A Kyiv gli allarmi aerei hanno scandito prima la giornata di mercoledì 23 settembre, poi le prime ore di giovedì 24. I droni russi e, nella seconda offensiva, anche i missili balistici hanno causato vittime e danni. Mentre si trovava a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha indicato nella carenza di missili intercettori una delle urgenze per proteggere il Paese.
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Due attacchi, due bilanci distinti
Nell’attacco con droni condotto di giorno il 23 settembre, i resoconti iniziali hanno riferito di due morti e 23 feriti a Kyiv. Sono stati segnalati incendi e danni agli edifici, oltre a colpi che hanno interessato infrastrutture ferroviarie, magazzini e distributori di carburante. Le incursioni diurne interrompono anche lavoro e spostamenti, in una città dove gli allarmi non sono più confinati alla notte.
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Nelle prime ore del 24 settembre, la capitale è stata attaccata con missili balistici e droni. Sono state segnalate altre due vittime: una persona si trovava nel parcheggio di un ospedale di maternità, rimasto danneggiato. Danni sono stati riportati anche alle abitazioni vicine. I morti riferiti per mercoledì e giovedì appartengono dunque a due attacchi separati, non a un unico bilancio notturno.
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Cosa significa il 60% citato da Zelensky
Parlando con i giornalisti a New York, Zelensky ha detto che l’Ucraina ha intercettato il 60% dei missili balistici dell’ultimo attacco notturno. È un dato relativo a quella specifica offensiva, non il tasso generale di intercettazione del Paese. Il presidente ha aggiunto che occorre abbattere un numero maggiore di missili in arrivo.
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Da qui la richiesta di ulteriore sostegno agli Stati Uniti: Zelensky ha detto di non aver ricevuto una risposta concreta sulla fornitura di altri intercettori per i sistemi Patriot. In precedenza aveva affermato che, nel primo semestre del 2026, le consegne alleate di missili per la difesa aerea erano diminuite di due terzi rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta di un dato sulle forniture, distinto dal 60% di missili intercettati nell’ultimo attacco.
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Il timore per la rete energetica in inverno
All’ONU, Zelensky ha chiesto maggiore pressione sulla capacità della Russia di finanziare la guerra. Ha anche avvertito che l’Ucraina reagirà se proseguiranno gli attacchi al suo sistema energetico durante l’inverno. Kyiv, ha detto, è pronta a una sospensione reciproca degli attacchi agli impianti energetici; Mosca ha respinto invece una pausa più ampia nei combattimenti.
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Le vittime degli attacchi non si limitano alla capitale. Con l’avvicinarsi del freddo, la scarsità di intercettori lascia più esposte anche infrastrutture essenziali: danni all’elettricità e al riscaldamento potrebbero costringere persone a lasciare le proprie case. Le informazioni disponibili, però, non consentono di stimare quante.
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