La produzione saudita è cresciuta di 1,013 milioni di barili al giorno a luglio 2026; le esportazioni di 132.000 barili al giorno, pari al 3,3%. Sono diminuiti sia il greggio lavorato nelle raffinerie sia quello bruciato direttamente per uso interno.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did Saudi Arabia’s crude exports, production, refinery throughput, and direct crude-burning change in July 2026 compared with June, what. Article summary: Saudi Arabia pumped substantially more crude in July 2026 than in June, but exports rose only modestly. The brief Iran ceasefire helped restore some Gulf shipments; by September, renewed security threats to both the Red . Topic tags: general, news, general web, user generated, government. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermar
A luglio 2026 l’Arabia Saudita ha prodotto molto più greggio che a giugno, ma l’aumento delle esportazioni è stato modesto. È la distinzione da tenere presente leggendo i dati della Joint Organisations Data Initiative (JODI), che raccoglie statistiche energetiche comunicate dai Paesi: più petrolio estratto non significa automaticamente più petrolio consegnato ai mercati esteri. 17
| Indicatore | Giugno 2026 | Luglio 2026 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Esportazioni di greggio | 3,993 milioni di barili al giorno | 4,125 milioni di barili al giorno | +132.000 barili al giorno, circa +3,3% |
| Produzione di greggio | 7,122 milioni di barili al giorno | 8,135 milioni di barili al giorno | +1,013 milioni di barili al giorno |
| Greggio lavorato nelle raffinerie | 2,498 milioni di barili al giorno | 2,478 milioni di barili al giorno | −20.000 barili al giorno |
| Greggio bruciato direttamente per uso interno | Circa 583.500 barili al giorno* | 561.097 barili al giorno | −22.403 barili al giorno |
Il dato di giugno è ricavato dal livello di luglio e dalla diminuzione mensile comunicata. Un precedente resoconto lo arrotondava a 583.000 barili al giorno. 17
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La produzione è dunque aumentata di oltre un milione di barili al giorno, contro appena 132.000 barili al giorno in più di esportazioni. Anche l’impiego di greggio nelle raffinerie e la combustione diretta sono leggermente diminuiti. Non si può però attribuire automaticamente la differenza alle scorte: sottrarre le esportazioni dalla produzione non è un metodo affidabile per calcolarne la variazione. 17
La breve tregua con l’Iran ha favorito una ripresa dei transiti nel Golfo. Secondo dati Kpler citati dalla stampa, tra il 17 giugno e il 1° luglio l’Arabia Saudita ha spedito circa 34 milioni di barili attraverso lo stretto di Hormuz, contro 15 milioni durante un periodo di guerra più lungo, iniziato a marzo. Per cinque produttori del Golfo, Kpler ha inoltre stimato che le esportazioni di greggio e condensati nella prima metà di luglio fossero superiori di circa il 16% alla media giornaliera di giugno. Sono stime su rotte e intervalli specifici, non il dato JODI sulle esportazioni saudite dell’intero mese. 9
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Riad ha comunicato all’OPEC — l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio — un recupero della produzione di circa un milione di barili al giorno a luglio, coerente nella direzione con i dati JODI. Ma né l’aumento della produzione né un eventuale obiettivo di produzione più alto concordato dall’OPEC+ garantiscono che un volume equivalente possa essere esportato. I numeri di luglio mostrano proprio quanto le due grandezze possano muoversi a velocità diverse. 14
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L’oleodotto Est-Ovest collega i giacimenti orientali sauditi al porto di Yanbu, sul Mar Rosso: consente di esportare greggio senza passare per Hormuz. È però una soluzione esposta a due rischi distinti. Un’interruzione dell’oleodotto può impedire al petrolio di arrivare a Yanbu; le minacce alla navigazione, comprese quelle legate agli Houthi, possono ostacolare la partenza delle petroliere dal Mar Rosso. Alcune navi possono evitare lo stretto di Bab el-Mandeb dirigendosi a nord attraverso il Canale di Suez, ma cambiare rotta non sostituisce la capacità di trasporto dell’oleodotto. 2
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L’oleodotto è stato temporaneamente chiuso a settembre. Il 22 settembre l’Arabia Saudita ha segnalato che si preparava a riavviarlo, ma non era ancora chiaro quanto greggio avrebbe potuto trasportare alla ripresa delle operazioni. I maggiori transiti attraverso Hormuz dopo la tregua indicano un’altra via d’uscita per il petrolio saudita, a sua volta vulnerabile a nuove tensioni nello stretto. 12
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Per capire quanto greggio saudita potrà raggiungere i mercati tra ottobre e dicembre, quindi, non basta guardare ai pozzi: bisognerà vedere quanto petrolio arriverà a Yanbu, se le navi potranno salpare in sicurezza dal Mar Rosso e se Hormuz resterà percorribile. Il dato di produzione di luglio, da solo, non può rispondere. 2
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La produzione saudita è cresciuta di 1,013 milioni di barili al giorno a luglio 2026; le esportazioni di 132.000 barili al giorno, pari al 3,3%.
La produzione saudita è cresciuta di 1,013 milioni di barili al giorno a luglio 2026; le esportazioni di 132.000 barili al giorno, pari al 3,3%. Sono diminuiti sia il greggio lavorato nelle raffinerie sia quello bruciato direttamente per uso interno.
Per le esportazioni tra ottobre e dicembre saranno cruciali la riapertura dell’oleodotto Est Ovest e la sicurezza dei transiti nel Mar Rosso e nello stretto di Hormuz.