Dal 13 settembre 2026 lo spionaggio può essere contestato anche per condotte legate a Paesi stranieri o organizzazioni equiparate, non più soltanto alla Corea del Nord.[1][11] L’articolo 98 2 riguarda segreti di Stato e prevede, secondo le ricostruzioni disponibili, pene detentive da tre a 30 anni.[7][11][14] Una te...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How does South Korea’s expanded espionage law, which took effect in September 2026 as the Criminal Act’s first major espionage-law expansion. Article summary: South Korea’s revision, effective September 13, 2026, broadens espionage coverage beyond North Korea to foreign countries and equivalent organizations, creating a route to prosecute qualifying technology theft as a natio. Topic tags: general, news, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers
Una fuga di informazioni su chip o intelligenza artificiale può essere trattata come una questione di sicurezza nazionale? In Corea del Sud, dal 13 settembre 2026, la risposta può essere sì. L’ampliamento della legge sullo spionaggio offre ai pubblici ministeri una nuova possibilità di contestare i casi più gravi legati all’estero, ma non trasforma ogni furto di tecnologia in spionaggio.1
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La disciplina precedente riguardava lo spionaggio a vantaggio di uno «Stato nemico», categoria applicata nella pratica alla Corea del Nord. La modifica del Codice penale introduce l’articolo 98-2 per le condotte connesse a un Paese straniero o a un’organizzazione a esso equiparata. Le ricostruzioni la descrivono come il primo grande ampliamento di queste norme dalle loro origini, nel 1953. La disposizione relativa agli Stati nemici resta in vigore.13
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Il nuovo articolo riguarda chi cerca, raccoglie, divulga, trasferisce o fa da intermediario nella trasmissione di segreti di Stato, su istruzione o sollecitazione di un Paese straniero o di un’organizzazione equiparata, oppure attraverso altre comunicazioni con essi. Secondo le fonti disponibili, la pena detentiva va da un minimo di tre a un massimo di 30 anni.7
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Per le imprese dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale, la distinzione decisiva è questa: un’informazione tecnica sensibile può essere al centro di un’indagine per spionaggio, ma un segreto commerciale non diventa automaticamente un segreto di Stato perché vale molto o perché arriva all’estero. Le fonti non chiariscono se ogni tecnologia classificata come tecnologia nazionale fondamentale soddisfi tale requisito, né in quali circostanze una società privata straniera sia considerata un’organizzazione equiparata.4
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Un resoconto indica che i casi di fuga di tecnologia verso l’estero trasmessi alla procura sono passati da nove nel 2021 a 33 nel 2025. Un’altra fonte attribuisce alla Cina il 54,5% dei casi verso l’estero. Sono dati che mostrano il peso delle indagini con una dimensione internazionale, ma gli estratti disponibili non permettono di stabilire se le due cifre adottino la stessa definizione di caso o lo stesso denominatore.3
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Non ci sono elementi sufficienti per ricavare da queste fonti un totale affidabile di tutte le fughe di tecnologia nel 2025, una ripartizione per settore o percentuali sul coinvolgimento di persone interne alle aziende e di piccole e medie imprese. Non è neppure possibile documentare da qui la risposta del ministero degli Esteri cinese o attribuire al professor Lee Jong-hwan valutazioni sulle pene, sul reclutamento o sulla crescita dell’industria cinese dei chip.
La nuova imputazione può incidere su ciò che la procura contesta dopo una divulgazione che soddisfi i requisiti di legge; non può cancellare informazioni già diffuse. Individuare tempestivamente approcci di reclutamento sospetti, controllare gli accessi autorizzati e proteggere i fornitori più piccoli sono quindi misure complementari all’azione penale, non risultati che la riforma garantisce da sola.
Una distinta proposta attribuita al parlamentare Koh Dong-jin nominerebbe esplicitamente le società straniere e porterebbe da tre a dieci anni la pena minima riportata per il nuovo reato. Si tratta di un’ulteriore modifica proposta, non della pena minima entrata in vigore il 13 settembre.5
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Dal 13 settembre 2026 lo spionaggio può essere contestato anche per condotte legate a Paesi stranieri o organizzazioni equiparate, non più soltanto alla Corea del Nord.[1][11]
Dal 13 settembre 2026 lo spionaggio può essere contestato anche per condotte legate a Paesi stranieri o organizzazioni equiparate, non più soltanto alla Corea del Nord.[1][11] L’articolo 98 2 riguarda segreti di Stato e prevede, secondo le ricostruzioni disponibili, pene detentive da tre a 30 anni.[7][11][14]
Una tecnologia per semiconduttori o intelligenza artificiale può rientrare nella norma solo se ricorrono i requisiti previsti: il suo valore commerciale, da solo, non basta.[4][11][14]