Bitcoin ha recuperato dai minimi estivi e ha raggiunto circa 86.000 dollari, dopo essere sceso verso 75.000 in seguito alle tensioni sui rendimenti e allo stop del CLARITY Act. La Fed ha portato il tasso obiettivo al 3,75% 4,00%; in seguito Bitcoin ha chiuso sopra la media mobile a 50 settimane, un segnale tecnico,...
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Il rialzo di Bitcoin dai circa 58.000 dollari dell’estate al picco di settembre vicino a 86.000 non significa che i tassi d’interesse abbiano smesso di contare. La criptovaluta è stata inizialmente messa sotto pressione dall’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi e dallo stop in Senato al CLARITY Act, per poi recuperare quando è tornata la propensione al rischio e sono riapparsi gli acquisti. Gli analisti hanno indicato tra le possibili spiegazioni l’esaurimento dei venditori e la narrativa della svalutazione delle valute, ma le informazioni disponibili non dimostrano che una sola di queste abbia causato il rally. 1
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La Federal Reserve ha portato l’intervallo obiettivo dei tassi sui fondi federali al 3,75%-4,00%, con decorrenza dal 17 settembre. Nello stesso periodo, Bitcoin è sceso verso quota 75.000 dollari, mentre i rendimenti salivano e il CLARITY Act — un disegno di legge statunitense sulla struttura del mercato degli asset digitali — non riusciva ad avanzare in Senato. Nel giro di pochi giorni, però, il prezzo è tornato sopra gli 85.000 dollari, arrivando a circa 86.000. La sequenza mostra che le notizie negative hanno pesato sul mercato, anche se la pressione di vendita non è durata. 1
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Secondo Bloomberg, al rimbalzo hanno contribuito anche il calo dei prezzi del petrolio e un ritorno più generale della propensione al rischio, che ha sostenuto le criptovalute. Sono elementi di contesto, non la prova che i tassi o le vicende legislative non abbiano più influenza su Bitcoin. 1
Matthew Sigel, responsabile della ricerca sugli asset digitali di VanEck, ha suggerito che dopo un’estate debole molti investitori disposti a vendere potessero aver già ceduto le proprie posizioni. Se vicino ai minimi ci sono meno venditori, nuovi acquisti possono avere un effetto più marcato sul prezzo. È un’interpretazione del comportamento del mercato, non una misurazione diretta del numero di venditori rimasti. 10
Nel frattempo, le notizie hanno segnalato forti afflussi negli ETF spot su Bitcoin mentre il prezzo risaliva. Bitcoin è inoltre tornato sopra la media mobile a 50 settimane: secondo una ricostruzione, era la prima chiusura sopra quel livello da quasi un anno. Questi elementi sono compatibili con una domanda e un momentum in ripresa, ma nessuno dei due, da solo, spiega l’avvio del rally o garantisce che continui. 2
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Un’altra parte della spiegazione riguarda una tesi di più lungo periodo: alcuni investitori considerano l’offerta limitata di Bitcoin interessante quando temono che il debito pubblico o l’inflazione erodano il potere d’acquisto della moneta. L’ex presidente della CFTC Chris Giancarlo e altre voci di mercato hanno discusso questa attrattiva insieme al miglioramento delle condizioni di liquidità. Si tratta di una narrativa d’investimento, non della prova che Bitcoin protegga in modo affidabile dall’inflazione o dalla debolezza delle valute in un dato periodo. 10
L’ampliamento dei piani di riacquisto di titoli di Stato da parte del Tesoro statunitense può aver influenzato le aspettative sulla liquidità dei mercati. Alcuni resoconti hanno collegato l’annuncio a un miglioramento della propensione al rischio e al movimento degli asset digitali di fine estate. Ma un riacquisto del Tesoro non equivale, di per sé, a nuova creazione di moneta da parte della Federal Reserve; inoltre, le fonti non dimostrano che l’annuncio abbia causato il rally di Bitcoin. 6
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Rendimenti più elevati possono rendere gli strumenti che pagano interessi relativamente più attraenti rispetto agli asset che non ne pagano. Reuters ha riferito che l’aumento dei rendimenti rappresentava un ostacolo per Bitcoin mentre il rally di fine estate si confrontava con le decisioni della Fed. Un analista ha però sostenuto che il legame di Bitcoin con il dollaro sia stato più costante di quello con i rendimenti obbligazionari. È una lettura che aiuta a capire perché i rendimenti non spieghino ogni movimento del prezzo, ma non significa che Bitcoin salga sempre quando il dollaro scende o che sia immune da future pressioni sui tassi. 17
Il superamento della media mobile a 50 settimane è stato un cambiamento tecnico rilevante: una fonte lo ha descritto come la prima chiusura sopra quel livello da quasi un anno. Una media mobile riassume l’andamento passato e può aiutare a seguire il momentum; non provoca un rialzo e non anticipa con certezza cosa accadrà. 2
Le fonti disponibili non consentono di verificare l’affermazione secondo cui l’oro sarebbe sceso di circa il 2% nell’intera settimana. Reuters ha riportato invece un guadagno superiore al 2% il 17 settembre, quando il dollaro e il rendimento dei Treasury decennali si sono indeboliti e gli investitori valutavano il rialzo dei tassi della Fed. Un movimento giornaliero non basta a stabilire il bilancio settimanale, ma mostra perché sia importante precisare l’intervallo di tempo usato nel confronto.
Il passaggio di Bitcoin da circa 58.000 a circa 86.000 dollari è compatibile con un mercato in cui la pressione di vendita si è attenuata, la domanda è tornata e gli investitori hanno guardato sia alla liquidità sia ai timori sulla svalutazione della moneta. Il rialzo dei tassi e lo stop al CLARITY Act hanno comunque preceduto una fase di pressione sul prezzo. La conclusione più solida è quindi circoscritta: Bitcoin ha recuperato nonostante questi ostacoli, ma il rally non dimostra che sia una copertura affidabile nel breve termine contro tassi più alti, un dollaro più forte o future perdite. 1
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Bitcoin ha recuperato dai minimi estivi e ha raggiunto circa 86.000 dollari, dopo essere sceso verso 75.000 in seguito alle tensioni sui rendimenti e allo stop del CLARITY Act.
Bitcoin ha recuperato dai minimi estivi e ha raggiunto circa 86.000 dollari, dopo essere sceso verso 75.000 in seguito alle tensioni sui rendimenti e allo stop del CLARITY Act. La Fed ha portato il tasso obiettivo al 3,75% 4,00%; in seguito Bitcoin ha chiuso sopra la media mobile a 50 settimane, un segnale tecnico, non una garanzia.
L’esaurimento delle vendite, il ritorno degli acquisti e le attese sulla liquidità sono possibili spiegazioni, ma le fonti non individuano una causa unica del rialzo.