La cifra da tenere a mente non è una sola. Secondo una notizia del 24 settembre, TSMC avrebbe fissato aumenti dei prezzi dei wafer — le fette di silicio su cui vengono fabbricati i chip — compresi tra 3% e 6% da gennaio 2027. Le notizie diffuse a luglio indicavano invece rincari base del 5–10%, variabili secondo il cliente e il prodotto. A queste percentuali si aggiungerebbe, solo in determinate circostanze, un supplemento per ordini destinati al calcolo ad alte prestazioni. Nessuna delle cifre costituisce un listino pubblico confermato da TSMC per tutti i clienti.
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Si conoscono gli aumenti per i singoli processi?
Non con precisione. La notizia di settembre riporta l’intervallo del 3–6%, senza attribuire una percentuale ai singoli nodi produttivi. Le indiscrezioni di luglio riguardavano sia i processi avanzati sia quelli maturi e citavano, tra gli altri, i nodi a 3, 5 e 7 nanometri. Non offrono però una ripartizione affidabile degli aumenti del 2027 per ciascuno di questi nodi.
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Per i processi maturi, una notizia di luglio riferiva di aumenti a una cifra previsti da gennaio, con prezzi finali diversi a seconda del cliente e della linea di prodotto. Altre ricostruzioni indicavano rincari fino al 10% per la produzione a 12, 16 e 28 nanometri. Sono resoconti di condizioni riportate dalle fonti, non un’aliquota unica già confermata per tutti i wafer realizzati con questi processi.
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Il supplemento HPC si somma sempre al rincaro base?
No. Secondo le notizie di luglio, il 10–15% aggiuntivo riguarderebbe gli ordini per l’high-performance computing (HPC, calcolo ad alte prestazioni) che superano i volumi inizialmente previsti o concordati da un cliente. Non va quindi applicato indistintamente a tutti i wafer HPC, né interpretato come un aumento generalizzato per tutti i processi avanzati.
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Non è neppure possibile stabilire, sulla base della notizia disponibile, se il successivo intervallo del 3–6% sostituisca quello del 5–10% riportato a luglio o descriva condizioni differenti. TSMC ha rifiutato di commentare le indiscrezioni sui prezzi; manca una tabella aziendale confermata nodo per nodo.
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Perché se ne parla proprio ora
La domanda legata alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale aiuta a capire il contesto, ma non prova uno specifico aumento dei prezzi. TSMC ha comunicato una crescita dei ricavi del 36% su base annua nel secondo trimestre 2026; per agosto sono stati riportati ricavi di 514,8 miliardi di dollari taiwanesi, in aumento del 53,3% rispetto a un anno prima. Una fonte a conoscenza dei piani tariffari ha citato anche il rincaro di materiali e macchinari e i costi di costruzione degli impianti all’estero.
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Anche per Samsung sono stati riportati cambiamenti di prezzo, ma condizioni riferite a clienti e processi diversi non si possono confrontare direttamente. Le fonti disponibili non consentono inoltre di quantificare i più recenti risultati di Nvidia in relazione a questi rincari. Le prossime comunicazioni mensili sui ricavi e i risultati trimestrali di TSMC potranno chiarire l’andamento della domanda e dei margini, senza necessariamente svelare i contratti privati per il 2027. La domanda decisiva resta quali aumenti si applicheranno a quali clienti e processi, e se TSMC li confermerà.
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