Al 25 settembre 2026, il Full Self-Driving (Supervised) di Tesla può essere utilizzato, alle condizioni previste dalle rispettive autorizzazioni, in sette Paesi dell’Unione europea. Non ha però ancora ottenuto un via libera valido in tutta l’UE. Un voto europeo potrebbe arrivare già il 6 ottobre: la data non equivale né a un voto confermato né a un’approvazione già acquisita.
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La distinzione conta anche per chi guida. Nonostante il nome «Full Self-Driving», si tratta di assistenza alla guida sotto supervisione: il conducente resta responsabile del rispetto delle regole stradali e deve essere pronto a intervenire. Non è un permesso di circolare senza guidatore.
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Che cosa ha deciso la Cechia
Il 21 settembre, il ministero dei Trasporti ceco ha riconosciuto l’autorizzazione provvisoria rilasciata il 10 aprile 2026 dalla RDW, l’autorità olandese competente per l’omologazione dei veicoli. La decisione consente l’uso del sistema sulle strade ceche alle condizioni dell’autorizzazione e segna un cambio di rotta rispetto alla precedente scelta di attendere una valutazione a livello UE, maturata sullo sfondo di dubbi relativi ai limiti di velocità e alla supervisione del conducente. Il ministero ha richiamato l’esperienza di altri Paesi, ulteriori dati europei e misure di controllo del sistema.
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Tesla ha detto che l’attivazione per i clienti cechi sarebbe iniziata «presto». Le informazioni disponibili, però, non dimostrano che l’attivazione sia stata completata.
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Con la Cechia, i Paesi che hanno dato il via libera sono Paesi Bassi, Lituania, Estonia, Danimarca, Belgio, Slovenia e Cechia. Il punto di partenza comune è l’autorizzazione provvisoria olandese: il riconoscimento nei singoli Stati non va confuso con una normale approvazione automaticamente estesa all’intera Unione.
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Irlanda: contatti in corso, non un’autorizzazione
Tesla ha dichiarato di essere al lavoro con le autorità irlandesi per ottenere l’approvazione di FSD, in occasione del traguardo della sua 15.000ª consegna di un veicolo in Irlanda. Non ha indicato una data di lancio né precisato tutte le autorità coinvolte. Il dipartimento dei Trasporti irlandese ha collegato un eventuale via libera a una decisione europea: i contatti in corso non costituiscono quindi un’autorizzazione nazionale.
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Cosa può pesare sul voto europeo
La questione più controversa resta il comportamento del sistema rispetto ai limiti di velocità. Un’autorità svedese ha raccomandato di respingere il via libera europeo finché Tesla non eliminerà la funzione «Speed Offset» che consente di impostare una velocità superiore al limite indicato. Questo non equivale necessariamente a una posizione definitiva di tutto il governo svedese: successive dichiarazioni hanno indicato una preferenza governativa per una soluzione valida in tutta l’UE, mentre l’obiezione dell’autorità restava sul tavolo.
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Anche in Germania il sottosegretario Christian Hirte ha riferito che l’autorità federale per i veicoli, la KBA, è in contatto con RDW e Tesla sul superamento dei limiti di velocità avviato dal sistema. In Ungheria, invece, è stato il Tesla Owners Club Hungary a chiedere al governo, con una lettera del 21 settembre, sia il riconoscimento nazionale dell’autorizzazione olandese sia il sostegno a un via libera europeo: la richiesta dell’associazione non è un impegno del governo.
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Secondo le ricostruzioni del meccanismo di voto, per una decisione favorevole servirebbero almeno 15 dei 27 Stati membri, rappresentativi del 65% della popolazione dell’UE. I sette via libera nazionali, da soli, non dimostrano dunque che esista già una maggioranza sufficiente. Il prossimo passaggio da seguire è l’eventuale voto europeo; fino ad allora, l’apertura della Cechia allarga il gruppo dei Paesi che riconoscono l’autorizzazione provvisoria, non l’ambito di un’approvazione UE che ancora manca.
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