Per oltre vent’anni Blue Origin si è finanziata soprattutto con il patrimonio del fondatore Jeff Bezos, anche attraverso la vendita di azioni Amazon. Il round da 10 miliardi di dollari segna un cambio di modello: per la prima volta entrano investitori esterni, mentre Bezos continua a contribuire in misura rilevante.
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Da 130 a 140 miliardi: come leggere le valutazioni
A luglio 2026, le indiscrezioni descrivevano una raccolta da 10 miliardi a una valutazione pre-money di 130 miliardi di dollari, cioè calcolata prima dell’ingresso dei nuovi fondi. Bezos avrebbe messo 2 miliardi e la società d’investimento Coatue Management circa 4 miliardi; il resto sarebbe arrivato da altri investitori, senza che le fonti citate ne precisassero identità e impegni definitivi.
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A settembre, le ricostruzioni indicavano che il round aveva raccolto 10 miliardi e attribuivano a Blue Origin un valore di circa 140 miliardi di dollari. Le due cifre non sono necessariamente in contrasto: 140 miliardi corrispondono alla valutazione iniziale di 130 miliardi più i 10 miliardi del round. I resoconti, tuttavia, non chiariscono ogni termine finale dell’operazione.
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Quanto ha investito Bezos in totale?
Non c’è una cifra univoca nei resoconti di settembre: alcune fonti parlano di circa 30 miliardi di dollari, altre di circa 32 miliardi. Una delle stime da 30 miliardi include esplicitamente i 2 miliardi dell’ultimo contributo: non sarebbe quindi corretto spiegare la differenza limitandosi ad aggiungerli a quel totale.
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Il punto fermo è un altro: dopo decenni di finanziamenti provenienti in larga parte da Bezos, Blue Origin può contare anche su capitali esterni per sostenere i propri programmi.
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La priorità di Limp e il test di New Glenn
L’amministratore delegato Dave Limp sta concentrando le risorse sui lanci orbitali e sulle capacità lunari. Blue Origin ha annunciato una pausa dei voli di New Shepard di almeno due anni per destinare risorse allo sviluppo dei sistemi per le missioni lunari con equipaggio. I resoconti descrivono anche tagli al personale nell’ambito della riorganizzazione.
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Per trasformare gli investimenti in attività commerciale, il programma cruciale è New Glenn. Un’anomalia durante un test a terra nel maggio 2026 ne ha interrotto il programma di lanci; la società lavora al ritorno in volo. I progetti per un lander lunare e per la rete satellitare TeraWave ampliano le sue ambizioni, ma non sostituiscono la necessità di effettuare lanci affidabili.
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I 10 miliardi danno a Blue Origin più mezzi per competere con SpaceX, non la certezza di riuscirci. Gli obiettivi di crescita dei ricavi restano previsioni e i servizi satellitari prospettati non dimostrano ancora l’esistenza di un’attività ricorrente su larga scala.
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6 Il segnale più concreto sarà vedere New Glenn tornare a volare con continuità e i programmi di lancio e lunari produrre ricavi affidabili dai clienti.