La novità non è che DeepSeek possa usare chip Huawei: è l’intenzione, riferita agli investitori, di farne una componente prioritaria dell’addestramento dei prossimi modelli. Secondo The Information, il fondatore e amministratore delegato Liang Wenfeng ha definito questa scelta una delle maggiori scommesse dell’azienda, aggiungendo che «deve funzionare». La strategia comprenderebbe anche chip di altri produttori cinesi.
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Dai test Ascend a una priorità per i futuri modelli
DeepSeek aveva già lavorato con l’hardware Ascend di Huawei. Secondo precedenti ricostruzioni, un tentativo di addestrare il modello R2 su questi chip aveva incontrato difficoltà; il modello V4 è stato invece adattato per funzionare sull’hardware Huawei. Far girare un modello su un chip, però, non equivale ad averlo addestrato su quel chip. La priorità riferita da Liang riguarda proprio l’impiego dell’hardware cinese nell’addestramento dei modelli futuri.
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La distinzione vale anche per le notizie su un grande cluster di chip Huawei destinato all’inferenza, cioè all’esecuzione di modelli già addestrati per produrre risposte. Né un’infrastruttura per l’inferenza né l’uscita di un’applicazione o di un nuovo modello dimostrano, da sole, quali processori siano stati usati per addestrarlo.
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Consegne attese, risultato ancora da verificare
Huawei potrebbe consegnare una nuova fornitura di chip per l’addestramento già nel quarto trimestre 2026; alcune ricostruzioni estendono la finestra al primo trimestre 2027. È una previsione, non la conferma che i chip siano arrivati o siano già stati impiegati con successo.
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Le informazioni disponibili non chiariscono il modello esatto dei chip, le quantità e la configurazione prevista per questo impiego. Resta inoltre da dimostrare se il sistema consentirà un addestramento completo, affidabile e con le prestazioni necessarie su larga scala. Anche il calendario effettivo delle consegne rimane aperto.
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