha affermato che il libro sarebbe «con ogni probabilità» in larga parte prodotto dall’IA. È una valutazione dell’istituzione, non una prova definitiva che Orélien abbia usato strumenti generativi: lui lo nega.
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Da dove arrivano le accuse
La polemica sull’IA è partita da Balance ton Claude, un account anonimo su X che ha sostenuto di aver sottoposto passaggi del romanzo al rilevatore Pangram, ottenendo risultati che indicavano una scrittura quasi interamente generata dall’intelligenza artificiale.
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A queste contestazioni si sono aggiunte le segnalazioni su articoli pubblicati da Orélien più di dieci anni fa. La Presse ha riferito che una sua rubrica del 2013 sarebbe stata, quasi per intero, una traduzione leggermente rielaborata di un articolo uscito pochi giorni prima sul quotidiano filippino The Philippine Star. Altre ricostruzioni hanno indicato possibili passaggi ripresi in testi precedenti. Si tratta di accuse che riguardano scritti più vecchi: non dimostrano, di per sé, che il romanzo sia stato scritto con l’IA o che contenga plagio.
La risposta dell’autore e degli editori
Orélien ha respinto l’accusa di aver utilizzato l’IA e ha detto di stare raccogliendo elementi per dimostrare di aver scritto il libro. Ha anche descritto gli attacchi ricevuti come razzisti e mirati a zittirlo.
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L’editore francese Grasset ha espresso fiducia nell’autore e inizialmente ha liquidato le accuse basate sui rilevatori come «fake news». Boréal, l’editore canadese, ha invece sospeso le attività promozionali del romanzo. Ha dichiarato di non poter confermare né smentire l’uso dell’IA sulla base delle informazioni disponibili e ha definito il plagio una pratica inaccettabile, manifestando preoccupazione anche per i messaggi d’odio diretti a Orélien. Il libro è rimasto in vendita.
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I rilevatori non danno un verdetto
I risultati dei software di rilevamento vanno trattati con cautela: test condotti su estratti del romanzo con strumenti diversi hanno prodotto risposte molto variabili, e alcuni hanno indicato una probabile origine umana. Un punteggio automatico, quindi, non basta da solo a stabilire chi abbia scritto un testo. Le somiglianze contestate nei lavori precedenti sono una questione distinta, che può essere verificata confrontando i testi originali.
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Il caso mette così sul tavolo due questioni diverse: come valutare l’originalità in un’epoca in cui l’IA è sempre più accessibile e quanto rapidamente un’accusa non verificata possa incidere sulla reputazione di uno scrittore. Le denunce di razzismo di Orélien meritano di essere considerate, senza che questo risolva automaticamente le domande sulla paternità del romanzo o sulle presunte riprese nei suoi scritti precedenti.
Un esordio di successo, ora al centro della controversia
Prima della polemica, C’était ça ou mourir aveva venduto oltre 35.000 copie e vinto il Prix du Roman Fnac, attirando l’attenzione dei principali premi letterari francesi. Il romanzo racconta la fuga di un insegnante di storia haitiano dalla violenza delle gang a Port-au-Prince e il suo viaggio verso il Canada.
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La vicenda del libro è così diventata inseparabile dalla domanda che ha fatto esplodere il caso: chi, o che cosa, ha scritto il testo? Per ora, l’esclusione dal Goncourt è certa; le accuse sull’uso dell’IA restano contestate dall’autore.