La novità da tenere a mente dopo il Connect 2026 è questa: Muse non è ancora disponibile sugli smart glasses Meta. L’azienda dice che porterà il suo agente AI personale sugli occhiali «nei prossimi mesi», ma non ha fissato una data. Si potrà richiamarlo a mani libere pronunciando il nome assegnato all’agente.
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Che cosa potrà fare con la fotocamera
Sugli occhiali dotati di fotocamera, Muse potrà usare ciò che la persona sta guardando come contesto, senza che debba descriverlo a voce. Meta ha fatto esempi concreti: chiedere informazioni su un prodotto visto su uno scaffale, su un volantino appeso al muro o su una lunga lista di materiale scolastico. Sono esempi di una funzione annunciata, non di una funzione già disponibile sugli occhiali.
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La distinzione tra i modelli conta. I nuovi Ray-Ban Meta Audio non hanno una fotocamera: sono pensati per audio e interazioni vocali, ma non possono fornire a Muse il contesto visivo necessario per richieste come «dimmi che cosa sto guardando».
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Le altre novità di Muse
Secondo Meta, Muse ha raggiunto milioni di utenti nelle settimane successive al lancio. Al Connect l’azienda ha annunciato una modalità vocale in cui l’agente può continuare a lavorare mentre si parla, un avatar digitale espressivo chiamato Muse Realtime Avatar, un indirizzo email per l’agente e capacità di utilizzo del computer in Muse per Mac.
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Meta ha inoltre ampliato i collegamenti per lo shopping, includendo tra gli altri Walmart, Best Buy, Gap, Sephora e Wayfair, oltre alle opzioni di pagamento Shop Pay e PayPal. Questo non significa che Muse possa acquistare su qualsiasi servizio: secondo CNBC, Amazon gli impedisce di effettuare acquisti tramite la propria app.
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Occhiali e Muse Charm: prezzi e disponibilità
I Ray-Ban Meta Gen 3, che conservano la fotocamera, partono da 449 dollari e sono stati messi in vendita il 24 settembre. I Ray-Ban Meta Audio partono da 349 dollari, con spedizioni previste dal 13 ottobre. Meta ha annunciato anche i Meta VR Glasses per la primavera 2027, a un prezzo di circa 1.299 dollari. Queste date riguardano i dispositivi, non l’arrivo di Muse sugli smart glasses.
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C’è poi Muse Charm, un dispositivo tascabile dedicato all’agente. Meta punta a spedirlo a dicembre, ma non ne ha annunciato il prezzo.
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La questione privacy
Se Muse può usare ciò che inquadra chi indossa gli occhiali, resta la questione delle persone vicine, che potrebbero non sapere cosa il dispositivo può vedere o registrare. Il modello Audio elimina l’input della fotocamera, ma proprio per questo non offre le funzioni basate su ciò che si guarda.
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Meta ha descritto per Muse macchine virtuali dedicate e isolate nel cloud e protezioni di elaborazione privata per le funzioni AI. Sono le misure dichiarate dall’azienda: da sole non risolvono le domande sull’uso delle fotocamere negli spazi condivisi o sull’accesso dell’agente agli account personali collegati.
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