Una TAC addominale può contenere indicazioni su più organi e su problemi molto diversi tra loro. DAMO RADAR, sviluppato dalla DAMO Academy di Alibaba con partner clinici e descritto in uno studio pubblicato su Science, punta a esaminare una TAC con mezzo di contrasto per un ampio insieme di anomalie, anziché cercare una sola malattia per volta. Le valutazioni riportate riguardano 146 reperti clinici in 18 organi: «reperti» è il termine più preciso, perché non indica necessariamente 146 diagnosi distinte.
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Come supera l’approccio «un modello per ogni malattia»
RADAR è un modello visione-linguaggio: durante l’addestramento mette in relazione le immagini TAC con i referti clinici che le accompagnano. In questo modo può apprendere dalle descrizioni già presenti nei referti, riducendo la necessità di preparare una nuova serie di etichette manuali per ciascuna condizione da cercare. Le fonti disponibili, però, non documentano abbastanza nel dettaglio l’implementazione per stabilire quali condizioni ulteriori il sistema possa riconoscere in modo affidabile.
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Che cosa misurano i risultati
Su quasi 40.000 esami svolti nella pratica clinica, l’AUC media riportata è 0,913 per i 146 reperti valutati. L’AUC misura quanto bene un sistema distingue, al variare della soglia di decisione, i casi positivi da quelli negativi. Non significa che il 91,3% delle diagnosi sia corretto e, da sola, non dice quante segnalazioni errate o mancate si avrebbero in un determinato ospedale.
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In un confronto che ha coinvolto 26 radiologi, RADAR ha ottenuto risultati superiori a quelli di 23 partecipanti secondo la misura usata nello studio. Quando i medici hanno lavorato con il supporto del modello, le cronache riportano circa il 10% in meno di reperti mancati e tempi di lettura ridotti di circa il 30%. I resoconti disponibili non chiariscono i valori di sensibilità dei medici prima e dopo l’assistenza, né se quel 10% sia una variazione relativa o una differenza in punti percentuali.
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E fuori dai contesti già rappresentati nei test? Le informazioni qui disponibili non sono sufficienti per fornire una stima attendibile delle prestazioni su esami provenienti da ospedali o popolazioni differenti. Il risultato medio complessivo non risolve questa domanda.
Un possibile secondo lettore, non una diagnosi autonoma
DAMO Academy ha annunciato il rilascio aperto di RADAR e le fonti riferiscono che sono disponibili anche i pesi del modello. Questo ne consente lo studio e la verifica da parte di altri gruppi, ma non equivale a dimostrarne l’idoneità all’impiego clinico in ogni struttura. Il ruolo più prudente da considerare è quello di ausilio al radiologo — per esempio come secondo lettore che richiama l’attenzione su possibili reperti — con valutazione clinica e verifiche nel contesto d’uso, non come sostituto del medico.
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