Mercoledì 23 settembre l’oro ha perso circa l’1,7%; nelle prime contrattazioni statunitensi di giovedì era vicino a 4.265 dollari l’oncia, mentre l’argento scendeva a circa 63,47 dollari.[1][5] Il PMI composito statunitense è salito a 58,4 e la debole domanda a un’asta di Treasury ha contribuito alla risalita dei re...
Pubblicato daModificato con GPT-6 SolImmagini generate con GPT Image 2
Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did stronger-than-expected US economic data, surging Treasury yields, a stronger dollar, hawkish Federal Reserve commentary, and oil-dri. Article summary: The main mechanism was a repricing toward higher US interest rates: strong economic data and renewed energy inflation fears reinforced hawkish Fed signals, lifting yields and the dollar enough to outweigh gold’s safe-hav. Topic tags: general, general web, news, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts w
La domanda è controintuitiva: se aumentano le tensioni geopolitiche e il petrolio rincara, perché l’oro non sale? Nelle sedute di mercoledì 23 e giovedì 24 settembre 2026, i mercati hanno dato più peso alle possibili conseguenze per i tassi d’interesse statunitensi che alla ricerca di un bene rifugio. Dati economici solidi, rendimenti dei titoli di Stato USA più alti e un dollaro più forte hanno così messo sotto pressione i metalli preziosi.1
5
Mercoledì l’oro ha perso circa l’1,7%, attestandosi intorno a 4.290 dollari l’oncia. Nelle prime contrattazioni statunitensi di giovedì era vicino a 4.265 dollari; l’argento quotava circa 63,47 dollari, in calo dell’1,34% nella seduta.1
5 Un’altra rilevazione indicava per mercoledì ribassi del 3,92% per l’argento e del 3,97% per il platino: le percentuali cambiano a seconda del momento in cui vengono registrati i prezzi.
13
La stima preliminare di settembre dell’indice PMI composito di S&P Global, che misura l’attività nei settori manifatturiero e dei servizi negli Stati Uniti, è salita a 58,4, da 56,0 in agosto. Gli economisti si aspettavano 55,2; sono cresciuti sia l’indice dei servizi sia quello manifatturiero. Un’economia più forte del previsto ha ridotto le ragioni per scommettere su una politica monetaria meno restrittiva.8
Ai rendimenti in rialzo si è aggiunta la debole domanda per un’asta da 70 miliardi di dollari di Treasury quinquennali. Secondo un rapporto di mercato, il rendimento del titolo decennale è salito di 15,3 punti base al 5,11% e quello del quinquennale ha raggiunto il 5,03%.10 Per l’oro, che non paga interessi, rendimenti più elevati aumentano il costo opportunità di detenerlo. Il dollaro più forte esercita un’ulteriore pressione, perché rende il metallo quotato in dollari più costoso per chi usa altre valute.
1
3
I commenti restrittivi di esponenti della Federal Reserve hanno rafforzato le aspettative di nuovi rialzi: una stima attribuiva a un aumento dei tassi in ottobre una probabilità del 69,7%, mentre un’altra rilevazione indicava che i contratti swap incorporavano almeno tre ulteriori rialzi entro aprile. Sono aspettative di mercato, non decisioni già prese dalla Fed.9
1
Intanto, un rapporto segnalava il Brent sopra i 100 dollari al barile in un contesto di tensioni legate all’Iran.10 Il petrolio più caro può favorire l’oro come possibile protezione dall’inflazione o bene rifugio. Può però anche alimentare l’aspettativa che la Fed alzi i tassi per contrastare l’inflazione. Nelle contrattazioni di giovedì, quest’ultimo effetto, insieme ai rendimenti elevati, ha prevalso sulla domanda difensiva connessa al conflitto tra Stati Uniti e Iran.
5
I dati indicano dunque una pressione macroeconomica comune sui metalli, ma non permettono di stabilire quanto abbia pesato ciascun fattore. Né dimostrano che l’oro abbia perso stabilmente il suo ruolo di bene rifugio: in queste sedute, la prospettiva di tassi più alti è stata la forza dominante.5
10
Studio Global AI
This page includes a source-backed answer you can continue inside Studio Global.
Mercoledì 23 settembre l’oro ha perso circa l’1,7%; nelle prime contrattazioni statunitensi di giovedì era vicino a 4.265 dollari l’oncia, mentre l’argento scendeva a circa 63,47 dollari.[1][5]
Mercoledì 23 settembre l’oro ha perso circa l’1,7%; nelle prime contrattazioni statunitensi di giovedì era vicino a 4.265 dollari l’oncia, mentre l’argento scendeva a circa 63,47 dollari.[1][5] Il PMI composito statunitense è salito a 58,4 e la debole domanda a un’asta di Treasury ha contribuito alla risalita dei rendimenti.[8][10]
Il rincaro del petrolio ha alimentato sia la domanda potenziale di beni rifugio sia i timori di nuovi rialzi dei tassi.