L’Italia compare tra i possibili obiettivi di un’operazione russa con droni lanciati dal mare, ma non c’è una conferma pubblica che un attacco sia stato deciso o preparato. È questo il punto da tenere fermo leggendo la notizia: si parla di un’allerta attribuita all’intelligence statunitense e di uno scenario possibile, non di un’operazione accertata.
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Che cosa ha riferito El Mundo
Il 23 settembre 2026 il quotidiano spagnolo El Mundo ha scritto che l’intelligence degli Stati Uniti avrebbe condiviso con governi europei un avvertimento su una possibile operazione contro uno tra Italia, Spagna e Francia. Nello scenario descritto, droni nascosti in container verrebbero lanciati da navi mercantili nel Mediterraneo. Una fonte vicina al ministero della Difesa lituano ha indicato i Gerbera come possibile modello.
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Il racconto ripreso da altre testate fa riferimento a fonti non identificate, tra cui interlocutori diplomatici dell’area baltica e analisti della difesa. Il documento d’intelligence alla base dell’allerta non è pubblico; né la CIA né i tre governi hanno confermato pubblicamente la segnalazione nei termini riportati. Non è quindi possibile dedurre dalle notizie disponibili che Mosca abbia deciso di compiere l’attacco.
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La risposta italiana
Secondo quanto riportato, le autorità italiane hanno negato di aver ricevuto un’allerta di questo tipo. Lia Quartapelle, deputata dell’opposizione, ha chiesto al governo di chiarire quali informazioni abbia e come stia reagendo. Il diniego apre una questione sulla presunta trasmissione dell’avviso, ma da solo non dimostra né che lo scenario sia impossibile né che la minaccia esista.
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Gli altri episodi sono una conferma?
No. Le segnalazioni di attività sospette di droni in Germania e di violazioni dello spazio aereo in Moldova aiutano a capire perché il tema preoccupi i Paesi europei, ma non collegano quegli episodi alle navi mercantili nel Mediterraneo.
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In Lituania, un caccia italiano impegnato nella missione NATO ha abbattuto un drone Gerbera. Il presidente lituano ha detto che con ogni probabilità era diretto verso l’Ucraina, non verso la Lituania. Anche questo episodio non prova l’esistenza del piano descritto da El Mundo.
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Va tenuto distinto anche il capitolo dei cavi sottomarini: Reuters ha riferito di una presunta operazione russa individuata dagli alleati NATO vicino alle Svalbard, mentre precedenti danni a cavi nel Baltico hanno alimentato sospetti di sabotaggio. Sono vicende diverse, non riscontri di un’operazione con droni lanciati da container.
Perché si parla delle elezioni del 2027
Alcune ricostruzioni citano le scadenze elettorali del 2027 nei tre Paesi e ipotizzano che un’azione di disturbo possa avere un obiettivo di destabilizzazione: è la lettura di un possibile movente, non una prova di una decisione russa di attaccare o interferire nelle elezioni. La domanda decisiva resta se l’allerta sia stata effettivamente diffusa come descritto e se riguardi un piano concreto.
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